
Tende - Luc Fioretti (foto Giorgio Bernardi)
Cinque nuovi negozi, cambi di gestione e ristrutturazioni. Riprende fiato il commercio di Tenda che nell’ultimo triennio ha registrato un’ecatombe di attività per l’infilata di epidemia Covid, Tempesta Alex e soprattutto per l’isolamento dal Piemonte. Un collegamento storico, un cordone ombelicale per Tenda, come racconta la mostra “Sur la route. L’Histoire millénaire des voies de communication de la Roya” inaugurata il 16 dicembre nel Musée des Merveilles e visitabile sino al 31 ottobre. A oltre tre anni dall’alluvione la strada, così importante per le comunità transfrontaliere, resta chiusa.
“Anas ci ha preso in giro” disse il sindaco Jean Pierre Vassallo in una manifestazione lo scorso settembre all’indomani dell’ennesima revisione del cronoprogramma dei lavori.
Il tunnel doveva aprire in modalità di cantiere a ottobre 2023. La viabilità invece non sarà possibile prima di luglio 2024, se tutto andrà per il meglio. Rinvii che rischiano di soffocare la ripresa di Tenda e non solo. La positiva situazione del paese ai piedi del castello dei Lascaris, signori di un vasto territorio che comprendeva Tenda, Limone e Vernante, è alimentata dalla voglia di riscatto, ma anche dal ripristino a tempo di record di oltre cinquanta chilometri di dipartimentale devastati dall’alluvione, dalla ricostruzione di tre ponti, dalla fine dell’isolamento di Casterino e dalla fase avanzata dei lavori del viadotto dei Quattordici archi a Tenda. Entro l’estate sarà montato un ponte ad arco del tutto simile a quelli della località Ambo, tra Fontan e Saorge. Sempre a Tenda il ponte di Bourg Neuf, all’uscita del paese, è in fase di appalto e sarà completato nel 2025. Infine c’è stato il sostegno agli imprenditori della Comunità Riviera-Menton che ha concesso prestiti di onore (da restituire senza interessi in 3-5 anni), facilitazioni fiscali e l’appoggio burocratico del Comune che ha trovato locali e agevolato le pratiche.
Le testimonianze
La crisi del paese non è però ancora assolutamente superata ci dice
Luc Fioretti: “Per sopravvivere e avvicinarci ai guadagni che si facevano prima del 2020 bisogna lavorare molto di più, mettere insieme attività, ridurre il personale”. Luc è il responsabile della scuola di sci Tende-Casterino, accompagnatore in 4x4 nella Valle delle Meraviglie e
titolare del negozio di articoli sportivi del paese che ha riaperto in centro abbinato ad
un’accogliente caffetteria: “A causa dell’alluvione ho perso circa il 90% degli introiti delle mie attività. Non riuscivo più a fare il maestro e allenatore di sci a Limone, a Casterino non si poteva andare perché per due anni è rimasta senza strada e i clienti del negozio sono spariti. Avevo bisogno di essere ottimista di fare qualcosa per la mia famiglia e per il paese. Per questo ho comprato i muri del nuovo negozio e in due anni l’ho ristrutturato. Sono contento di averlo fatto ma senza certezze sulla riapertura del tunnel non posso programmare il lavoro, gli acquisti e gli investimenti. Per fortuna ci sono le navette del treno che portano gente ma dopo l’ultimo viaggio il paese è deserto. Il treno poteva essere una vera opportunità per dare una svolta alla valle Roya, per una forma di mobilità per auto e passeggeri come si fa da tempo in Svizzera e poi bisognerebbe che venisse realizzato il progetto del Dipartimento della funivia Vievola-Colle di Tenda, sarebbe la stazione sciistica più vicina alla Costa Azzurra delle Alpi Marittime”.
Di fronte al negozio di Fioretti, a giugno, ha aperto
Ça Beigne, una gastronomia con ogni ben di Dio. “La Costa è diventata invivibile, avevamo bisogno di fare un lavoro non stagionale” dicono
Karine, 45 anni, e
Yohan Linard, 48 anni, entrambi attivi nel settore della ristorazione nella zona di Menton. I due hanno scelto di rivoltare la loro vita come ha fatto l’acqua della Roya con la valle. Si sono trasferiti a Tenda per un progetto di vita e di lavoro. La chiusura di tante attività per il Covid e l’alluvione per la coppia è stata un’opportunità. “A Tenda c’è un buon numero di abitanti che ci consente di vivere essenzialmente con i residenti e in questo modo possiamo partecipare alla ricostruzione della comunità dopo la Tempesta”.
I piatti in vetrina sono un inno alla cucina del territorio: “Per le mie preparazioni impiego quasi esclusivamente prodotti locali: sarebbe triste se usassi i legumi spagnoli in sacchetto dopo trent’anni di attività da cuoco (sorride). Comprando in valle si sostengono gli operatori e l’economia della valle”, racconta Yohan con un teglia di torta verde appena sfornata.

Tende - Karine e Yohan Linard (foto Giorgio Bernardi)
Poco distante c’è l’
Hotel du Centre. L’unico albergo della cittadina rimasto aperto, ma solo d’estate. Il gestore da quest’inverno ha avviato la gestione continuativa. E poi, in viaggio da Parigi,
Nathalie Aury-Collombert ha posato le valigie in avenue du 16 septembre 1947 n. 7. Ha inaugurato
Lull Céramique, negozio laboratorio di ceramica. Racconta: “Creo dei pezzi che risvegliano i nostri sensi e trasmettono la serenità che la natura ci procura”. Ogni suo lavoro è eseguito a mano prestando attenzione all’impatto ambientale: “Lo riduco il più possibile grazie a processi di riciclaggio e riutilizzo per il risparmio di acqua e di energia che permettono di diminuire la nostra impronta ecologica”.
Poco distante, sempre sulla strada principale,
Jillian Moro, 20 anni, a fine ottobre ha avviato un
negozio di fioraio.

Tende - Jillian Moro (foto Giorgio Bernardi)
Anche altri due giovani sono diventati imprenditori. Nella frazione di Saint Dalmas,
Océan Caproni 28 anni ed
Emerica Panaux, 26 anni, dopo due mesi da apprendisti hanno preso il testimone dai vecchi proprietari della panetteria
“Fournil Val Roia”, all’imbocco della valle di Casterino. Tendasca doc, Océan ha lavorato per 9 anni all’albergo Le Prieuré mentre il compagno era “boulanger” a Nizza. “Abbiamo aperto quest’estate ed è stato un buon inizio. I nostri fornitori in gran parte italiani e sono costretti ad approvigionarci le merci facendo il giro da Savona e questo incide su tempi e costi. L’Italia è casa nostra, abbiamo bisogno di treni più economici e del tunnel per spostarci e acquistare”.

Saint Dalmas de Tende - Ocea Caproni (Foto Giorgio Bernardi)
Tornando a Tenda,
Mari Eveline, 56 anni, capelli rossi e pelle chiara che svelano origini irlandesi, ha aperto un’
erboristeria. Frequentatrice da sempre della Valle Roya ha lavorato come preparatrice farmaceutica in mezza Francia, Polinesia compresa. Attività anche a Sospel e poi in ospedale a Tenda nel dopo tempesta Alex. “Era tempo che volevo fare qualcosa gestito da me e offrire un servizio che non c’era proponendo anche piccoli medicamenti, visto che non c’è più la farmacia. E poi ascolto i bisogni della gente e mi procuro quello che serve. La clientela è soddisfatta e con i colleghi facciamo rete. Per esempio con Nathalie - la ceramista - abbiamo creato insieme delle confezioni regalo, mi approvvigiono da produttori di qualità del vallon de Refrei (Tenda) e di Saorge. Credo nell’importanza della qualità e naturalità dei prodotti”.

Tende - Marie Eveline (Foto Giorgio Bernardi)
Prima del Museo delle Meraviglie, giornali alle vetrine, sono in corso i lavori di una nuova attività. È il “Bar à pâtes” che da febbraio offrirà il servizio di bar, di ristorazione e vendita di pasta fatta in casa.
Sulla strada che conduceva in Italia c’è anche chi chiude perché gli affari non vanno troppo bene. È il caso di
Origine Bakery, negozio di
prodotti alimentari e biologici.

Tende - Emilie Olivier (Foto Giorgio Bernardi)
Sempre su Avenue 16 septembre 1947 ha riaperto la pettinatrice e poi si trova
“La fée capeline”. La titolare è
Emilie Oliver, 45 anni, originaria di Avignone con un trascorso in Liguria e una progettualità ambientale e sociale. Si è trasferita a La Brigue nel 2008 producendo creazioni in feltro per bambini: pantofole, cappelli da elfo e personaggi fatati… Da qualche tempo è a Tenda con un atelier-negozio in cui, aiutata da due colleghe, produce cappelli di feltro che riparano dal sole cocente delle Alpi del Sud e dal vento freddo che spazza i pascoli delle pecore brigasche. Un progetto nato dall’incontro con i pastori che avevano bisogno di copricapi e soprattutto di trovare uno sbocco alla lana degli animali. Un prodotto considerato uno scarto. “La fée capeline” aderisce alla rete “A.T.E.L.I.E.R Laines d’Europe” che mette insieme: allevatori, tosatori, esperti di lana, filatori e artigiani. Lo scopo è aiutare l’industria della lana a sopravvivere ai danni causati dalla delocalizzazione della produzione tessile in Asia. Emilie per dare nuova vita al nobile materiale invia la rustica lana brigasca ad una filanda sarda per la produzione di tappeti che riproducono incisioni rupestri della valle delle Meraviglie e del Monviso. “Un’iniziativa utile anche per l’artigianato sardo che, come noi, vive grandi difficoltà”, spiega Emilie. Per compensare l’assenza del passaggio degli italiani da dopo la tempesta Alex la donna ha iniziato la vendita dei suoi prodotti online.
Non tutti i problemi sono causa del tunnel. “In montagna abbiamo bisogno di un po’ più di “Repubblica”. Il treno per noi è una fortuna: quando sono arrivata in valle ce n’era uno quasi ogni ora mentre ora il servizio è scarso, la posta non spedisce più i pacchi il venerdì. Questa scelta, stabilita sulla base dei numeri, ci penalizza perché la gente è abituata a ricevere gli ordini in due giorni. In prospettiva la riduzione dei servizi mi preoccupa molto. A Tenda poi non ci sono case di qualità e dopo la tempesta le zone fabbricabili sono state cancellate perché a rischio idrogeologico. Lo Stato dovrebbe sostenere la ristrutturazione del patrimonio edilizio esistente favorendo anche il recupero delle vecchie cantine per l’installazione di botteghe artigiane”.
Perché hai scelto Tenda per vivere e lavorare? “Perché è una montagna vicina al mare, tra due paesi e due culture che hanno bisogno l’una dell’altra”.