cuneo
Nonostante nel 2023, in Piemonte, sia proseguito l’andamento positivo della domanda di lavoro programmata dalle imprese e, al contempo, sia diminuito il tasso di disoccupazione, continua a preoccupare la difficoltà di reperimento di nuovi lavoratori: nel 2022, erano 345.650 le imprese che avevano programmato di effettuare nuove assunzioni, quest’anno il valore è lievitato fino a 353.930 e la difficoltà di reperimento di profili professionali specifici arriva fino al 45% delle nuove assunzioni.
A Cuneo, in particolare, si ricercano operai specializzati e conduttori di impianti e macchine che costituiscono il 37,2% delle assunzioni complessive (50.790); dopodiché, si ricercano impiegati nelle professioni commerciali e nei servizi (31,1%); dirigenti, lavoratori specializzati e tecnici (17,4%); per ultimi, lavoratori senza qualifiche particolari (14,3%).
Tuttavia, la difficoltà di reperimento di lavoratori specializzati raggiunge qui il 53,3%, superando decisamente la media piemontese e nazionale che si aggira attorno al 45%.
In provincia, inoltre, la netta maggioranza delle nuove assunzioni (42,8%) è in possesso di un diploma professionale, seguita poi da chi è ha frequentato solo la scuola dell’obbligo (17,5%), da chi è in possesso almeno di una laurea (11,8%) e da chi ha frequentato un ITS (0.9%). Questo schema, pur variando in parte nei numeri, presenta lo stesso andamento con i medesimi estremi per le industrie nord-occidentali italiane e in tutta la penisola.
Sempre a Cuneo, ma anche nel resto del Paese, si ricerca personale giovane, possibilmente al di sotto dei 29 anni: è questo il caso del 32,8% delle assunzioni cuneesi, mentre per il 31% l’età anagrafica è irrilevante. Il personale immigrato assunto quest’anno è pari al 21,6% del totale, mentre quello femminile si ferma al 18,8%.
Questi dati derivano da un’indagine avviata da Excelsior e realizzata da Unioncamere in accordo con l’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro, il cui obiettivo è individuare, mese per mese, nella regione Piemonte e nelle sue rispettive Province, le caratteristiche delle entrate programmate, secondo i profili professionali ed i livelli di istruzione richiesti.
I dati raccolti da Excelsior portano agli stessi risultati dell’indagine avviata da Istat: ad oggi, rispetto allo scorso anno, il tasso di occupazione è aumentato di +1,4 punti mentre il tasso di disoccupazione è calato di -0,6 punti.
Tuttavia, alla crescita della domanda di lavoro, si affianca una maggiore difficoltà da parte delle imprese nel reperire i profili desiderati e ciò è dovuto a diversi fattori, molto eterogenei e variabili, ma l’ostacolo maggiore è l’inadeguatezza delle competenze e delle esperienze possedute dai candidati lavoratori.
Secondo l’indagine di Excelsior, le imprese ricercano lavoratori che abbiano frequentato la scuola dell’obbligo, ovvero quella dai 6 ai 16 anni, in modo da ottenere un titolo di studio di scuola secondaria superiore o di una qualifica professionale, quest’ultima di durata almeno triennale, entro la maggiore età. Tra le altre competenze richieste, vi sono: la comunicazione di informazioni lavorative in italiano e in lingue straniere, l’uso di linguaggi e metodi matematici ed informatici nonché di competenze digitali, l’applicazione di tecnologie “4.0” per innovare processi, la disponibilità a lavorare in gruppo ma anche da soli, la flessibilità flessibili e la capacità di trovare soluzioni rapide a determinati problemi (problem solving).
Sempre secondo Excelsior, se si vanno ad analizzare quali livelli di istruzione terziaria (Università e diploma ITS Academy) offrono maggiori sbocchi lavorativi, i dati che emergono sono i seguenti: al primo posto, l’indirizzo economico (15.270 entrate previste, Università), l’indirizzo insegnamento e formazione (7.340 entrate previste, Università), indirizzo ingegneria industriale (5.190 entrate previste, Università), nuove tecnologie per il made in Italy-meccanica (1.210 entrate previste, ITS Academy), tecnologie della informazione e della comunicazione (1.190 entrate previste ITS Academy).
Mancano operai specializzati e conduttori di impianti per le aziende del Cuneese
17 dicembre 2023
Cuneo
Nonostante nel 2023, in Piemonte, sia proseguito l’andamento positivo della domanda di lavoro programmata dalle imprese e, al contempo, sia diminuito il tasso di disoccupazione, continua a preoccupare la difficoltà di reperimento di nuovi lavoratori: nel 2022, erano 345.650 le imprese che avevano programmato di effettuare nuove assunzioni, quest’anno il valore è lievitato fino a 353.930 e la difficoltà di reperimento di profili professionali specifici arriva fino al 45% delle nuove assunzioni.
A Cuneo, in particolare, si ricercano operai specializzati e conduttori di impianti e macchine che costituiscono il 37,2% delle assunzioni complessive (50.790); dopodiché, si ricercano impiegati nelle professioni commerciali e nei servizi (31,1%); dirigenti, lavoratori specializzati e tecnici (17,4%); per ultimi, lavoratori senza qualifiche particolari (14,3%).
Tuttavia, la difficoltà di reperimento di lavoratori specializzati raggiunge qui il 53,3%, superando decisamente la media piemontese e nazionale che si aggira attorno al 45%.
In provincia, inoltre, la netta maggioranza delle nuove assunzioni (42,8%) è in possesso di un diploma professionale, seguita poi da chi è ha frequentato solo la scuola dell’obbligo (17,5%), da chi è in possesso almeno di una laurea (11,8%) e da chi ha frequentato un ITS (0.9%). Questo schema, pur variando in parte nei numeri, presenta lo stesso andamento con i medesimi estremi per le industrie nord-occidentali italiane e in tutta la penisola.
Sempre a Cuneo, ma anche nel resto del Paese, si ricerca personale giovane, possibilmente al di sotto dei 29 anni: è questo il caso del 32,8% delle assunzioni cuneesi, mentre per il 31% l’età anagrafica è irrilevante. Il personale immigrato assunto quest’anno è pari al 21,6% del totale, mentre quello femminile si ferma al 18,8%.
Questi dati derivano da un’indagine avviata da Excelsior e realizzata da Unioncamere in accordo con l’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro, il cui obiettivo è individuare, mese per mese, nella regione Piemonte e nelle sue rispettive Province, le caratteristiche delle entrate programmate, secondo i profili professionali ed i livelli di istruzione richiesti.
I dati raccolti da Excelsior portano agli stessi risultati dell’indagine avviata da Istat: ad oggi, rispetto allo scorso anno, il tasso di occupazione è aumentato di +1,4 punti mentre il tasso di disoccupazione è calato di -0,6 punti.
Tuttavia, alla crescita della domanda di lavoro, si affianca una maggiore difficoltà da parte delle imprese nel reperire i profili desiderati e ciò è dovuto a diversi fattori, molto eterogenei e variabili, ma l’ostacolo maggiore è l’inadeguatezza delle competenze e delle esperienze possedute dai candidati lavoratori.
Secondo l’indagine di Excelsior, le imprese ricercano lavoratori che abbiano frequentato la scuola dell’obbligo, ovvero quella dai 6 ai 16 anni, in modo da ottenere un titolo di studio di scuola secondaria superiore o di una qualifica professionale, quest’ultima di durata almeno triennale, entro la maggiore età. Tra le altre competenze richieste, vi sono: la comunicazione di informazioni lavorative in italiano e in lingue straniere, l’uso di linguaggi e metodi matematici ed informatici nonché di competenze digitali, l’applicazione di tecnologie “4.0” per innovare processi, la disponibilità a lavorare in gruppo ma anche da soli, la flessibilità flessibili e la capacità di trovare soluzioni rapide a determinati problemi (problem solving).
Sempre secondo Excelsior, se si vanno ad analizzare quali livelli di istruzione terziaria (Università e diploma ITS Academy) offrono maggiori sbocchi lavorativi, i dati che emergono sono i seguenti: al primo posto, l’indirizzo economico (15.270 entrate previste, Università), l’indirizzo insegnamento e formazione (7.340 entrate previste, Università), indirizzo ingegneria industriale (5.190 entrate previste, Università), nuove tecnologie per il made in Italy-meccanica (1.210 entrate previste, ITS Academy), tecnologie della informazione e della comunicazione (1.190 entrate previste ITS Academy).