
Chiara Figlioli, 42 anni, che da Savigliano ha ‘traslocato’
in alta valle Maira con il desiderio di una vita a contatto con la natura.
A cosa è stata dovuta la scelta di cambiare vita Chiara?
“La mia vita in montagna è nata 7 anni fa, da Savigliano all’alta Valle Maira.
Se dicessi che il motivo è stato solo l’allontanarmi dal caos, non sarei del tutto sincera: il magnetismo che ha questa valle è davvero incredibile, la sua naturalezza, i suoi animali, le sue albe e i suoi tramonti sono impagabili. Venivo spesso nei week end, a volte mi fermavo per settimane, stando in una roulotte tutta sola col mio cane e tra me e me dicevo sempre: verrò a vivere quassù prima o poi”.
Quando ha preso la decisione di trasferirsi definitivamente in alta valle?
“Nel 2016, ad ottobre, mi chiamarono per lavoro quassù. Ho detto: perché no? E da qui è iniziato il mio viaggio, nel quale è stato importantissimo l’appoggio della mia mamma e del mio papà. Sono stata i primi 3 anni a Marmora, dove ho conosciuto, proprio ad ottobre, il mio compagno di vita, Lucian. Anche lui come me non è di queste zone, arriva dalla Romania. Solo lui sola io, ci siamo innamorati e abbiamo deciso di crearci una vita insieme quassù”.
Tra tutti i luoghi della valle come mai ha deciso di vivere proprio alla Maddalena di Prazzo?
“Dopo esser stati 3 anni in affitto, abbiamo deciso di acquistare una casa nostra in un posto per me magico, definito da molti come il paese più freddo della valle: Maddalena di Prazzo. Un luogo ricco di vegetazione, animali e con un’energia pazzesca. Da un lato il fiume che ti canta la ninna nanna, dall’altra il bosco di fronte a casa che ti regala tanta pace”.
Qual è la vostra attività principale in questo luogo magico?
“Insieme alla casa abbiamo comprato anche un terreno e ci siamo detti: perché non coltivarlo? Il primo anno lo abbiamo coltivato solo per noi, perché se c’è una cosa che amo tantissimo è proprio coltivare la terra. Poi abbiamo preso galline, oche e tre meravigliose anatre e un giorno ci è venuta in mente l’idea di creare una piccola fattoria: ‘et voilà’. Ho esaudito il mio desiderio e aperto questa attività, dove coltiviamo praticamente di tutto: dai piselli alle fave, dai pomodori ai carciofi. Non mancano ovviamente le mitiche patate di Prazzo tanto richieste in pianura. Abbiamo poi affittato un pezzo di bosco per coltivare frutti di bosco, uva e fragole.
Oltre a coltivare e vendere i nostri prodotti, conservo per l’inverno buona parte delle mie verdure estive, in più studio e raccolgo erbe spontanee, coltivo spezie ed aromi che poi faccio essiccare ogni anno per tisane curative oppure creo oli per il corpo.
E come si chiama la vostra fattoria?
“Ho chiamato la mia fattoria la Qwolf farm: la fattoria del lupo, animale spirituale e che ho sempre adorato sin da piccola. Purtroppo non è ben visto quassù, come in tante altre valli, e diciamo che questo mi spiace molto perché essere predatore è la sua natura, non una colpa”.
Quali sono le difficoltà e gli elementi positivi di questo stile di vita?
“Diciamo che questo stile di vita nell’insieme, non è così semplice a volte, ma è questo che mi affascina e mi mette in gioco ogni giorno e poi c’è sempre da imparare quassù e posso anche dire che nel suo piccolo non ti manca nulla. A Maddalena non c’è il riscaldamento e in tanti ci chiedono come facciamo in inverno. Facciamo scorte di legno nel bosco in autunno e, nella stagione fredda, quando Lucian lavora in valle come artigiano, io faccio i lavoretti piccoli di casa e mi preoccupo di tenere la casa calda per quando lui arriva la sera. Insomma non stiamo mai fermi, nemmeno d’inverno. Siamo sempre più convinti che era destino che venissimo a vivere qui a Maddalena, una piccola frazione che ci è entrata subito nel cuore.