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Marco, volontario alla biblioteca di Marene

07 ottobre 2023

Cuneo

Marco Biolatti, 27 anni, di Marene, è laureato in Economia della Cultura ed è borsista presso l’Università di Torino. Sin da bambino ha frequentato la biblioteca di Marene e oggi è a capo del gruppo di volontari che la gestisce e la valorizza. Com’è nato il suo percorso all’interno della biblioteca? Dobbiamo fare un salto indietro di 20 anni, quando mia sorella Cristina, che ha 13 anni in più di me e faceva la volontaria, aveva iniziato a portarmi con lei in biblioteca. Con il passare del tempo l’affezione verso questo luogo si è fatta più forte e così ho continuato a conoscere meglio questo mondo. Gradualmente mi è stato proposto di prendere la responsabilità della biblioteca comunale e ora sono Presidente dell’associazione e responsabile dell’Istituto culturale. Pian piano adesso stiamo lasciando il testimone ai ragazzi più giovani, dai 20 anni in giù.  Com’è formato il gruppo dei volontari? La compagine è eterogena: si va dal gruppo dei giovanissimi, di 13 anni, coinvolti un anno fa con il progetto del “Circolo dei lettori”, al gruppo delle persone più adulte, che per me rappresentano un riferimento dal punto di vista della stabilità e delle rassicurazioni.  Come si concretizza l’impegno dei volontari? Il volontario attualmente deve soppesare il suo impegno con il resto della sua vita: solitamente i giovani continuano gli studi, si ha voglia di uscire dal proprio paese. Ogni volontario decide quindi quanto tempo impiegare e come. Partiamo dalla versione delle 2 ore a settimana, in cui si apre la biblioteca, si svolge il servizio di prestito e si tiene in ordine. Altri volontari si occupano dell’acquisto dei libri o danno una mano nella gestione dei progetti, come quelli legati alla promozione della lettura.  Di cosa si tratta? Negli ultimi anni abbiamo organizzato un ciclo di incontri di lettura inclusiva e accessibile, chiamato “I colori del vento” e recentemente abbiamo affidato questo compito ai ragazzi che avevano finito il liceo e non riuscivano a gestire i turni. Altri progetti riguardano invece la tutela del patrimonio culturale, sotto il programma chiamato “Gioielli di Marene”. Abbiamo costruito anche un legame con gruppi di volontari che non hanno mai frequentato la biblioteca in quanto tale, ma ci hanno aiutato in altri modi. Ad esempio, collaboriamo con continuità insieme ad un gruppo di pensionati, che ci aiutano quando dobbiamo costruire o montare nuove attrezzature.  Questi legami non saremmo mai riusciti a costruirli, o immaginarli, se non fossimo stati supportati dal Centro Servizi del Volontariato “Società Solidale” di Cuneo negli ultimi anni. Ci sono altri progetti di cui vorrebbe parlare? Una cosa molto bella che abbiamo fatto è stata quella di portare per 5 giorni 40 ragazzi dagli 11 ai 16 anni a Palermo, per celebrare i giudici Falcone e Borsellino, a cui è intitolata la biblioteca. Li abbiamo fatti passeggiare in luoghi molto diversi dal loro paese ed è un’esperienza che rimarrà per sempre nel cuore dei ragazzi e delle loro famiglie. Un altro progetto interessante che sta per partire è legato al PNRR ed è incentrato sul dialogo tra innovazione culturale, digitale e multisensorialità. All’interno della biblioteca abbiamo infatti una stanza multisensoriale e quest’anno è stato creato un gruppo di lavoro insieme alla scuola per studiarne tutte le possibili funzioni. Questo è un ulteriore strumento per avvicinare i bambini alla lettura. Con la scuola media poi stiamo lanciando un corso di modellazione stampa 3D, puntando all’alfabetizzazione digitale dei ragazzi, sempre con un’attenzione all’accessibilità. Abbiamo ad esempio costruito dei modellini 3D di alcuni monumenti marenesi, che allo stesso tempo sono delle audioguide. Secondo lei che importanza riveste una biblioteca in un paese? Bisogna pensare a quanto grande è il paese, perché cambiano le sue funzioni. In un luogo come Marene la biblioteca è utile come punto di riferimento per la lettura, come deposito di libri, ma anche nel percorso educativo dei più piccoli. Non è poi qualcosa che si interrompe, questo processo di arricchimento culturale può andare avanti per tutta la vita. La biblioteca qui rappresenta un riferimento per i genitori, come strumento di confronto con il prossimo. Lo si vede come un luogo protetto dove si possono vivere anche esperienze diverse, ad esempio difficilmente tutti i ragazzi andati a Palermo avrebbero potuto fare quest’avventura in altro modo. Quest’anno abbiamo poi proposto altre visite, una al Politecnico di Torino e l’altra alla fabbrica dei suoni di Venasca e porteremo poi per il terzo anno i bambini delle elementari al Salone del Libro di Torino e Bra. Come l’ha arricchita questa esperienza? Mi ha aiutato sul piano delle relazioni, a conoscere persone nuove ed esperienze diverse da cui trarre ispirazione. Mi sono confrontato con persone differenti da me ed è stato utile per capire l’attaccamento al proprio lavoro e quanto la passione conti. È nata poi in me la consapevolezza di essere il singolo che dà un contributo all’interno della propria comunità.  C’è una riflessione che vorrebbe condividere con chi legge? Credo che la storia sia sempre stata una maestra di vita e questa idea mi ha sempre guidato negli anni, facendomi riflettere sul fatto che se noi, grazie alla lettura e al patrimonio culturale, preserviamo tutta la nostra storia, compresi i nostri errori, riusciamo sempre a migliorarci.
Biblioteca Marene marco biolatti