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cultura

I mondi di Mario Lattes una trama pittorica che insieme mostra e nasconde

15 settembre 2023

Cuneo

Monforte d’Alba - Da domani, sabato 16 settembre con inaugurazione alle 0re 18, nella sede della Fondazione Bottari Lattes si apre “I mondi di Mario Lattes #2” la mostra che presenta alcune recenti acquisizioni di opere realizzate dall’autore, oltre quaranta opere. I dipinti in mostra, datati tra gli anni ’50 e i primi anni ’90, coprono cronologicamente l’intera attività artistica di Lattes, che espose i suoi lavori a Roma, Milano, Bologna e naturalmente Torino, sua città d’origine. “Molti sono i mondi di Mario Lattes, e misteriosi - scrive il curatore Vincenzo Gatti -. Con disincantata franchezza si muove tra diverse dimensioni, com’è ovvio per un intellettuale dalla sensibilità fittamente diramata tra parola e immagine, e giustamente insofferente a stringere l’attitudine creativa in schemi artificiosi e convenzionali categorie. Meglio affidarsi, per le immagini, a una singolare e personalissima interpretazione, intrisa di umori visionari (le suggestioni simboliste e surrealiste affiorano, ma quasi velate da una sottile ironia) in un contesto tutto mentale dove la stessa tecnica esecutiva, costantemente inventata e stravolta con indifferenza accostando materiali e procedimenti eterodossi, contribuisce a evocare, piuttosto che a svelare. Le marionette, i teatrini che potrebbero alludere a nostalgiche malinconie di una rimpianta infanzia, a ben vedere dimostrano un risvolto beffardamente doloroso: «i ricordi sono cicatrici di memoria», scriveva l’artista. Infatti, anche i soggetti apparentemente più innocenti non sono mai rassicuranti: l’accesso ai mondi di Lattes è insidioso. Occorre adeguarsi alle sue luci e alle sue ombre, intuire l’indefinito pur sapendo che esiste un lato oscuro che non potrà disvelarsi. Le teste, gli idoli, i manichini sono icone di un’individualità attonita, consapevoli delle inquietudini che da sempre pervadono l’animo umano. La complessa trama pittorica che mostra e nasconde, che lamenta e afferma, indica strade segnate dalla conoscenza del dubbio e l’artista, indifferente alla prassi, manipola materie grafiche e pittoriche per giungere a una vertiginosa discesa nelle profondità dove le forme affondano e riemergono mutate. L’artista-profeta ci indica così un percorso e c’invita a riconoscere i nostri fantasmi per esorcizzarli attraverso la fatica di vivere e guadagnare la nostra esistenza giorno per giorno. I suoi fantasmi già li aveva vinti , liberandoli nelle illusioni e nei sogni che sempre l’opera d’arte conserva in sé". La mostra, che è visitabile fino al 3 dicembre si inserisce all’interno delle celebrazioni per i cento anni dalla nascita dell’artista. Mario Lattes L'incendio del Regio, 1983, olio su carta intelata, 35x50 Mario Lattes L'incendio del Regio, 1983, olio su carta intelata, 35x50 Mario Lattes La marionetta malvagia, 1976, olio su tela, 90 x 120 cm Mario Lattes La marionetta malvagia, 1976, olio su tela, 90 x 120 cm Mario LAttes Busto, 1967, olio su tela, 60.5x80.5 Mario LAttes Busto, 1967, olio su tela, 60.5x80.5 https://abbonati.laguida.it/wp-content/uploads/2023/09/Il-giro-dei-Sefarim-1958-olio-su-tela-80-x-115-cm.jpg Mario Lattes Il giro dei Sefarim, 1958, olio su tela, 80 x 115 cm

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