cultura
I nuovi termini della comunicazione sociale che permettono di colmare lacune di idee
15 agosto 2023
Cuneo
Supponiamo che siate un amministratore locale, un funzionario, o magari un politico che vuole farsi strada nell’universo del Pnrr e nella giungla delle tecniche richieste alla generazione che ha dovuto sostituire in fretta e furia la precedente leva di pensionati/rottamati. Supponiamo che non abbiate quella gran familiarità con certi neologismi o con l’inglese. Vi vogliamo aiutare: vi forniremo qui una lista di termini divenuti ormai indispensabili per muoversi nell’universo della comunicazione sociale, la cui opportuna combinazione è preziosa per colmare lacune di idee o esperienza. Cominciamo:
Narrazione (non nel senso, volgare, di racconto, ma in quello di visione, modo di vedere, “vision”)
Mismatch (accettabile anche “disallineamento” ma mismatch fa decisamente più fine)
Eccellenze (molto consigliato, insieme a “merito” va bene in tutte le salse)
Softskills (abilità ovvie: quelle che uno non sa di avere. Sapere andare in bicicletta potrebbe definirsi tale)
Resilienza (non c’è bisogno di spiegazione. Attenzione a confonderla con la molto più pericolosa “Resistenza”, sconsigliabile)
Sinergie (da sostituire sempre alla vieta “collaborazione”)
Messa a terra (non nel senso pugilistico, ma come “mettere in pratica”)
Territorio (e vabbé, se non lo usate cambiate mestiere)
Buone pratiche (“quello che funziona”, se vuoi proprio strafare puoi anche usare “best practices”)
Cabina di regia (“ci vuole qualcuno che decida e organizzi”)
Madeinitaly (molto bene abbinato con “eccellenze”)
Start up (lo sanno anche i bimbi ormai: mi invento un gioco nuovo e spero che qualcuno ci creda)
Sfida (con varie combinazioni: “sfidante”, “sfidanti”, il pensiero sotteso è che la vita è sempre una “competition”)
Eventi (la meta d’obbligo di ogni amministratore: che si parli di lui perché ne organizza)
Alcune sono facili, intuitive, altre meno. Ma non preoccupatevi: conta il suono e la loro opportuna combinazione. Per aiutarvi davvero, però, ora vi forniamo un esempio pratico, un tutorial:
“Il problema di questo territorio è premiare le eccellenze senza volere però chiudere gli occhi di fronte al mismatch e cioè al disallineamento delle potenzialità con la domanda. Per implementare i softskills e creare sinergie sarà necessaria una messa a terra delle buone pratiche, che ovviamente non dimentichi il madeinitaly, ma accetti la sfida che lo spontaneo crearsi di startup ci pone ogni giorno. La nostra narrazione del futuro e la nostra vision di resilienza non deve limitarsi a creare eventi, che potrebbero risultare di nicchia, ma prevedere una cabina di regia che fornisca una rete sostenibile percorribile da ogni agente sociale.”
Percorso netto: le ho usate tutte (anzi ho aggiunto “vision” e “sostenibile”). Potrete usare un simile discorso in molte circostanze: a un’inaugurazione, in un’intervista, sia che siate dal governo che all’opposizione (basterà cambiare il segno e farlo diventare: “l’attuale amministrazione non ha capito che il problema di questo territorio etc etc.”).
Vi sembra ancora difficile? Non lo è, Guardate cosa è riuscito a fare uno come voi, un sindaco di un paese di meno di 2000 abitanti, intervistato per Telecupole: “Viviamo un tempo sfidante anche per gli eventi di saperi e sapori che sono espressione delle sinergie del nostro territorio: solo facendo rete tra le tante risorse del madeinitaly che già costituiscono delle best practices in termini di qualità, creatività e sostenibilità e le nuove startup che vediamo crescere in mezzo a noi, attraverso una sapiente cabina di regia che le sappia valorizzare procedendo con la messa a terra di un progetto condiviso, potremo essere resilienti rispetto alle spinte di una globalizzazione sempre più feroce, affrontando il mismatch nei confronti di un mercato che avvantaggia i paesi con bassi costi di manodopera.”
Bravo, eh. Potete farcela anche voi.