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19 luglio 2026

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Icardi: “Il nuovo ospedale non è fermo, riprende da dove si è fermata la Azzan”

13 luglio 2023

Cuneo

Cuneo - La preoccupazione sul futuro del nuovo ospedale  di Cuneo sul territorio cresce perché il silenzio di atti ufficiali è un dato di fatto da mesi. Il rimpallo di responsabilità, in attesa di qualcuno che faccia la prima mossa, tra Aso Santa Croce e Regione Piemonte, non aiuta e dà il via a polemiche e critiche.  Luigi Genesio Icardi, assessore regionale alla sanità che presenterà un altro nuovo ospedale, quello di pianura del Quadrante Nord-Ovest, Saluzzo-Savigliano-Fossano, cerca di fare luce su cosa rallenta l’iter cuneese. Assessore continuate a rimandare incontri e passi in avanti, ma oltre agli annunci, davvero Cuneo è l’ultimo dei vostri pensieri? Non siamo fermi, né come assessorato né come direzione del Santa Croce. Proprio in questi giorni (lunedì, ndr) abbiamo scritto dall’assessorato al commissario direttore generale Livio Tranchida di continuare a procedere. Lo hanno fatto Sandro Petruzzi (dirigente del Settore Politiche investimenti della Direzione Sanità e Welfare della Regione Piemonte, ndr) e il nuovo direttore generale della Sanità del Piemonte, Antonino Sottile. Cosa hanno scritto? Di procedere dove si era fermato il direttore generale dimissionario Elide Azzan. Ovvero al controllo della proposta del Ppp, il partenariato pubblico privato, della Inc di Matterino Dogliani. Le verifiche economiche e finanziarie erano già state analizzate per bene con l’Advisor, la Paragon Business, che aveva comparato le tre diverse ipotesi di iter per la costruzione del nuovo ospedale. Si trattava di procedere ai controlli clinico gestionali. Ma non avevate fatto annunci che erano stati fatti anche quelli? La Azzan aveva istituito un gruppo di lavoro aziendale di analisi del processo specifico clinico gestionale del futuro nuovo ospedale facendosi aiutare da un partner pubblico convenzionato, l’Ausl Romagna, visto che non aveva a disposizione uno staff interno adatto per uno studio così complesso. Questo studio aveva evidenziato delle cose da rivedere del progetto specifico per Cuneo. E qui la Azzan si è fermata e non ha voluto andare avanti. Ora Tranchida ha questo incarico: procedere su questa strada interrotta con tutte le correzioni al progetto in modo che piaccia alle esigenze cuneesi e sia conforme a quello che vogliamo per Cuneo. E cosa volete per Cuneo? Un ospedale hub di eccellenza e riferimento non solo per Cuneo ma per un ampio territorio. Non cambiamo idea nonostante le critiche e le illazioni. E dunque a che punto siete? Quelle analisi e quelle modifiche le deve fare l’Aso Santa Croce ovvero Tranchida e deve farle con il proponente, la Inc. Spa che ha presentato il progetto. Se ci saranno quelle modifiche richieste e indicate dichiarerà che la proposta viene valutata di pubblico interesse e si procederà con la pubblicazione del bando di gara.  Altrimenti? Altrimenti si valuteranno altre strade. Ma assicuro che siamo a buon punto. La Conferenza dei servizi a questo punto si farà? E servirà realmente a qualcosa? Certo, a trattativa finita tra Tranchida e Inc si farà la Conferenza dei servizi che ha un ruolo preciso per il territorio. Altroché novembre 2022 o maggio 2023? In mezzo ci sono state le dimissioni inattese di Azzan e una nomina in sostituzione, non possiamo dimenticarcelo. Ma faremo in modo di rispettare al massimo il cronoprogramma e stringere i tempi dove si può.  Tranchida chiede garanzie dalla Regione, come procederete? Come abbiamo fatto. Ognuno deve fare il suo, secondo il proprio ruolo. Tranchida deve anche nominare la sua squadra di direttori a suo fianco, e noi non interveniamo. D’altra parte sarà con lui che ce la prendiamo, non con i suoi direttori. Il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Ivano Martinetti, di Alba, dice che la proposta di partenariato pubblico privato avanzata sul nuovo ospedale di Cuneo è morta e sepolta, a causa del nuovo codice degli appalti entrato in vigore a fine giugno che prevede che la valutazione in itinere del partenariato, non essendosi conclusa entro il 1° luglio 2023, decade. Ma Lei non è d’accordo da come ha risposto? Martinetti non sa di cosa parla. E non è nuovo a queste sortite su Cuneo. Prima, senza nemmeno conoscere il progetto, ha accusato che avremmo pagato cifre astronomiche sulle rate del contratto e ora parla di codice degli appalti, dimenticando che esiste un regime transitorio e che il vecchio codice vale per tutti i procedimenti in corso, come la Città della Salute di Novara e il Parco della Salute di Torino, compreso il nuovo ospedale di Cuneo. Non si tratta di una questione politica, ma tecnica. Se non bastano le mi rassicurazioni, valgano quelle dello Studio Barosio di Torino, che non ha avuto esitazioni a interpretare la legge, nel senso della non decadenza della proposta di partenariato. E sul nuovo ospedale di Saluzzo-Savigliano che presenterete oggi (giovedì 13 luglio, ndr)? Il bando è stato fatto. L’iter per l’Ospedale di Pianura sta procedendo nel rispetto dei tempi dettati dall’accordo sottoscritto a Savigliano l’8 novembre scorso tra Regione, Comune e Asl. In quella sede si definì il cronoprogramma delle attività che avevano coinvolto ciascuno dei soggetti firmatari. La Regione Piemonte era tenuta a definire entro tre mesi il quadro delle esigenze dell’ospedale che è stato trasmesso all’azienda a gennaio. Il Comune si era impegnato ad avviare le varianti urbanistiche necessarie per rendere l’area urbana idonea entro sei mesi e le procedure sono in corso. L’Azienda sanitaria era tenuta a predisporre lo studio di prefattibilità da mettere a gara entro nove mesi dal ricevimento del quadro esigenziale da parte della Regione. E il bando di gara è pubblicato. La gara durerà due mesi e entro l’autunno sarà affidata e partiranno i lavori di progettazione del nuovo ospedale. La realizzazione dell’Ospedale di Pianura è prevista con fondi Inail.  Perché a Savigliano con i fondi Inail e Cuneo con il privato? Semplice, perché il progetto di partenariato pubblico privato fatto per Savigliano, a differenza di quello per Cuneo, è stato respinto e bocciato. Ho ricevuto dalla stessa Inc della famiglia Dogliani un Ppp anche per Savigliano, che, come per Cuneo, ho fatto analizzate da Ires, che non lo ha ritenuto congruo e rispedito al mittente. Così ci siamo diretti sui fondi Inail. E con l’Inail, che è stato commissariato dal governo Meloni, siete così sicuri di trovare conferma alle vostre richieste? Proprio la prossima settimana saremo a Roma per incontrare il commissario e riprendere in mano i finanziamenti progetto per progetto.
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