L'informazione quotidiana in Cuneo e provincia

19 luglio 2026

cuneo

Nuovo ospedale, tutto come un anno fa

06 luglio 2023

Cuneo

Cuneo - Addio nuovo ospedale di Cuneo, almeno per ora? Sembra proprio così. Tutto è fermo, rigorosamente fermo. E il rimpallo di responsabilità è, come ai tempi del direttore generele Elide Azzan che si è dimessa anzitempo, tra direzione dell’ospedale e assessorato regionale alla sanità.  La Conferenza dei servizi per la verifica del progetto, annunciata in un primo tempo per fine novembre del 2022 poi rimandata a febbraio e da qui a maggio, è slittata a giugno, ma continua a non essere convocata.  E non ci sono prospettive vere e tangibili, se non comunicati e parole, tante parole, sul progetto e sul rispetto dei tempi. Da una parte la Regione aspetta che il nuovo commissario del Santa Croce e Carle, Livio Tranchida, che si esprima sull’analisi del futuro progetto tra PPP, partenariato pubblico privato, e scelta tutta pubblica o dei fondi Inail. Dall’altra parte Tranchida si aspetta un parere “vincolante” da parte della Regione su come procedere, perché è vero che è l’Aso Santa Croce la stazione appaltante ma è altrettanto vero che è la Regione che deve garantire il piano della copertura finanziaria, che sia pubblica o privata.  La conferenza di intenti, “invenzione” regionale che oggi, come molti avevano già osservato all’epoca, sembra davvero sia stata una strada per prendere tempo, aveva cercato di “dare una mano” alla direzione del Santa Croce, all’epoca la Azzan, dichiarando in un’analisi fatta da una società esterna, l’Advisor la Paragon Business, che era meglio la partnership pubblico privata della Inc della famiglia Dogliani di Narzole, rispetto al finanziamento Inail o i fondi statali ex articolo 20.  Poi ci sono state le dimissioni di Azzan e la nomina di Tranchida e tutto è rimasto come prima. Tranchida probabilmente non ha preso per buono il lavoro fatto fino a quel punto, e ha voluto riprendere in mano l’analisi dei documenti e dell’iter progettuale, e non ha dunque ancora firmato la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera, che nel caso del partenariato pubblico privato è condizione necessaria per procedere e andare avanti eventualmente con il bando di gara. Ed è quella dichiarazione che aspetta la Regione per procedere, con l’assessore Luigi Genesio Icardi che dice “spera di avere riscontri precisi da Tranchida la prossima settimana”.  Da Cuneo invece aspettano un segnale chiaro, una Dgr, un atto scritto, perché sono gli atti a parlare in chi fa e gestisce l’Amministrazione pubblica e non gli annunci e le conferenze stampa. E un atto in Amministrazione si fa se c’è da una parte la copertura politica e dall’altra quella finanziaria. “Siamo fermi esattamente a un anno fa - dice la sindaca di Cuneo Patrizia Manassero che anche in consiglio comunale si è espressa chiedendo l’intervento e invitando l’assessore Icardi a specificare e chiarire le decisioni della Regione - non si è più mosso niente, solo promesse e date procrastinate. L’assessore Icardi continua a garantire tempi e continua a garantire copertura progettuale e politica ma ormai abbiamo bisogno di atti ufficiali, senza non si fa nulla”. Cuneo aspetta dunque un atto della Regione, ma la Regione dice di aspettare Cuneo e il parere sulla valutazione della proposta pubblico privata. Quel che sembra evidente è che senza parere ufficiale e scritto della Regione l’Aso Santa Croce e Carle non si muoverà come, ormai sembra evidente, è già accaduto con l’ex direttore generale Azzan. Ma anche sulla sostenibilità dell’opera del progetto del Ppp, dopo tante osservazioni arrivate da più parti, ormai serpeggia più che un dubbio, soprattutto sull’indebitamento a cui si costringerebbe l’ente pubblico per 20 anni tra canone di servizio e canone di investimento. “Ho chiesto - continua la Manassero - almeno che la Regione copra i costi di un progetto reale per il nuovo ospedale se il partenariato pubblico privato, non sia possibile o non sia realmente sostenibile. Dobbiamo avere almeno la garanzia di un piano alternativo cioè quello di usare i fondi pubblici per avere un progetto vero e definitivo perché senza progetto approvato non si può accedere a fondi Inail che potrebbero essere a disposizione”. Ma il tempo scorre, da maggio siamo a luglio e prima dell’autunno non sembra davvero ci possano essere passi significativi. E poi si finirà nel semestre “pre-elettorale” per il rinnovo della Regione in cui generalmente poco o nulla si muove, almeno non le grandi decisioni che incidono in modo pesante sul territorio, come quella di un ospedale hub provinciale. E tutto rischia di slittare in avanti a tempi indeterminati con fondi Inail da assegnare, risorse pubbliche da cercare che sono sempre di meno, e magari anche con la proposta del privato che, visti i tempi biblici, potrebbe anche saltare per investimenti più sicuri.  Ora Tranchida è alle prese non solo con il nuovo ospedale ma anche con la gestione sempre più complicata dell’attuale e in questi giorni è chiamato alla nomina di direttore amministrativo e direttore sanitario.
Patrizia Manassero Sanità Nuovo ospedale Luigi genesio icardi livio tranchida