Teleriscaldamento a Borgo San Dalmazzo, la minoranza chiede di modificare il progetto
27 maggio 2023
Cuneo
Borgo San Dalmazzo – Sì al teleriscaldamento, ma la centrale per la produzione dell’acqua calda va spostata in prossimità degli impianti Acsr. È quanto sostengono i consiglieri del gruppo di minoranza “Borgo per tutti” (Pierpaolo Varrone, Luca Basteris, Luisa Giorda) che in un comunicato anticipano la posizione che esprimeranno in consiglio comunale. Il progetto per la realizzazione di una rete di teleriscaldamento è stato presentato nelle scorse settimane dalla società Edison Next che prevede di costruire la centrale nell’area artigianale di via Don Minzoni. E' stato esaminato l’11 maggio dalle commissioni ambiente e urbanistica e a giugno verrà discusso dal consiglio comunale (i dettagli del progetto su La Guida del 25 maggio). Di seguito il comunicato di “Borgo per tutti”. “Il teleriscaldamento, in termini generali, costituisce un’opportunità con benefici relativi al minor impatto ambientale ed al risparmio energetico. L’impianto di teleriscaldamento proposto per Borgo San Dalmazzo, positivo in termini assoluti, rivela nel concreto una serie di criticità ed incoerenze che rischiano di penalizzare fortemente i cittadini di Borgo san Dalmazzo sia dal punto di vista economico che da quello ambientale. Il primo grande problema è legato alla localizzazione: la possibile nuova centrale dovrebbe sorgere all’interno dell’area artigianale di Via Don Minzoni. Questa collocazione impedisce possibili sinergie positive: - non consente il controllo sui costi del combustibile gas metano; - non ottiene la riduzione delle emissioni di CO2 da combustibile fossile; - rischia di dover trasportare biometano sugli autotreni, cosa inopportuna. Diverso valore infatti avrebbe la realizzazione del teleriscaldamento a Borgo San Dalmazzo se la centrale venisse realizzata in prossimità degli impianti Acsr. La centrale potrebbe facilmente utilizzare il biometano naturale prodotto dall’impianto pubblico di biodigestione di Borgo, che tratterà i rifiuti di scarto della cucina, senza pagare oneri di sistema o senza trasportarlo sugli autotreni, con ricadute positive sui costi del riscaldamento e sull’ambiente. La stessa Edison lo riconosce come il più adatto a sostituire i combustibili fossili. Questo permetterebbe anche al Comune di controllare i costi del combustibile e di non dover sottostare a logiche speculative del mercato come per il metano fossile. Purtroppo tutti sappiamo che queste possibili sinergie sono rese impraticabili dall’opposizione dell’Amministrazione comunale alla realizzazione del biodigestore presso l’Acsr. Al contrario la proposta avvallata dall'Amministrazione Comunale di realizzare la centrale per il teleriscaldamento slegata da ogni integrazione tra gli impianti di produzione di energia rinnovabile, solleva alcune criticità.
- Lega i futuri clienti della centrale all’utilizzo di metano fossile ed ai relativi costi di mercato, magari leggermente scontato, ma il cui importo non è regolato ed è continuamente oscillante (si pensi a questi ultimi mesi quando il prezzo del gas metano è aumentato fino a triplicare).
- L’impianto, nel progetto proposto, continua ad essere una fonte di emissione inquinante per l’ambiente e climalterante, pur se più virtuoso delle singole caldaie.
- Non abbatte le emissioni di CO2 così tanto come sarebbe possibile usando il biometano (un ulteriore 50%)
- Non consente sinergie tra gli impianti di teleriscaldamento e biodigestione, in termini di scambio di combustibile e calore, privando la città e il Comune di ulteriori ricadute positive.