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15 luglio 2026

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Claudio Garzino, 95 anni e il suo amore per la borgata Durandi

27 maggio 2023

Cuneo

Claudio Garzino con la moglie Claudina, nel giorno del 95° compleanno. Claudio Garzino con la moglie Claudina, nel giorno del suo 95° compleanno. Claudio Garzino, che oggi vive a Torino, è nato nella borgata Durandi di Sampeyre il 22 marzo 1928: “I miei genitori lavoravano principalmente la campagna facendo i contadini e mio padre alternava l’attività facendo anche l’arrotino, emigrando talvolta in Francia”. In quanti eravate in famiglia? La nostra famiglia era composta da sei fratelli e due sorelle, tutti nati tra il 1915 e il 1935: Giovanni, Maddalena, Giacomo, Giuseppe, Claudio, Marianna, Antonio e Luigi. Attualmente siamo rimasti in due fratelli, io che ho 95 anni d’età e mio fratello Luigi che ha 88 anni. I miei fratelli Giacomo e Giuseppe erano sacerdoti, mentre nostra sorella Maddalena era suora. Le scuole?  Ho frequentato le scuole elementari fino alla terza classe nella borgata di Stentivi e poi gli ultimi due anni a Sampeyre, nel capoluogo. In borgata Durandi quando ero ragazzo vivevano 36 nuclei familiari, che lavoravano nelle campagne circostanti. Lei quando ha iniziato a lavorare?  Già sin da piccoli si aiutava nei piccoli lavori domestici e poi io andavo in campagna a pascolare le poche mucche che la mia famiglia possedeva. Non c’erano i soldi e si viveva così, in modo semplice, nelle nostre borgate. La situazione economica della montagna allora non era florida e pertanto non c’era denaro da poter spendere, ma noi per fortuna non abbiamo mai patito la fame!  Quali erano i suoi sogni da ragazzo? Non avevo sogni perché conoscevo solamente la dura vita di montagna! Ho iniziato a lavorare a quattordici anni come muratore e nella stagione estiva con la ‘polizia forestale’ andavamo a piantare gli abeti. Quando sono stato un po’ più grande, sono stato ‘affittato’ presso una famiglia nella frazione Villar di Sampeyre, dove portavo le mucche al pascolo e alla sera le dovevo mungere. Nel 1950 ho lasciato la montagna e sono sceso in pianura. Per fare cosa? Come infermiere ho iniziato a lavorare presso l’Ospedale civile di Racconigi. Una soddisfazione grande per me era il poter portare una parola di conforto e di sostegno alle persone che erano malate. Lei è molto legato a borgata Durandi: come mai? Perchè in quest’angolo della valle Varaita ci sono le mie radici. I miei ricordi di gioventù sono legati alla borgata e alla valle dove sono nato e torno sempre volentieri per respirare l’aria di casa! Oggi viviamo a Torino e saliamo in vallata ogni due o tre settimane e ci trascorriamo volentieri una parte dell’estate. Ci sono venuto qualche giorno fa ed è stata una grande emozione! Quando sono a Durandi, ritorno giovane e ricordo le marachelle che facevo con i coetanei, che poi si sono sparsi in Italia e anche all’estero.  Che emozioni prova quando è in valle Varaita? Durante la bella stagione nella borgata che si ripopola rivive il vociare di una volta, poiché Durandi era il luogo dove fratelli, sorelle e nipoti si ritrovavano per momenti conviviali, con cibo e vino in abbondanza e per trascorrere momenti felici insieme! Dove ha conosciuto sua moglie Claudina? Ho incontrato mia moglie Claudina durante un’ascesa al Monviso. Claudina è nata a Sanfront in valle Po il 4 settembre 1936. Durante la vita coniugale i sacrifici sono stati tanti, anche per poter ristrutturare la casa di Durandi e abbiamo rinunciato talvolta a vacanze diverse da quelle nella borgata. Il nostro è stato il classico colpo di fulmine e dopo due anni di fidanzamento ci siamo sposati il 25 giugno 1957... E sono già passati 65 anni! Abbiamo due figli, Giovanni e Simonetta e quattro nipoti. Come trascorre le giornate alla sua veneranda età? Da pensionato, la giornata trascorre tra letture di libri e di giornali, passeggiate e alcuni programmi televisivi. Il mondo di oggi, secondo lei? Non mi soddisfa in quanto c’è parecchia cattiveria, a tutti i livelli. Lei in cosa crede? Sono profondamente credente in Dio e la prima cosa che mi auguro è di avere la salute, sperando di non dover creare problemi ai familiari. Attendo la morte come una liberazione in quanto alcuni acciacchi legati all’età mi rendono triste, anche perché per via del mio carattere vedo sempre le cose negative. La vita, nonostante le tante avversità, ha lasciato comunque in me parecchie soddisfazioni. Risposerebbe di nuovo Claudina?  Sicuramente mi risposerei nuovamente con la stessa persona con la quale, seppur tra qualche difficoltà della vita coniugale, ho fatto un percorso colmo di soddisfazioni, raggiungendo insieme obiettivi importanti per la nostra famiglia.   Claudio Garzino con la moglie Claudina, nel giorno del 95° compleanno.
Intervista Sampeyre Claudio Garzino borgata Durandi