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Mercoledì 24 luglio 2024

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Via libera dell’Europa agli insetti a tavola

Per tutelare le produzioni tradizionali Coldiretti ha lanciato progetti di filiera come “Grano Piemonte”

La Guida - Via libera dell’Europa agli insetti a tavola

Cuneo – Hanno suscitato polemiche e perplessità le autorizzazioni concesse a gennaio dall’Unione Europea all’immissione sul mercato degli insetti come nuovi prodotti per l’alimentazione umana.

Dopo il via libera alla farina di grillo domestico (Acheta domesticus), potrebbero ora trovarsi nei negozi di alimentari pasta, miele, barrette energetiche e biscotti ottenuti con farina di grillo distribuiti da un’azienda italiana, l’Italian Cricket Farm di Scalenghe, nella Città metropolitana di Torino. La società piemontese ha fatto richiesta a Bruxelles di produrre polvere di grillo domestico da destinare al mercato alimentare e aspetta una risposta nei prossimi mesi. 

Ma l’Unione europea ha anche detto sì alla larva gialla della farina (Tenebrio molitor), alle cavallette (Locusta migratoria) e alle larve del verme della farina minore (Alphitobus diaperinus) che, congelate, in pasta, essiccate o in polvere, potranno essere commercializzate sul suolo comunitario per uso alimentare umano nell’ambito della normativa europea sui novel food. Il loro utilizzo è permesso in una serie di alimenti come pane, panini, cracker, grissini, barrette ai cereali, nei prodotti a base di pasta, pizza o cioccolato ma anche nei preparati a base di carne, di prodotti sostitutivi della carne e nelle minestre. 

Questi alimenti sono stati oggetto di valutazione dell’EFSA, l’Autorità alimentare europea che, però, nel suo parere scientifico ha rilevato che il consumo di tali insetti può causare reazioni allergiche nelle persone allergiche ai crostacei e agli acari della polvere.

L’arrivo sulle tavole degli insetti ha sollevato interrogativi di carattere sanitario, salutistico, sui metodi di produzione, provenienza e tracciabilità.

“Poiché cibo significa soprattutto cultura e territorio, chiediamo di preservare e proteggere le produzioni tradizionali, strettamente connesse con le nostre radici ed espressioni di virtuose filiere a Km zero nelle quali le nostre imprese agricole e artigiane realizzano prodotti e alimenti di grande qualità – dicono da Coldiretti -. Non si tratta di essere contrari alle innovazioni ma, proprio per tutelare i consumatori e la loro libera scelta, è necessario da un lato che siano garantiti gli stessi standard di sicurezza richiesti alle aziende nostrane, dall’altro che non si possa assolutamente creare confusione con nomenclature e descrizioni dei prodotti. È, dunque, fondamentale la massima chiarezza nelle etichette per valorizzare le farine autoctone prodotte dai nostri grani”.

Per tutelare le produzioni tradizionali, da anni Coldiretti insieme al Consorzio Agrario del Nord-Ovest ha lanciato progetti di filiera come Grano Piemonte, tramite il quale sono già stati seminati in Provincia di Cuneo 4.000 ettari di grano con lo speciale mix “GranPiemonte” composto da più varietà di frumento tenero nel rispetto di un disciplinare di produzione attento all’ambiente e alla biodiversità. Questo progetto di filiera nella Granda conta sulla sinergia con Confartigianato Cuneo allo scopo di garantire ai consumatori prodotti da forno realizzati con farina coltivata, macinata e trasformata sul nostro territorio.

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