cuneo
Apertura del Tenda bis entro ottobre? Qualche dubbio è legittimo
14 maggio 2023
Cuneo
Limone - Si passerà dal tunnel di Tenda come promesso a ottobre 2023? Le fotografie scattate qualche giorno fa al cantiere francese di Tenda alimentano dubbi. Anas però conferma i suoi piani: “Salvo imprevisti, l’apertura del tunnel in modalità cantiere è confermata per fine ottobre 2023”.
Per tener fede al cronoprogramma restano solo cinque mesi di attività, mentre tanti sono i lavori da fare. E, come se non bastasse, all’orizzonte si stanno addensando gravi problemi.
Nel tempo, poco, che rimane, l’impresa dovrà demolire 180 metri del Tenda bis e ricostruire un tratto di galleria con uscita più ad est. L’intervento è necessario perché il dissesto provocato dalla Tempesta Alex ha richiesto lo studio di un nuovo tracciato stradale rispetto al progetto esecutivo. Di conseguenza il ponte sul rio della Cà è stato previsto più a sud rispetto ai due distrutti (uno costruito dalla Glf e l’altro di servizio alla galleria storica) durante l’alluvione. L’opera progettata prevede una struttura metallica ad arco, il doppio senso di marcia ed una lunghezza di 70 metri. La carpenteria è stata ordinata dall’impresa Edilmaco all’azienda friulana Cimolai, una delle “big” del settore.
“L’assemblaggio del ponte avverrà in loco nel piazzale del cantiere. Il completamento del ponte è previsto entro ottobre 2023”, spiega Anas. La società misura bene le parole. La risposta non significa che il viadotto sarà percorribile. Cinque mesi non basteranno per farlo e aprirlo alle auto. Per paragone basta prendere il ponte sul Roya, a Saorge, simile per tipologia e caratteristiche a quello sul rio della Cà. La struttura costruita dalla Bit di Cordignano Veneto e da una ditta francese ha richiesto ben 14 mesi per la sua transitabilità. Pare più probabile che se ci sarà l’apertura di cantiere dichiarata - traffico regolato e contingentato secondo le indicazioni di un piano di sicurezza ancora tutto da fare - questa avverrà con un passaggio provvisorio sul rio della Cà.
Altro elemento di criticità del cantiere, come evidenziano le fotografie, è la sistemazione del deposito dello smarino del vecchio Tenda, eroso dal rio de Canelle. La stabilizzazione della scarpata è un lavoro appena iniziato, impegnativo ed indispensabile per la prosecuzione delle opere.
Meglio va nel Tenda bis, dice Anas: “Domenica 7 maggio mancavano 91 metri per finire lo scavo. La previsione è di completare il tunnel grezzo a fine maggio-inizio giugno e a seguire si procederà con i lavori per il completamento del rivestimento definitivo e parte dei by-pass per aprire il tunnel in modalità cantiere entro fine ottobre”.
TENDA TENDA G. BERNARDI 2023 04 28
TENDA PARTICOLARE PONTE E SCARPATA G. BERNARDI
I fondi stanziati saranno sufficienti?
Il cantiere attraversa le sue difficoltà ma ci sono anche altri elementi di preoccupazione. Anas ed Edilmaco non hanno ancora firmato l’atto aggiuntivo dei lavori in Valle Roya a causa dell’alluvione 2020. Sono già trascorsi sei mesi dal via libera ai progetti e agli stanziamenti da parte della Conferenza intergovernativa per il miglioramento dei collegamenti nelle Alpi del Sud che si riunì a Nizza. Il motivo per cui l’atto non è stato formalizzato è che per Edilmaco non basterebbero le somme previste.
L’importo dei lavori è arrivato a 265,41 milioni di euro, circa 55,91 milioni di euro in più rispetto ai 209,50 milioni finanziati nel 2019, prima della Tempesta Alex.
Anas, interpellata su vari aspetti economici e di aggiornamento sull’accordo si limita a rispondere: “L’importo delle opere è stato definito nell’ambito della CIG di dicembre 2022 e al momento non ha subito variazioni. Attualmente è in corso l’istruttoria tecnica propedeutica alla formalizzazione dell’Atto Aggiuntivo”.
La situazione è difficile ma probabilmente con possibilità di sviluppi positivi perché Edilmaco, a questo punto libera da accordi contrattuali, dopo aver progettate le opere in variante sta comunque procedendo alla loro realizzazione. Sappiamo infatti di ripetuti incontri, l’ultimo martedì a Roma, per trovare un accordo tra impresa e committente che vede l’azione mediatrice anche di esponenti del Governo.
Il vice ministro Edoardo Rixi si è impegnato sulla conclusione dell’opere e sta cercando di portare la prossima Cig, quando sarà caduto l’ultimo diaframma della galleria, a Limone. In quella sede si discuterà con i francesi anche di un nuovo aumento del budget dei lavori.
La dipartimentale 6204:
terminata tra un mese
La D6204 che scala il Colle di Tenda tra circa un mese sarà finita. Oramai per la completa ricostruzione della strada, martoriata dalla Tempesta Alex, mancano meno di due chilometri di lavori. Sono quelli compresi tra la prima tenaglia di rocce della valle Roya, in cui si entra all’ultima svolta della serpentina di tornanti che scende dal tunnel, e il museo del Vallo alpino di Vievola. L’impresa costruttrice, dopo lunghi lavori preparatori, ha completato la posa dei pannelli in calcestruzzo che delimitano la strada lato fiume. Ora i camion fanno da spola a portare detrito per riempire il nuovo tracciato della D6204 nella gola svuotata dalla piena del Roya. Riempita la “pancia della strada”, seguiranno il compattamento del materiale e l’asfaltatura.
Sulla Dipartimentale che scende al mare restano da completare piccoli interventi mentre l’opera più impegnativa sarà la ricostruzione del ponte dei 14 archi all’uscita di Tenda. L’immane recupero della viabilità (50 km nella Roya) devastata dall’alluvione è da considerarsi quasi ultimato. Un risultato ottenuto in tempi record con un investimento di oltre 150 milioni di euro che riempie d’orgoglio, di cui già non difettano, i francesi. E adesso i tendaschi, e non solo, scalpitano per avere il loro sbocco sul Piemonte. Invocano la riapertura della strada dei 46 tornanti e sono pronti a proteste plateali. Sul versante francese il Dipartimento ha già completato la manutenzione post invernale ma la discesa verso Limone è proibita. La comunale è in attesa dell’avvio dei lavori di messa in sicurezza finanziati con 1.800.000 euro di Anas. Soldi che erano a disposizione del tunnel.
“Da parte dei miei cittadini ricevo una pressione enorme - dice il sindaco di Tenda - perché non capiscono il motivo per il quale non possono venire in Italia per trovare i parenti o fare acquisti che avrebbero ricadute economiche su tutta la valle”.
Massimo Riberi, sindaco di Limone, spiega: “La strada è dissestata e se si verificasse un incidente la responsabilità sarebbe nostra. In Francia basta segnalare il pericolo ma da noi non è sufficiente. Stiamo correndo per fare i lavori: il progetto è stato approvato e sta per partire l’appalto. Se le condizioni meteo lo consentiranno a giugno l’ex militare sarà aperta per tutti fino al confine”.
Sarà la Francia a decidere chi potrà percorrere la strada dei 46 tornanti anche se la prefettura di Nizza ha già escluso un’apertura molto più ampia di quella concessa nel 2022.
VIEVOLA LA STRADA IN COSTRUZIONE G. BERNARDI
VIEVOLA LA NUOVA STRADA G. BERNARDI
TENDA STRADA COLLE DI TENDA G. BERNARDI 2023 04 28
TENDA TENDA G. BERNARDI 2023 04 28
TENDA PARTICOLARE PONTE E SCARPATA G. BERNARDI
I fondi stanziati saranno sufficienti?
Il cantiere attraversa le sue difficoltà ma ci sono anche altri elementi di preoccupazione. Anas ed Edilmaco non hanno ancora firmato l’atto aggiuntivo dei lavori in Valle Roya a causa dell’alluvione 2020. Sono già trascorsi sei mesi dal via libera ai progetti e agli stanziamenti da parte della Conferenza intergovernativa per il miglioramento dei collegamenti nelle Alpi del Sud che si riunì a Nizza. Il motivo per cui l’atto non è stato formalizzato è che per Edilmaco non basterebbero le somme previste.
L’importo dei lavori è arrivato a 265,41 milioni di euro, circa 55,91 milioni di euro in più rispetto ai 209,50 milioni finanziati nel 2019, prima della Tempesta Alex.
Anas, interpellata su vari aspetti economici e di aggiornamento sull’accordo si limita a rispondere: “L’importo delle opere è stato definito nell’ambito della CIG di dicembre 2022 e al momento non ha subito variazioni. Attualmente è in corso l’istruttoria tecnica propedeutica alla formalizzazione dell’Atto Aggiuntivo”.
La situazione è difficile ma probabilmente con possibilità di sviluppi positivi perché Edilmaco, a questo punto libera da accordi contrattuali, dopo aver progettate le opere in variante sta comunque procedendo alla loro realizzazione. Sappiamo infatti di ripetuti incontri, l’ultimo martedì a Roma, per trovare un accordo tra impresa e committente che vede l’azione mediatrice anche di esponenti del Governo.
Il vice ministro Edoardo Rixi si è impegnato sulla conclusione dell’opere e sta cercando di portare la prossima Cig, quando sarà caduto l’ultimo diaframma della galleria, a Limone. In quella sede si discuterà con i francesi anche di un nuovo aumento del budget dei lavori.
La dipartimentale 6204:
terminata tra un mese
La D6204 che scala il Colle di Tenda tra circa un mese sarà finita. Oramai per la completa ricostruzione della strada, martoriata dalla Tempesta Alex, mancano meno di due chilometri di lavori. Sono quelli compresi tra la prima tenaglia di rocce della valle Roya, in cui si entra all’ultima svolta della serpentina di tornanti che scende dal tunnel, e il museo del Vallo alpino di Vievola. L’impresa costruttrice, dopo lunghi lavori preparatori, ha completato la posa dei pannelli in calcestruzzo che delimitano la strada lato fiume. Ora i camion fanno da spola a portare detrito per riempire il nuovo tracciato della D6204 nella gola svuotata dalla piena del Roya. Riempita la “pancia della strada”, seguiranno il compattamento del materiale e l’asfaltatura.
Sulla Dipartimentale che scende al mare restano da completare piccoli interventi mentre l’opera più impegnativa sarà la ricostruzione del ponte dei 14 archi all’uscita di Tenda. L’immane recupero della viabilità (50 km nella Roya) devastata dall’alluvione è da considerarsi quasi ultimato. Un risultato ottenuto in tempi record con un investimento di oltre 150 milioni di euro che riempie d’orgoglio, di cui già non difettano, i francesi. E adesso i tendaschi, e non solo, scalpitano per avere il loro sbocco sul Piemonte. Invocano la riapertura della strada dei 46 tornanti e sono pronti a proteste plateali. Sul versante francese il Dipartimento ha già completato la manutenzione post invernale ma la discesa verso Limone è proibita. La comunale è in attesa dell’avvio dei lavori di messa in sicurezza finanziati con 1.800.000 euro di Anas. Soldi che erano a disposizione del tunnel.
“Da parte dei miei cittadini ricevo una pressione enorme - dice il sindaco di Tenda - perché non capiscono il motivo per il quale non possono venire in Italia per trovare i parenti o fare acquisti che avrebbero ricadute economiche su tutta la valle”.
Massimo Riberi, sindaco di Limone, spiega: “La strada è dissestata e se si verificasse un incidente la responsabilità sarebbe nostra. In Francia basta segnalare il pericolo ma da noi non è sufficiente. Stiamo correndo per fare i lavori: il progetto è stato approvato e sta per partire l’appalto. Se le condizioni meteo lo consentiranno a giugno l’ex militare sarà aperta per tutti fino al confine”.
Sarà la Francia a decidere chi potrà percorrere la strada dei 46 tornanti anche se la prefettura di Nizza ha già escluso un’apertura molto più ampia di quella concessa nel 2022.
VIEVOLA LA STRADA IN COSTRUZIONE G. BERNARDI
VIEVOLA LA NUOVA STRADA G. BERNARDI
TENDA STRADA COLLE DI TENDA G. BERNARDI 2023 04 28