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La provincia “Granda” si fa piccola, cominciando da Cuneo

07 maggio 2023

Cuneo

Popolazione La progressiva decrescita italiana La popolazione residente in Italia al 1° gennaio 2023 è di 58 milioni e 851 mila unità, 179 mila in meno sull’anno precedente, per una riduzione pari al 3‰. Prosegue, dunque, la tendenza alla diminuzione della popolazione, ma con un’intensità minore rispetto sia al 2021 (-3,5‰), sia soprattutto al 2020 (-6,7‰), anni durante i quali gli effetti della pandemia avevano accelerato un processo iniziato già nel 2014. Su base nazionale, il calo della popolazione è frutto di una dinamica demografica sfavorevole che vede un eccesso dei decessi sulle nascite, non compensato dai movimenti migratori dall’estero. I decessi sono stati 713 mila, le nascite 393 mila, toccando un nuovo minimo storico, con un saldo naturale quindi di -320mila unità. Le iscrizioni dall’estero sono state pari a 361 mila mentre 132 mila sono state le cancellazioni per l’estero. Ne deriva un saldo migratorio con l’estero positivo per 229 mila unità, in grado di compensare solo in parte l’effetto negativo del pesante bilancio della dinamica naturale. Nel 2022 le nascite in Italia sono scese sotto le 400 mila: il dato ha occupato le prime pagine con la sottolineatura che si tratta della prima volta a partire dall’unità, quindi in più di 160 anni. La diminuzione in provincia di Cuneo e nel capoluogo Viene naturale chiedersi se una cosa analoga è successa anche a Cuneo. l’Italia ha superato per un decennio i 60 milioni di abitanti (li ha raggiunti nel 2008 e lasciati nel 2017). La popolazione della provincia di Cuneo ha oscillato tra i 560 mila e i 590 mila nel primo ventennio del secolo e il capoluogo nello stesso periodo ne ha ospitati tra i 55 mila e i 56 mila. Possiamo dire con buona approssimazione che gli abitanti della Granda rappresentano circa un centesimo e quelli della città di Cuneo circa un millesimo di quelli dell’intera Italia. La qualifica di “Granda” si riferisce al fatto che nei primi ottanta anni dell’Italia unita era di fatto la provincia con la superficie più grande; situazione che si modificò con la Pace di Parigi del ‘47 che comportò la cessione di Tenda, Briga e altri pezzi di territorio alla Francia. La nostra provincia è stata vittima di un periodo recessivo di pesantissima portata che si è sviluppato nei trent’anni tra le due guerre mondiali e in modo più marcato durante il fascismo: fu in quel periodo che la provincia declinò perdendo circa 50 mila abitanti e scese sotto la soglia dei 600 mila che aveva superato fin dall’unità. (vedi grafico censimenti provincia di Cuneo).   Nel 2022 i nuovi nati al minimo storico Anche a Cuneo città i nati del 2022 sono scesi a un minimo storico, 333, di cui 161 femmine e 172 maschi. La soglia dei 400 era già stata superato verso il basso nel 2018 e da allora le nascite hanno continuato a diminuire. Il fenomeno è destinato a cambiare il volto della città (e della provincia) nel prossimo futuro, accompagnato dall’altro simmetrico e opposto: l’aumento costante della popolazione in età avanzata. Possiamo comprendere come è cambiata la popolazione di Cuneo negli ultimi trent’anni osservando i due grafici che ne descrivono la composizione per età nel 1992 e nel 2022. In condizioni ideali il numero di abitanti dovrebbe essere più alto in corrispondenza delle età più basse, poi lentamente diminuire per effetto della mortalità fino ad azzerarsi intorno all’età dei cento anni. Le classi di età più numerose Vediamo invece un’anomalia già nel 1992, quando il numero massimo di abitanti risulta intorno all’età di 25 anni: il punto massimo delle nascite si era quindi verificato intorno alla fine degli anni Sessanta. Da quel momento ha inizio un lento declino che si accentua dopo i settanta anni di età. Il secondo grafico, riferito all’anno scorso, mostra un profondo cambiamento. L’età più frequente si è ora spostata ai 55 anni: resta confermato il record dei nati tra il 1965 e il 1969. I due grafici non si ottengono uno dall’altro con un semplice “scivolamento”: c’è stata anche una deformazione che è dovuta al fenomeno nuovo dell’immigrazione. Ha influito soprattutto sulla parte centrale del grafico, confermando il fatto che gli immigrati stanno contribuendo a portare equilibrio nella conformazione della società cuneese.   Tanti ottantenni tanti sedicenni Un’altra osservazione: quest’anno ci sono a Cuneo tanti ottantenni quanti sono i sedicenni; trent’anni fa i sedicenni erano invece più del doppio degli ottantenni. È l’effetto di due spinte contrapposte: la diminuzione delle nascite ma soprattutto il prolungamento della durata della vita.  
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