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12 luglio 2026

editoriale

Tristezza

05 maggio 2023

Cuneo

Tristezza - Inside Out Non la vuole nessuno. Eppure ha il suo perché. “Inside out” (2015) è il film di animazione che ci aiuta a comprenderne la funzione essenziale. Ed è utile in un momento come questo, che ci fa sentire spesso impotenti di fronte alla diffusione della tristezza tra i più giovani. Nonostante la cultura dominante voglia persuaderci che tutto è possibile, soprattutto essere felici, nella “società-Luna-Park” che è stata allestita per noi, le giovani generazioni, al posto di una maschera vincente, ci chiedono di vedere e accogliere il loro male di vivere. È quello che succede a Riley, la protagonista undicenne di “Inside out”, costretta a trasferirsi con i suoi genitori in un’altra città, lontana dai luoghi in cui è cresciuta nella gioia fino a quel momento. Le vere protagoniste della storia sono in realtà le cinque emozioni fondamentali Gioia, Tristezza, Rabbia, Disgusto, Paura, rappresentate come personaggi che vanno in scena nella mente di Riley. La difficoltà ad accettare il cambiamento in atto porta subito le emozioni di Riley (e anche quelle dei suoi genitori) ad ingaggiare una battaglia interiore per tenere lontana Tristezza. Ma mettendo a tacere Tristezza anche le altre emozioni perdono la loro capacità di “agire” correttamente nella loro funzione di essere un segnale utile per Riley: Gioia e Tristezza si perdono negli abissi dell’inconscio, lasciando il controllo a Rabbia, Paura e Disgusto. La lezione è non solo che Gioia e Tristezza possono coesistere, ma che sono necessarie l’una all’altra. Le emozioni sono la nostra risposta a stimoli ambientali e ci muovono interiormente, cercando di comunicarci qualcosa con il linguaggio che è loro proprio. La tristezza, accompagnata da una sensazione di mancanza e malessere, di solito è legata alla perdita di qualcosa o qualcuno con cui avevamo un forte legame emotivo. A cosa serve? A fermarci, a prendere in considerazione quello che ci accade e a occuparcene. Poiché ci fa male, tendiamo a evitarla, ma lei non se ne va finché non viene accolta, con pazienza. I segni con cui si manifesta - pianto, lacrime, cupezza, apatia - sono richieste di aiuto che attendono qualcuno che le intercetti con disponibilità e compassione, come alla fine sapranno fare i genitori di Riley.  
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