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Pellegrino in bicicletta ai più famosi santuari d’Europa

29 aprile 2023

Cuneo

Renato Manassero Renato Manassero, classe 1947, originario di Fossano è un grande appassionato della bicicletta, una passione che coltiva fin da bambino e che lo ha portato a compiere 13 lunghi viaggi per raggiungere i più famosi santuari europei percorrendo in tutto 13.300 chilometri da ovest a est dell’Europa. "Da ragazzino usavo la bici di zio Giuseppe, di ferro, con i freni a bacchetta e il portapacchi per la cassetta della frutta. Avevo 14 anni e con quella bici andai fino alla Morra, 60 km andata e ritorno. Quella fu per me la mia prima grande avventura. Per i miei quarant’anni mia moglie mi regalò la prima bici da corsa e come prima gita andai a Limone Piemonte. Qualche tempo dopo feci amicizia con un provetto ciclista (Roberto Cartei) con il quale raggiunsi il santuario di Sant’Anna di Vinadio (2.024 metri)". Come è nato il desiderio di fare lunghi viaggi in bicicletta attraverso l’Europa? Un altro ciclista e amico, Sergio Barberis ,mi raccontò di aver partecipato a un viaggio cicloturistico a Lourdes, il santuario meta del mio viaggio di nozze. Mi incoraggiò a intraprendere il viaggio (900 chilometri in sei giorni) che, secondo lui, tutti erano in grado di compiere. Il 16 agosto 1995 iniziò la mia prima grande avventura con altri 3 amici ciclisti: come supporto una vecchia Fiat 124. Da allora, quello che prima era una sfida con me stesso, è diventata una passione e ho fatto mie le parole di monsignor Derio Olivero: “I santuari sono il crocevia della nostra fede, della nostra gente, della nostra terra e della nostra cultura”. Sono seguiti altri dodici viaggi, in gruppo o con un amico: nel 1998 Santiago de Compostela (Spagna); nel 2000 Roma per il Giubileo, il primo viaggio  ‘fai da te’ senza nessuno al seguito; nel 2007 a Banneux (Belgio); nel 2009 Czestochowa (Polonia). Nel 2014 torna a Santiago per il cammino portoghese e nel 2015 a Lourdes per i 20 anni dal suo primo viaggio, attraverso il Massiccio centrale; nel 2016, raggiunge il santuario “La Salette” (Francia) e nel 2017 Fatima (Portogallo). Nel 2018 va per la terza volta a Santiago seguendo il cammino cantabrico; nel 2019 si reca al santuario di Monserrat (Spagna); nel 2020 a Santa Maria di Leuca (Puglia). Nel 2021 compie il suo ultimo viaggio a Mariazell (Austria) completando la traversata da ovest a est dell’Europa, dal Portogallo alla Polonia. Come ha scelto le sue mete? Mi preparavo con una lunga documentazione sulla storia dei luoghi, perché il viaggio deve essere cultura, apprendimento. In ogni viaggio ho conosciuto tanti pellegrini, con i quali continuo a mantenere i contatti. I viaggi duravano da una a due settimane. Soggiornavo in ostelli o in albergo. Quali sono state le maggiori difficoltà e le più grandi soddisfazioni? Le maggiori difficoltà erano dovute alle condizioni meteorologiche: (il caldo (40-42gradi), la pioggia, il freddo e molto vento e i tanti problemi con le biciclette. Ogni giorno un’avventura, bisognava cercare per dormire, per mangiare e a volte un ciclista, cosa non facile nei paesi esteri Le più grandi soddisfazioni sono state le emozioni suscitate scoprendo paesaggi meravigliosi dalla gente incontrata  dalla gioia di aver raggiunto la meta programmata. Che cosa consiglia a chi intende intraprendere viaggi importanti? Innanzitutto una preparazione adeguata a livello fisico e un’accurata documentazione. Si va per imparare e per portare a casa un risultato: nuove conoscenze, apertura verso culture e tradizioni nuove. Ogni viaggio è sempre un apprendimento, un godere di tutte le cose belle che il buon Dio ci ha dato. Renato Manassero racconta dettagliatamente i suoi viaggi nel libro “Per i santuari d’Europa in bicicletta” (ed. Leggimi- Santa Croce di Vignolo) che ha scritto nel 2021 con l’aiuto della nipote Anna.
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