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“Pace a voi” è l’augurio di Gesù risorto che mantiene la promessa

09 aprile 2023

Cuneo

Affresco di autore ignoto, Madonna della Neve - San Michele Mondovì “Pace a voi”: è l’augurio del Signore risorto rivolto a quanti hanno avuto la fortuna di vederlo, di toccarlo. I Dodici lo avevano seguito, ascoltato e amato. Aveva fatto loro promesse particolari ma ora erano smarriti. Dopo la sua morte in croce i Discepoli avevano forse immaginato che tutto non potesse davvero finire in quella tomba. Ma ancora una volta ci pensa il Signore a fugare i loro interrogativi: “sono io!”, “toccatemi!”.  E poi, come aveva fatto tante altre volte, mangia con loro per poi inviarli ad annunciare a tutti quello che hanno visto e udito. Quasi improvvisamente la vita dei primi Discepoli cambia dalla paura e dallo smarrimento escono fuori con decisione e con coraggio dimenticando le loro paure con la certezza che il Risorto, il Signore, è con loro. Riflettiamo su questo loro atteggiamento: se fossero rimasti fermi in quel cenacolo noi non saremmo qui, tutto sarebbe finito mestamente. I testi del Nuovo Testamento, in particolare i Vangeli e gli Atti, ci parlano di alcuni di loro senza riportarci nel dettaglio le loro azioni ma sottolineando la loro convinzione: Gesù è stato “di parola”! Anche quest’anno le nostre chiese sono addobbate a festa, ascoltiamo il suono festoso delle campane e risuona ancora una volta per tutti l’augurio: “Pace a voi”.  Non c’è pace se penso che solo io ho ragione.  Non c’è pace se rifiuto il dialogo e il confronto.                                                                     Non c’è pace se risuonano i rumori terribili delle armi che solo distruggono. Non c’è pace se scarico le mie responsabilità sugli innocenti e sui più poveri.            Non c’è pace se covo rancori e odi verso qualcuno.                                                   Non c’è pace se sono violento anche solo con le parole.                                                        Non c’è pace se faccio trionfare i miei interessi a qualsiasi prezzo.                             Non c’è pace se mi tappo gli occhi e le orecchie per non vedere e non sentire le grida di chi è disperato e non ce la fa più.                                                      Non c’è pace se adoro il denaro, gli averi e le proprietà.  Come con i Discepoli anche con noi il Risorto usa pazienza. Ci invita a risollevare lo sguardo e a non pensare solo a se stessi. Il Signore ci doni occhi puliti e un cuore fatto di carne capace a commuoversi, libero da compromessi e aperto verso coloro che fanno più fatica. Da Lui abbiamo bisogno d’imparare ad amare, a servire, a condividere, ad essere liberi e a fare pace. Signore: se è possibile continua ad essere dirompente anche con noi; un giorno, forse, ci stancheremo della nostra inerzia e qualcosa cambierà, dimenticheremo le nostre paure con la certezza del Tuo aiuto perché Tu sei con noi. Monsignor Piero Delbosco Vescovo di Cuneo e Fossano

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