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Mattia: “La vera ricchezza dei giorni che stiamo vivendo è il tempo libero”

07 aprile 2023

Cuneo

Mattia Seymandi Mattia Seymandi è nato a Saluzzo il 14 aprile 1995 e vive nel vallone di Gilba, a borgata Lantermini, nel territorio comunale di Sampeyre: “I miei genitori sono nati e cresciuti nel vallone di Gilba, mio padre a borgata Lantermini mentre mia mamma è vissuta nella borgata Saretto. Negli anni Ottanta si sono trasferiti rispettivamente a Costigliole Saluzzo e Brossasco”. I suoi giochi da bambino? Da bambino preferivo giocare all’aperto quando si poteva, fortunatamente avevo un cortile grande dove poter scorrazzare! Ero sempre in compagnia di un amico vicino di casa e ne abbiamo combinate di tutti i colori! Non ho avuto videogiochi fino all’adolescenza quindi era consuetudine giocare a nascondino, ai soldatini o a fare la fattoria, avevamo più giochi di quelli che potevamo usare. Crescendo molto spesso passavo i pomeriggi con mio nonno, lui mi spiegava a modo suo come lavorare il legno, nascevano portamatite e cucchiai da cucina. Proprio in quei pomeriggi è nata la mia passione per il legno! Le scuole? Dall’asilo alla terza media sono andato a scuola a Costigliole Saluzzo, in seguito ho frequentato l’Istituto Denina di Saluzzo. Dopo il diploma da geometra, ho seguito un corso di 1.200 ore come tecnico di impresa edile alla Scuola edile di Savigliano. Cosa sognava di fare da bambino? Da bambino volevo fare il panettiere o il muratore, con il passare degli anni ho capito che dovevo scegliere di continuare il lavoro di papà, il costruttore: di qui la scelta dei miei studi. A 16 anni ho iniziato a lavorare nei tre mesi estivi, in pausa dalle lezioni scolastiche, nell’impresa edile di mio padre. Nel 2019 quando abbiamo aperto ‘L’Escola e Lou Mulin’ ho iniziato ‘per gioco’ a fare il cuoco e l’albergatore, il gioco è diventato poi un lavoro che mi ha appassionato a tal punto da diventare la mia professione attuale! Come è nata l'idea del recupero della scuola e del mulino? Per anni il vallone di Gilba è stato dimenticato ed abbandonato, la nostra idea era quella di rivalorizzare la valle e permettere alle persone di scoprire questi territori. Creare una struttura ricettiva ci è sembrato il primo passo e nel 2019 abbiamo iniziato con il recupero della vecchia scuola e di uno dei vecchi mulini della borgata, che danno il nome all’agriturismo. Nella vecchia scuola è stato creato uno spazio adibito a ristorante mentre il mulino ospita due camere per gli ospiti. Chi arriva da voi? I nostri ospiti si differenziano molto, nella media bassa stagione arriva una clientela di prossimità per un fine settimana romantico, per festeggiare un evento o semplicemente per fuggire dalla frenesia della città. Nei soggiorni lunghi invece ospitiamo maggiormente liguri e lombardi, ma abbiamo avuto passaggi da tutta Italia. Non mancano anche stranieri, specialmente francesi e tedeschi. La fatica più grande? Il partire in questa nuova impresa è stata la cosa più difficile, non avendo esperienze pregresse è perciò il primo anno di attività è stato molto impegnativo. Abbiamo comunque cercato di dare sempre il massimo e migliorarci nel tempo. La soddisfazione più grande? Avere un riscontro positivo in quello che abbiamo creato è sicuramente motivo di orgoglio, in quattro anni ci siamo ampliati, abbiamo costruito tre nuove camere nel fienile dei nonni e siamo molto soddisfatti. Progetti per il futuro? Abbiamo iniziato i lavori del centro benessere, ultimo tassello del progetto iniziale, quest’estate sarà disponibile per i nostri ospiti la piscina esterna con l’idromassaggio. Come vede il futuro della valle Varaita? E’ una valle viva rispetto ad altre, ha molto da offrire, l’unione fa la forza, bisognerà collaborare tutti insieme per aumentare e destagionalizzare il turismo. Il mondo di oggi? Il mondo di oggi è frenetico ed insicuro, si fatica a pianificare e fare previsioni. Bisogna vivere il momento ed essere veloci ad adattarsi alla richiesta che cambia continuamente. Non bisogna mai perdersi d’animo! Cosa è importante per lei, nella vita? La vera ricchezza dei giorni che stiamo vivendo è il tempo libero. Fatichiamo a prendere del tempo per noi stessi. Gli attimi trascorsi con gli amici e la famiglia sono importanti per me. Quando si sveglia di mattina, il primo suo pensiero? “Devo fare colazione!”. D’estate quando la routine diventa in funzione degli ospiti, mi alzo e penso a fare il pane, a preparare le marmellate e a cucinare le torte. Quando la struttura è chiusa, invece penso ai vari lavori che devo svolgere (o mi chiedo dove sono finiti gli sci).
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