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9 luglio 2026

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Piccoli gioielli di arte, luoghi di silenzio e rigenerazione

19 marzo 2023

Cuneo

l’interno della Chiesa della Confraternita di San Francesco a Santa Vittoria d’Alba; L’interno della Chiesa della Confraternita di San Francesco a Santa Vittoria d’Alba Un’opportunità unica e innovativa per scoprire i tesori d’arte nel cuneese e non solo. Con il circuito di Chiese a porte aperte è possibile, in libertà e gratuitamente, organizzare una visita ad una dozzina di piccole cappelle, chiesette, santuari in itinerari suggeriti o reinventati lungo le strade e le vallate della Provincia Granda. Con pochi semplici passaggi è possibileaprire in modo autonomo la porta di questi tesori, come degli altri 23 beni sparsi in tutto il Piemonte e la Valle d’Aosta. Dopo aver scaricato sul cellulare l’app “Chiese a porte aperte” (per dispositivi iOS e Android), è sufficiente registrarsi e prenotare la visita gratuita: giunti sul posto nell’orario selezionato, basta inquadrare un QR code per aprire la porta della chiesa e far partire la “voce narrante”, abbinata a un sistema di illuminazione sui dettagli artistici.  Chiese a porte aperte è una iniziativa all’avanguardia che utilizza una modalità tecnologica, unica in Europa, sostenuta da Fondazione CRT e coordinata dalla Consulta regionale per i beni culturali ecclesiastici Itinerari nel Cuneese dipinto interno alla Cappella del Santissimo Crocifisso di Magliano Alfieri. Dipinto interno alla Cappella del Santissimo Crocifisso di Magliano Alfieri. Sul sito www.cittaecattedrali.it sono raccolti i vari itinerari.  Come quello “Langhe e Roero” con 9 beni tra cappelle e santuari, comprende tra gli altri Magliano Alfieri con la Cappella del Santissimo Crocifisso, mirabile esempio di barocco maturo, Santa Vittoria d’Alba dove si scopre la Confraternita di San Francesco, le cui pareti interne sono quasi integralmente coperte da trentaquattro metri di affreschi, raffiguranti scene della Passione di Gesù. Poco lontano ci si può soffermare nella piccola Cappella di San Rocco, detta anche “chiesa dei Morti”, si trova sulla sommità del borgo di Santa Vittoria d’Alba, fuori le mura del castello e della “villa”, nella zona che ospitava il cimitero all’interno della quale si trovavano due camere tombali dei Romagnano ed altre della comunità. Mombarcaro esterno della cappella di San Rocco Mombarcaro - Esterno della cappella di San Rocco A Mombarcaro dalla cappella di San Rocco, datata XV secolo, è possibile ammirare una distesa di campi. Sulla destra si scorgono la valle Bormida, Prunetto, Levice, Bergolo e persino la punta del Monte Rosa. Sulla sinistra le colline che costeggiano il Belbo, la valle di Murazzano e sullo sfondo il Monviso. Il semplice esterno può ingannare, ma l’interno racchiude interessanti e preziosi affreschi. Ciascun bene rivela tesori che prima di questo progetto innovativo potevano essere visitati solo grazie al supporto dei volontari ma non ogni giorno e tutto l’anno.  Un paio di cappelle sono nel Saluzzese: a Busca (cappella di Santo Stefano) e a Macra (Cappella del Salvatore) Altro itinerario racchiude le tre cappelle del monregalese, tra cui quella di Piozzo, una delle due da cui è iniziata la sperimentazione sei anni fa, che oggi ha raggiunto la cifra di 35 beni, ma sono in continua crescita. Solo nel cuneese entro la fine dell’anno si potrà accedere con la App anche alla Cappella di San Rosso a Vicoforte, a quella dedicata a San Pietro a Macra, e ad altre sette tra il torinese e la Valle d’Aosta. Per essere aggiornati è sufficiente collegarsi al sito di Città e Cattedrali. Una lettura interessante e profonda di questa opportunità di “visita privata” la offre monsignor Derio Olivero, vescovo di Pinerolo e delegato dei vescovi piemontesi per i Beni culturali: “un tempo i nobili avevano nel loro castello una cappella privata e ci andavano quando volevano, con Chiese a porte aperte, ciascuno è come se avesse una sua cappella a cui può accedere ogni giorno.  Per vivere un momento di silenzio, per ammirare la bellezza e per chi è credente a pregare”.  L’obiettivo del progetto non è solo più quello di valorizzare l’immenso patrimonio della Chiesa dal punto di vista artistico, ma anche come luogo di silenzio e rigenerazione.  Tutto questo non sarebbe stato possibile senza il contributo della Fondazione Crt.  A ricordare le tappe che hanno portato a “Chiese a porte aperte” è il cuneese Giovanni Quaglia, presidente della Fondazione Crt. Il Presidente Quaglia e il precedente di Città e Cattedrali Giovanni Quaglia “Tutto inizia con ‘Città e Cattedrali’ - ricorda - il progetto nato nel 2005 dalla collaborazione tra la Fondazione e le Diocesi di Piemonte e Valle d’Aosta. Allora ero vicepresidente e analizzando le varie iniziative che avevamo in programma per i cantieri diffusi pensai che sarebbe stato importante realizzare un focus sulle Cattedrali per il loro legame con la città”.  Nei primi sette anni Fondazione Crt ha erogato 7 milioni di euro per interventi di restauro di 15 cattedrali e 4 musei diocesani, con il coinvolgimento del pubblico e del privato gli investimenti per le Cattedrali hanno sfiorato i 20 milioni di euro.   Una rete di soggetti con la regia di Fondazione Crt Terminata questa fase nel 2010 lo sguardo si è spostato dal restauro alla valorizzazione. Con lo stanziamento di oltre 1 milione di euro, sempre in collaborazione con la Consulta per i beni culturali della Conferenza episcopale piemontese, è stato attuato il piano di valorizzazione del patrimonio culturale ecclesiastico del Piemonte e della Valle d’Aosta. Tra cui il portale www.cittaecattedrali.it che raccoglie informazioni su oltre 550 beni organizzati in itinerari tematici. “Sempre con una azione che vede la Fondazione nel ruolo di regista - sottolinea Quaglia - ma costruendo una rete con vari soggetti. Non possiamo disperdere un patrimonio che rappresenta i valori delle nostre comunità, beni creati nei momenti difficili, con sacrifici e tanta fede. Se lo disperdiamo il futuro sarà meno bello e più povero. Il legame tra passato, presente e futuro per me si sintetizza in: ricordare il futuro>.  Valorizzazione e fruizione vuol dire anche accessibilità. <Siamo pionieri in Italia - anticipa il Presidente. - Stiamo preparando la prima agenda nazionale della disabilità>. Nel triennio 2022-2024 prende corpo il progetto ‘Cattedrali accessibili’, saranno, ad esempio, introdotti pannelli visivo-tattili multisensoriali, contributi audio-video, sottotitoli e Lis, utili a garantire la fruizione inclusiva. “Chiese a porte aperte - specifica Quaglia - è uno spin off di Città e Cattedrali. Ha ampiamente superato la fase sperimentale avviata nel 2017 con due cappelle. L’impegno economico per la Fondazione è stato di oltre 450mila euro e concorre attualmente al mantenimento del sistema. I 35 beni (entro la fine dell’anno saranno una decina in più) dotati di tecnologica sono ora organizzati in sei itinerari di visita (Langhe e Roero, Monregalese, colline Torinesi e Monferrato, Pinerolese e Saluzzese, Canavese e Valle d’Aosta, Valli alpine). Anche grazie ai finanziamenti diretti di altri soggetti sia locali che di settore. La Fondazione ha acceso un faro su questo sistema, abbiamo moltiplicato le energie, inserito dei meccanismi positivi”.  Anche il progetto “Chiese a porte aperte” si è evoluto verso una sempre maggiore accessibilità, con particolare attenzione alle capacità sensoriali e cognitive dei visitatori. Sono stati realizzati pannelli visivo-tattili multisensoriali posizionati all’ingresso delle chiese, riproduzioni tattili, QR Code che permettono di azionare contributi audio-video in LIS, cartoline accessibili e le riproduzioni in formato jpg di opere d’arte e architetture del sistema “Chiese a porte aperte” scaricabili dal portale www.cittaecattedrali.it. L’obiettivo è diventare “for all”, per tutti.  
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