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Angela: “Gli anni nella cascina isolata, senza luce e riscaldamento, ma sereni”

17 marzo 2023

Cuneo

Angela Panero Si chiama Angela Panero, è nata l’8 agosto 1953 a Cherasco, oggi vive a Castagnito, un paese del Roero: “I miei genitori erano entrambi di Cherasco, mio padre era nato a Roreto (piccola frazione che si è sviluppata nella parte più vicina alla città di Bra), mentre mia madre è nata a Bricco Faule di Cherasco (una borgata che si estende nella propaggine che punta verso la pianura di Savigliano e Fossano). Mio padre Mario aveva vissuto la guerra da vicino, era stato in Russia durante il secondo conflitto mondiale e aveva provato sulla propria pelle il disastro e la disfatta dell’esercito italiano: ma anche  la pietà dei contadini russi che aiutavano i soldati italiani durante la ritirata nonostante rappresentassero l’esercito invasore. Tornato a casa, fisicamente e psicologicamente distrutto dall’operazione militare, aveva ricominciato a lavorare nei campi, come sempre ha fatto in vita sua. Mia madre si chiamava Annettina Germanetto ed era figlia di un mondo contadino, un mondo fatto di privazioni e duro lavoro. Siamo tre figli: Piero, io e Antonio e siamo molto uniti”. I suoi giochi da bambina?  Quando ero piccola giocavo con le bambole, non molto a dire il vero perché, oltre ai doveri scolastici, dovevo dare una mano alla mia famiglia che aveva bisogno di aiuto nei campi.  Le scuole? Avevo cinque anni e ci siamo trasferiti a Villanova d’Asti: ed è lì che ho frequentato le scuole, nella nostra aula eravamo una trentina e l’ambiente mi piaceva, ero una brava studentessa. La cascina di Villanova d’Asti (quella in cui ho maggiori ricordi) si trovava e si trova ancora in località Bellariva, era ed è completamente isolata dato che non si trovano altre costruzioni in un raggio di almeno tre chilometri. Al tempo il casolare non era allacciato alla rete per la distribuzione della corrente elettrica, di sera e di notte ci arrangiavamo con delle lanterne. Non avevamo la tv, né il riscaldamento, detto questo non ricordo quel periodo con tristezza, anzi forse è stato uno dei più sereni della mia vita.  Che ricordi ha di sua madre e di suo padre?  Li ricordo sempre al lavoro, era la loro principale attività, nonostante fosse il periodo del boom economico non conoscevano svaghi! Questa durezza ed instancabilità nel comportamento ha permesso loro di crescere da un punto di vista economico e di affrancarsi dignitosamente dalla miseria.  Cosa sognava di fare da bambina?  Da bambina non pensavo al futuro, forse perché avevo già molte cose da fare. Non ricordo una data precisa in cui ho iniziato a lavorare, visto che fin da bambina ero operativa nei campi, nella stalla e in casa. Successivamente, quando mi sono sposata, ho cambiato totalmente lavoro e facevo la cassiera in un supermercato a Castagnito.  La fatica più grande?  Dopo il matrimonio mi sono trasferita ad Alba, dato che mio marito Piero Deltetto lavorava all’interno dell’azienda tessile Miroglio. È stata una grande fatica lasciare la mia famiglia, a loro ero molto legata, mi è mancata davvero tanto! In quel periodo non c’erano gli strumenti di collegamento che ci sono attualmente e le distanze erano decisamente più accentuate rispetto ad oggi.  La soddisfazione più grande?  Quando vedo nostro figlio Mario studiare e lavorare molto senza stancarsi: ma mi sembra di rivedere i miei genitori, sono felice che lui abbia fatto propri i valori come la fatica, l’umiltà e il sacrificio.  La sua famiglia?  Oggi vivo con mio marito e una folta schiera di gatti a Castagnito, un paesino del Roero. Nostro figlio Mario vive con la sua compagna Stefania in Alba.  Il segreto per far durare i matrimoni?  Penso che per far durare un matrimonio non devono mancare due ingredienti: la sincerità e tanta tanta pazienza! Il mondo di oggi le piace? Nella nostra società di oggi tutto sembra essere possibile e senza confini, ma in fondo tutto ha un costo: è un mondo molto complicato perché le persone in generale e i giovani nello specifico non hanno un’idea del corrispettivo che è necessario pagare, per ottenere ciò che si desidera.  Cosa è importante per lei?  La cosa più importante è la famiglia che per me idealmente rappresenta il posto sicuro dove tutti i componenti si vogliono bene, possono incoraggiarsi vicendevolmente e sostenersi sempre.  Se si volta indietro, è soddisfatta della vita che ha fatto?  Guardando indietro senza ombra di dubbio qualcosa lo cambierei, d’altronde penso che tutte le persone eliminerebbero degli errori o modificherebbero alcune delle proprie scelte. Fatta questa premessa, sono contenta di come sono andate le cose fino a questo momento della mia vita.
Cherasco Intervista Castagnito Roger federer Angela Panero