cuneo
Cuneo - La nuova terapia intesiva con quindici letti legata alla Rianimazione dell’Ospedale Santa Croce è vuota e mai entrata in funzione. Eppure il taglio del nastro con conferenza stampa alla presenza dei vertici regionali e dei parlamentari cuneesi, era avvenuto quasi un anno fa l’8 aprile del 2022. Quel giorno all’ospedale c’era una doppia inaugurazione: la Piastra Endoscopica Integrata al 5° piano del Presidio Ospedaliero Santa Croce, già in funzione dal 22 novembre 2021 e mai inaugurata causa pandemia, e la nuova Terapia Intensiva realizzata con il finanziamento del Piano Arcuri, completata lo scorso fine marzo. Ma è stato in questo caso solo un taglio del nastro. Oggi il reparto collocato nel Blocco “C” del Santa Croce in adiacenza del blocco operatorio polivalente non è in funzione, e sbirciando dalla porta d’ingresso chiusa si può vedere che è una sorta di magazzino con scatole e scatoloni, ma di medici, infermieri e pazienti non c’è nemmeno l’ombra.
Nel novembre 2020 in piena seconda ondata pandemica vengono assegnati dal Piano nazionale Arcuri, all’Azienda Ospedaliera di Cuneo i finanziamenti per 15 posti letto di Terapia Intensiva, 18 di Terapia Semintensiva e per l’adeguamento del Pronto Soccorso per un totale di 5.255.000 euro, lavori e attrezzature comprese.
Si inizia subito dalla terapia intesiva data la necessità di nuovi posti proprio nelle trasformazioni ospedalieri dovute al Covid. Quei 15 posti avrebbero dovuto aggiungersi agli attuali 25 e come detto nella presentazione dello scorso aprile dal direttore generale Elide Azzan “consentiranno di affrontare in modo più efficace il ricovero e il trattamento dei pazienti critici, intensivi e post-operati complessi a seconda delle esigenze. Risposta a quanto accaduto negli ultimi due anni di emergenza pandemica”.
La fase esecutiva durata 9 mesi è terminata a inizio febbraio 2022 con una spesa di 1.100.000 euro (circa 1.570 euro al metro quadrato). Le attrezzature sono state acquisite con il medesimo finanziamento per circa 700 mila euro.
Quei 15 letti ci sono e sono attrezzati ma sono mai entrati in funzione, “perché fortunatamente oggi non servono e potrebbero essere usati solo per le emergenze” spiega l’azienda ospedaliera attraverso le parole del primario della struttura complessa anestesia e organizzazione sale blocco operatorio polivalente, Giuseppe Coletta.
“Il nuovo reparto di terapia intensiva - continua Coletta - è stato fatto con i fondi del Piano Arcuri durante il disastro del Covid ma è rimasto un reparto prettamente strutturale, una sorta di backup da usare in caso di emergenze. Abbiamo vissuto un’esperienza terribile in ospedale dovendo tarsformare le sale operatorie in terapie intensive dall’oggi al domani, persino trasformare e chiudere dei corridoi per fare posti letto con respiratori. Se dovesse, ma speriamo davvero di no, ricapitare, oggi siamo preparati con questo nuovo reparto, che è una struttura immediatamente funzionante”.
Dunque è un reparto in più che oggi nell’ospedale dell’altipiano rimane vuoto. Se ci fosse più personale, medici e infermieri, si potrebbe aumentare l’offerta dei servizi, i cosiddetti interventi programmati un po’ in tutte le specialità, contribuendo così all’abbattimento delle liste di attesa direttamente nel pubblico senza rivolgersi al privato, e rendere operativo anche questo reparto, rimasto intonso.
“Non siamo in sofferenza - spiega il primario Coletta - riusciamo a gestire tutti i 25 posti che abbiamo a disposizione e gli altri posti di semintensiva. I dati parlano di un’occupazione media dei letti intorno al 75-78% dunque riusciamo a non essere mai in carenza, pur essendo ospedale hub di riferimento provinciale, con tutte le funzioni che dobbiamo dare al territorio per le risposte immediate, dalla chirurgia ai traumi, dalla cardiologia al post-operatorio”.
Nel Piano Arcuri non faceva parte soltanto la nuova terapia intensiva ma anche altri due progetti sempre legati all’emergenza. Ed entrambi sono pienamente operativi e sono l’innovativa terapia semintensiva che è stata inaugurata in pompa magna il 6 ottobre scorso. Dodici letti più otto di Obi (Osservazione Breve Intensiva), è pienamente funzionante e a regime pieno dal giorno dopo l’inaugurazione. I lavori al Santa Croce, al secondo piano dell’ospedale proprio sopra il pronto soccorso, erano iniziati a giugno 2021 e si sono conclusi a fine luglio 2022. L’ospedale di Cuneo è diventato così uno dei pochi in Piemonte ad avere un reparto davvero completo di intensiva, semi-intensiva, osservazione breve intensiva di 30 ore e pronto soccorso. La struttura fa capo alla medicina d’urgenza.
L’altro progetto praticamente terminato è quello dell’adeguamento strutturale e impiantistico del Pronto Soccorso dove sono state fatte aree nuove, anche specifiche per il Covid e per le emergenze epidemiche, sistemati e ridisegnati percorsi e una nuova sala ortopedica con attrezzatura specifica.
All’ospedale resta ancora l’installazione di una nuova Risonanza Magnetica da 3 Tesla non ancora attiva ma per cui sono in corso le procedure necessarie per l’attivazione.
La terapia intensiva del Piano Arcuri a Cuneo è chiusa
09 marzo 2023
Cuneo
Cuneo - La nuova terapia intesiva con quindici letti legata alla Rianimazione dell’Ospedale Santa Croce è vuota e mai entrata in funzione. Eppure il taglio del nastro con conferenza stampa alla presenza dei vertici regionali e dei parlamentari cuneesi, era avvenuto quasi un anno fa l’8 aprile del 2022. Quel giorno all’ospedale c’era una doppia inaugurazione: la Piastra Endoscopica Integrata al 5° piano del Presidio Ospedaliero Santa Croce, già in funzione dal 22 novembre 2021 e mai inaugurata causa pandemia, e la nuova Terapia Intensiva realizzata con il finanziamento del Piano Arcuri, completata lo scorso fine marzo. Ma è stato in questo caso solo un taglio del nastro. Oggi il reparto collocato nel Blocco “C” del Santa Croce in adiacenza del blocco operatorio polivalente non è in funzione, e sbirciando dalla porta d’ingresso chiusa si può vedere che è una sorta di magazzino con scatole e scatoloni, ma di medici, infermieri e pazienti non c’è nemmeno l’ombra.
Nel novembre 2020 in piena seconda ondata pandemica vengono assegnati dal Piano nazionale Arcuri, all’Azienda Ospedaliera di Cuneo i finanziamenti per 15 posti letto di Terapia Intensiva, 18 di Terapia Semintensiva e per l’adeguamento del Pronto Soccorso per un totale di 5.255.000 euro, lavori e attrezzature comprese.
Si inizia subito dalla terapia intesiva data la necessità di nuovi posti proprio nelle trasformazioni ospedalieri dovute al Covid. Quei 15 posti avrebbero dovuto aggiungersi agli attuali 25 e come detto nella presentazione dello scorso aprile dal direttore generale Elide Azzan “consentiranno di affrontare in modo più efficace il ricovero e il trattamento dei pazienti critici, intensivi e post-operati complessi a seconda delle esigenze. Risposta a quanto accaduto negli ultimi due anni di emergenza pandemica”.
La fase esecutiva durata 9 mesi è terminata a inizio febbraio 2022 con una spesa di 1.100.000 euro (circa 1.570 euro al metro quadrato). Le attrezzature sono state acquisite con il medesimo finanziamento per circa 700 mila euro.
Quei 15 letti ci sono e sono attrezzati ma sono mai entrati in funzione, “perché fortunatamente oggi non servono e potrebbero essere usati solo per le emergenze” spiega l’azienda ospedaliera attraverso le parole del primario della struttura complessa anestesia e organizzazione sale blocco operatorio polivalente, Giuseppe Coletta.
“Il nuovo reparto di terapia intensiva - continua Coletta - è stato fatto con i fondi del Piano Arcuri durante il disastro del Covid ma è rimasto un reparto prettamente strutturale, una sorta di backup da usare in caso di emergenze. Abbiamo vissuto un’esperienza terribile in ospedale dovendo tarsformare le sale operatorie in terapie intensive dall’oggi al domani, persino trasformare e chiudere dei corridoi per fare posti letto con respiratori. Se dovesse, ma speriamo davvero di no, ricapitare, oggi siamo preparati con questo nuovo reparto, che è una struttura immediatamente funzionante”.
Dunque è un reparto in più che oggi nell’ospedale dell’altipiano rimane vuoto. Se ci fosse più personale, medici e infermieri, si potrebbe aumentare l’offerta dei servizi, i cosiddetti interventi programmati un po’ in tutte le specialità, contribuendo così all’abbattimento delle liste di attesa direttamente nel pubblico senza rivolgersi al privato, e rendere operativo anche questo reparto, rimasto intonso.
“Non siamo in sofferenza - spiega il primario Coletta - riusciamo a gestire tutti i 25 posti che abbiamo a disposizione e gli altri posti di semintensiva. I dati parlano di un’occupazione media dei letti intorno al 75-78% dunque riusciamo a non essere mai in carenza, pur essendo ospedale hub di riferimento provinciale, con tutte le funzioni che dobbiamo dare al territorio per le risposte immediate, dalla chirurgia ai traumi, dalla cardiologia al post-operatorio”.
Nel Piano Arcuri non faceva parte soltanto la nuova terapia intensiva ma anche altri due progetti sempre legati all’emergenza. Ed entrambi sono pienamente operativi e sono l’innovativa terapia semintensiva che è stata inaugurata in pompa magna il 6 ottobre scorso. Dodici letti più otto di Obi (Osservazione Breve Intensiva), è pienamente funzionante e a regime pieno dal giorno dopo l’inaugurazione. I lavori al Santa Croce, al secondo piano dell’ospedale proprio sopra il pronto soccorso, erano iniziati a giugno 2021 e si sono conclusi a fine luglio 2022. L’ospedale di Cuneo è diventato così uno dei pochi in Piemonte ad avere un reparto davvero completo di intensiva, semi-intensiva, osservazione breve intensiva di 30 ore e pronto soccorso. La struttura fa capo alla medicina d’urgenza.
L’altro progetto praticamente terminato è quello dell’adeguamento strutturale e impiantistico del Pronto Soccorso dove sono state fatte aree nuove, anche specifiche per il Covid e per le emergenze epidemiche, sistemati e ridisegnati percorsi e una nuova sala ortopedica con attrezzatura specifica.
All’ospedale resta ancora l’installazione di una nuova Risonanza Magnetica da 3 Tesla non ancora attiva ma per cui sono in corso le procedure necessarie per l’attivazione.