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“Siamo circondati dalla bellezza, possiamo imparare a vederla ed amarla”

10 febbraio 2023

Cuneo

Davide Martini Davide Martini è uno stimato uomo del mondo della scuola: prima docente e oggi dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo di Busca: “Sono nato nel 1969 e sono vissuto a Vignolo fino al 2000. Oggi vivo a Busca. Ho avuto un’infanzia serena, trascorsa per la maggior parte a giocare nei boschi coi miei compagni. A casa trascorrevo molto tempo con la nonna, o a giocare coi soldatini o i Lego. Ho il ricordo piacevole delle serate in cui mio padre, uomo taciturno, mi aiutava a costruire le casette con i mattoncini colorati. I miei genitori, entrambi contadini, avevano frequentato la scuola solo fino alla terza elementare”. Le scuole? Ho frequentato la scuola a Vignolo, poi la media a Cervasca, ed infine l’Istituto per ragionieri a Cuneo. Alla primaria eravamo in 15, alla media una ventina. Ho sempre amato molto lo studio e la lettura. In casa c’erano pochissimi libri, e da adolescente trascorrevo molto tempo nella biblioteca comunale. Mi sono poi laureato in Lettere mentre lavoravo in banca. A 51 anni, ho sentito nuovamente il bisogno di studiare e mi sono dunque iscritto alla facoltà di Lingue. Cosa sognava di fare da bambino?  Da bambino non avevo grandi sogni, ma verso gli 11 anni ho iniziato a pensare al mestiere di insegnante. Mi sarebbe piaciuto frequentare il liceo, ma per i miei geni-tori era un percorso troppo impegnativo economicamente, per cui ho scelto un istituto che potesse offrire buone opportunità lavorative. Ho iniziato a lavorare a 12 anni, in estate, prima come ‘bocia’ in un’impresa edile poi nei frutteti. Il primo lavoro stabile è arrivato a 19 anni, subito dopo il diploma, in banca presso la Cassa di Risparmio di Cuneo, dove ho lavorato fino al 2001, anno in cui ho iniziato ad insegnare. La sua carriera scolastica? Ho insegnato Lettere alla Media di Venasca per due anni, poi sono passato alla scuola superiore, prima all’Agraria di Verzuolo, poi all’Itis, al Bonelli di Cuneo e al Denina di Saluzzo. Nel 2012 sono diventato dirigente scolastico. Dopo un primo anno a Bricherasio, sono stato preside a Centallo, Busca, Cervasca e di recente anche a Venasca. Ora ho anche un incarico presso l’Istituto nazionale di ricerca educativa che mi porta spesso all’estero a conoscere le scuole europee.  I giovani d’oggi come sono? Penso siano come i giovani di sempre, a volte brillanti e propositivi, altre volte introversi e menefreghisti. Sicuramente ognuno di loro è unico; difficile dunque rispondere a questa domanda. Meglio fare il professore o il preside? Ho la fortuna di aver amato sempre il mio lavoro (anche quando ero in banca, o quando raccoglievo frutta). Forse l’insegnamento mi ha permesso di avere rapporti più profondi con i ragazzi e di avere come strumenti la storia o la letteratura che amo molto, ma anche fare il preside è stimolante ed arricchente. La fatica più grande?  Scontrarsi con i propri limiti e le proprie debolezze, ed a volte, perché no, anche con la propria impreparazione dinnanzi a talune complesse situazioni.  La soddisfazione più grande? Il riconoscimento del lavoro svolto, l’apprezzamento per l’impegno. Penso siano le due cose che più mi danno la carica! La sua famiglia? Sono coniugato da 32 anni, ed ho quattro figli: Margherita, Giuseppe, Francesco e Lorenzo, che già ci ha lasciati. Lorenzo ci ha lasciati nel 2021, in modo tragico. Convivo ogni giorno con il suo ricordo, pensando al bene che gli ho voluto e che ho ricevuto da lui, e nella certezza di averlo vicino nei momenti più difficili, anche solo pensando al suo trascinante e meraviglioso sorriso, ai suoi occhi profondi ed alla sua sensibilità.   Si sente di dare un messaggio di speranza a chi attraversa momenti di difficoltà? Siamo circondati dalla bellezza, possiamo imparare a vederla ed amarla perché è lì anche per noi. Il mondo di oggi? Un po’ troppo complesso... Più semplicità, in tutti i campi, aiuterebbe di certo a vivere meglio.  In cosa crede? Non sono un uomo religioso: credo nelle persone e soprattutto reputo importante l’impegno che ognuno di noi può avere per gli altri, in tutti i sensi ed in tutti i modi possibili, con le risorse che si hanno a disposizione.  Perchè ama la montagna?  Vengo dalla montagna e da sempre l’ho frequentata con passione. La montagna è  fatica, sudore, solitudine (vado sempre da solo a camminare) ma anche silenzio, introspezione e libertà di pensiero. Per questo la amo! Mi piace pensare alle valli in positivo, con un ritorno dei giovani ed una maggior consapevolezza del valore delle valli alpine che sono uno scrigno di ricchezze culturali, naturali e soprattutto umane.  Quando si sveglia di mattina, il primo suo pensiero? Grazie del giorno che ho davanti, nonostante tutto!
Insegnante Intervista Venasca Dirigente scolastico Maurizio dematteis