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“Mi commuovo quando realizzo la grotta di Gesù Bambino, pensando ai Natali più poveri di una volta”

29 dicembre 2022

Cuneo

Domenico Cavallero Domenico Cavallero al lavoro sul Santuario di Sant’Anna di Vinadio. Domenico Cavallero è nato il 12 luglio 1940 a Bene Vagienna e vive a Bra. Dal convento dei Cappuccini, padre Oreste Fabbrone lo dipinge così: “Domenico è un uomo molto semplice, che non ama i complimenti. Un uomo pratico a cui però piace leggere e viaggiare con la moglie, quando ne hanno occasione: in compagnia degli amici, per godere delle cose semplici e belle dei viaggi, della natura, dei lavori di campagna. Lui sa conoscere e apprezzare ogni tipo di legno e sa lavorarlo nel modo giusto; come del resto è un abile potatore di piante e delle viti; apprezza i fiori per la loro bellezza. Delle casette di montagna che realizza, sa cogliere il loro stile e sa rifarle con le pietre del posto e il muschio raccolto nei luoghi giusti. Ama inoltre le costruzioni piccole fatte con un taglio geometrico e con particolari di balconi, scalette, cortili e finestre ricostruite con estrema precisione ed equilibrio. Sa apprezzare tutti i materiali (sia di legno, che di metallo che elettrici) approfittando degli attrezzi e dei macchinari del convento. Non spreca niente perché sa utilizzare tutto: una figura rara e preziosa, che apprezza tutte le cose come la gente di una volta, che non sprecava niente. Noi siamo grati di fronte a una così grande provvidenza perché dove arriva lui le cose in qualche modo si aggiustano sempre!”. Domenico, che ricordi ha dei suoi genitori? Mio padre era del 1894, ha fatto la Prima guerra mondiale negli Alpini, ogni tanto mi raccontava le tragedie che aveva vissuto. Mia madre era del 1899, ha cresciuto quattro figli (una sorella e tre fratelli, io sono il più giovane). Ho perso mio padre quando avevo 15 anni. I suoi giochi di quando era bambino? Erano poveri, bisognava inventarsi tutto: mi facevo le fionde e per giocare a palla la facevo di stracci e di camere d’aria consumate. Purtroppo eravamo in tempo di guerra, ho imparato ad andare in bici con una bicicletta da bersagliere di mio nonno! Le scuole?  Le scuole le ho fatte a Lequio Tanaro. C’erano cinque classi e nella mia eravamo in 18. Studiavo lo stretto necessario, a quei tempi si cominciava presto a lavorare! Ha conosciuto la povertà? La povertà per fortuna no, eravamo in campagna e la fame non l’abbiamo mai fatta. Cosa sognava di fare da bambino? Ho iniziato a lavorare dopo la quinta elementare, in campagna con i miei fratelli. A diciassette anni ho deciso di fare il macellaio, sono andato in Liguria per imparare il mestiere e ci sono rimasto fino a quando sono partito per il servizio militare. Ho fatto il macellaio a Bra per 44 anni: un duro lavoro, ma con tante soddisfazioni. Lei ha molti hobby: quali sono? Mi piace fare lavori di bricolage e lavorare il legno. Negli anni ho realizzato tavolini, panche, portachiavi da muro, attaccapanni… Ho anche costruito dei modellini in miniatura dei Santuari di Sant’Anna di Vinadio e di Medjugorje, o casette in pietra e legno. Il mio hobby principale ora sono i bonsai. Ho iniziato 30 anni fa e continuo ancora finché posso! È vero che è amico dei Cappuccini di Bra e collabora con loro?  Sono amico dei Cappuccini di Bra, ho conosciuto frate Luca Margaria 10 anni fa. Tutti gli anni faccio il Presepio. Per fortuna i frati hanno un laboratorio attrezzato e io faccio tanti piccoli lavoretti di cui hanno bisogno.  La sua famiglia?  La mia famiglia è composta da due figlie gemelle, una sposata ha due ragazzi di 20 e 17 anni, l’altra figlia è da sposare. Mia moglie l’ho conosciuta a Narzole, ci siamo sposati nel 1967 e si chiama Maria Giuseppina. Festeggeremo il Natale insieme. Il segreto per far durare i matrimoni? Sono l’amore, la serietà e la fiducia da ambo le parti. Da Alpino, lei cosa pensa delle guerre in corso? Penso che tutte le guerre sono una cosa tremenda, inutili e distruttive. Chi le provoca è sempre da condannare. Il mondo di oggi? Il mondo di oggi lo vedo molto difficile, specialmente per i giovani: poche prospettive e molto egoismo. E rovinato anche dalla troppa tecnologia, che (se usata male) cancella i rapporti fra le persone. Cosa è importante per lei? Alla mia età, sono importanti la salute e un po’ di serenità per la mia famiglia. La vita cosa è?  La vita è un dono meraviglioso, ringrazio i miei genitori per avermela data. E dopo la vita, c’è solo l’eternità. Papa Francesco? Mi piace tantissimo. È un piemontese come noi, una persona magnifica. Purtroppo il mondo troppo egoista non lo ascolta. Cosa pensa quando sta realizzando la grotta di Gesù Bambino? Penso che il Natale è sempre un evento speciale! Mi commuovo pensando a quando ero piccolo e al Gesù Bambino di allora: erano Natali più poveri di quelli di oggi, i doni erano quattro caramelle e due mandarini, ma eravamo più felici.
Bra Intervista Domenico Cavallero