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Il Parco naturale Alpi Marittime diventerà nazionale?

07 dicembre 2022

Cuneo

parco naturale alpi marittime Cuneo - Il Parco Naturale Alpi Marittime vuole diventare nazionale. Basta un emendamento alla Finanziaria e il salto da parco regionale a parco nazionale sarebbe fatto. Ma la trasformazione non si fermerebbe lì e il passaggio sarebbe quello di parco internazionale. Perché di fatto, quello delle Alpi Marittime con il confinante francese Parc National du Mercantour, è già un parco tranfrontaliero, il primo Parco internazionale di terra in tutta Europa. La richiesta di diventare parco nazionale è latente da anni e ritorna spesso. Ma intanto negli ultimi mesi la comunità del parco (17 sindaci di Aisone, Benevagienna, Briga Alta, Camerana, Chiusa Pesio, Entracque, Frabosa Soprana, Mondovì, Montezemolo, Morozzo, Ormea, Roaschia, Rocca de Baldi, Saliceto, Valdieri, Villar San Costanzo, Vernante; le unioni montane di Alpi del Mare, Alpi Marittime, Valle Stura, Mondolè, Alta Val Tanaro, Valle Maira, Mongia-Cevetta, Alta Langa, e la Provincia) hanno votato all’unanimità la trasformazione a Parco nazionale. E sembra che anche la Regione sia oggi d’accordo, anche perché risparmierebbe almeno due milioni di euro all’anno. Ma oggi a fare la differenza e spingere verso quella direzione sono tre evidenze: la prima le difficoltà dei conti regionali che preoccupano gli enti gestori alle prese con spese sempre più alte dovute a siccità e rincari energetici; la seconda è l’occasione del Pnrr che mette a disposizioni tante risorse ma solo per i parchi nazionali; la terza è la turnazione italiana del Gect, il Gruppo europeo di cooperazione territoriale la cui presidenza per i prossimi tre anni ritornerà nella mani del Parco di Entracque e Valdieri. Il Gect è una struttura giuridica transfrontaliera prevista da un regolamento europeo per favorire la gestione dei fondi strutturali e progetti di cooperazione, tra Alpi Marittime e Mercantour è attivo dal 2013, ha sede a Tenda, è stato riforzato nell’incontro bilaterale tra Macron, Mattarella e Draghi pochi mesi fa, e fa in modo che i due territori collaborino ampiamente da anni (anche per la candidatura a Patrimonio Mondiale Unesco del territorio delle Alpi del Mediterraneo). “È il momento di fare il salto - risponde il presidente del Parco, Piermario Giordano, che nei prossimi mesi assumerà la presidenza del Gect - perché sarebbe fondamentale per il nostro territorio con ricadute economiche di primaria importanza e anche per il passaggio a primo parco internazionale. Con il Mercantour collaboriamo da 30 anni ma con la disparità di essere un parco regionale e un parco nazionale a confronto. E ci perdiamo sempre. A questo punto il nostro è un appello ai parlamentari del territorio perché intervengano sulla Finanziaria. Meglio essere gli ultimi della serie A che i primi della serie B”. Oggi l’Ente di gestione Aree Protette Alpi Marittime è la più grande area protetta del Piemonte, raccoglie in uno due parchi (Alpi Marittime della valle Gesso e Marguareis di Chiusa Pesio e ben otto riserve sparse per la provincia, dalla riserva Crava-Morozzo alle sorgenti del Belbo, dai Ciciu del Villar a Benevagienna fino alle grotte di Bossea). Conta 57 dipendenti, ha in corso, dopo anni di stop, un concorso per cinque guardiaparco, ha un bilancio di 10 milioni di euro, e un’area enorme e differenziata da gestire. La trasformazione a parco nazionale comporterebbe cambiamenti non tanto nell’operatività ma sicuramente nelle opportunità: più fondi a disposizione, più filoni di finanziamenti, il passaggio dei dipendenti da Regione a Stato. Comporterebbe probabilmente altre richieste, la prima di tutte l’allargamento del parco per continuità territoriale anche alla valle Stura, un altro dei progetti rimasti nel cassetto da tanti anni. E forse potrebbe anche delinearsi una prospettiva diversa per lo stesso parco attuale: da un lato il parco nazionale (Gesso, Stura e parte della Vermenagna) e dall’altra il ritorno di un parco regionale autonomo, quello de Marguareis di Chiusa Pesio con il mantenimento delle cinque riserve naturali più lontane dal territorio montano.
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