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12 luglio 2026

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Più anziani, meno giovani e più famiglie senza figli, ecco la Cuneo del 2040

04 dicembre 2022

Cuneo

Cuneo - Entro il 2050 un cittadino su tre avrà più di 65 anni. È questo il quadro che emerge dalla ricerca nazionale elaborata dalla professoressa Ilaria Madama dell’Università degli Studi di Milano per conto del Consorzio Socio Assistenziale del Cuneese e presentata martedì 29 novembre in Provincia in occasione della lancio del progetto “Cuneo 2040”. Le previsioni socio-demografiche, basate su dati Istat, tracciano un quadro chiaro. Nei prossimi 30 anni la quota di popolazione più anziana aumenterà progressivamente a scapito di quella più giovane (trend già in atto). Si stima che nel 2050 in Italia ci saranno quasi mezzo milione di centenari, con metà della popolazione sopra i 65 anni. Un dato su cui riflettere se si tiene in considerazione che negli anni ‘60 gli over 65 erano poco più del 10%. Parallelamente per gli anziani andrà contraendosi anche il numero medio di parenti stretti (figli e nipoti), situazione che avrà inevitabilmente effetti sulla capacità di cura e assistenza delle famiglie con un conseguente aumento di pressione sulle comunità di riferimento che dovranno trovare nuove risposte per far fronte ai bisogni della popolazione che invecchia. I dati riferiti alla provincia di Cuneo confermano questa tendenza. Secondo l’analisi del contesto territoriale presentata da Elisabetta Cibinel, ricercatrice del Laboratorio di Secondo Welfare, nel Cuneese si prevede per il prossimo futuro una crescita significativa della popolazione anziana, mentre resterà stabile la fascia 0-14 anni. Oggi i residenti nel territorio del Consorzio socio-assistenziale del Cuneese sono poco più di 160.000, il 16% sono minorenni, il 60% adulti (19-64 anni), gli anziani sono poco meno di un quarto. Che cosa ci aspetta per il futuro? Sicuramente un decremento della popolazione residente, che a livello provinciale in parte è già iniziato, nel giro di neanche 10 anni la popolazione si ridurrà del 4% e si allungherà l’aspettativa di vita sia per gli uomini che per le donne. Infatti, nonostante la provincia sia più giovane rispetto al dato nazionale, anche in Granda l’età media nei prossimi anni si alzerà progressivamente e gli over 65, secondo le previsioni, arriveranno nel 2040 a essere il 33% della popolazione. Un aspetto positivo, ma che non racconta in quali condizioni di salute arriveranno queste persone. Stabile o in leggera diminuzione invece la popolazione giovane (0-14 anni) e quella attiva, cioè quella che lavora e versa i contributi per pagare le pensioni e con le imposte sostiene il sistema dei servizi. A cambiare sarà anche la conformazione delle famiglie, tra vent’anni le coppie senza figli supereranno abbondantemente quelle con almeno un figlio (22,6% contro 14,2%). Dati su cui si rifletterà dettagliatamente nei sei tavoli tematici del progetto Cuneo 2040, per elaborare spunti utili a non farsi trovare impreparati di fronte ai nuovi bisogni che emergeranno prepotentemente tra 20 anni.  
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