cuneo

Il nuovo ospedale Santa Croce, 805 letti a Confreria

01 dicembre 2022

Cuneo

Nuovo ospedale Carle a Confreria Cuneo - Entro fine gennaio 2023 l’analisi delle tre possibilità di finanziamento e progettazione del nuovo ospedale di Cuneo sarà conclusa. In quel momento si capirà quale sarà il progetto più vantaggioso: se  il finanziamento tutto pubblico, che però non c’è, se quello dell’Inail di 310 milioni garantiti, o quello del privato del Ppp, il partenariato pubblico privato fatto dalla Inc spa della famiglia narzolese di Matterino Dogliani. Ed entro 9 anni il nuovo ospedale sarà funzionante. Dalla stessa proposta del privato arrivano le prime suggestioni anche edilizie del progetto che sono quelle che l’assessore alla sanità Luigi Genesio Icardi ha presentato mercoledì al Centro Incontri della Provincia e che laguida.it ha pubblicato per prima. Un grande nuovo ospedale nell’area del Carle di Confreria dove si conserverà e recupererà l’area monumentale degli anni Trenta, vincolata dalla Soprintendenza, mentre tutte le altre strutture aggiuntesi nei vari decenni saranno demolite e ricostruite ex novo, con a fianco due grandi aree parcheggio, una che quasi lambisce la grande rotonda di uscita dal ponte dell’Est-Ovest. Un nuovo ospedale da 805 posti letto (653 di ricovero ordinario, 43 di ricovero diurno e 109 letti tecnici) per 112.500 mq di superficie lorda, quasi tutta già di proprietà dell’azienda pubblica. Quello che è avvenuto a Cuneo mercoledì 30 novembre è un ulteriore passo verso il nuovo ospedale con una firma, di un protocollo di intenti sul nuovo ospedale (che riportiamo di sotto, ndr). A presentare il lavoro fatto finora e soprattutto l’iter che dovrebbe portare al nuovo progetto l’assessore Icardi, con il presidente Alberto Cirio in collegamento da Bruxelles, il direttore generale del Santa Croce Elide Azzan, Roberta Zanaboni della Paragon la società di advisor che ha vinto il bando di analisi delle proposte e la Giovanna Perino dell’Ires Piemonte. “Abbiamo ospedali vecchi in Piemonte - ha ribadito Icardi - per cui  abbiamo pensato a un Piano Marshall con otto nuovi ospedali più la Città della Salute di Torino e Novara. A Cuneo abbiamo soldi Inail che ha messo a disposizione del Piemonte il 41% dei suoi fondi nazionali, abbiamo l’area e ora anche una proposta di un privato. Dobbiamo valutare quale sia la migliore e per l’estate arrivare alla prima gara. E sarà un ospedale che rimane pubblico”. “Siamo alla firma del protocollo d’intenti - dice Cirio da Bruxelles - è una forma semplificata della conferenza dei servizi ma è fatto per allargare la platea dei portatori di interesse che possono seguire il progetto dell’ospedale più importante dell quadrante. C’è una proposta privata seria che abbiamo il dovere di analizzare non solo per legge ma anche per opportunità, se ci farà risparmiare e fare più fretta”. Ma che cosa sta avvenendo in questo momento? L’azienda ospedaliera sta lavorando su più fronti: ha istituito un gruppo di lavoro aziendale di analisi del processo specifico clinico gestionale del futuro nuovo ospedale facendosi aiutare da un partner pubblico convenzionato, l’Ausl Romagna. Con l’Advisor, la Paragon Business prosegue il lavoro di comparazione di tre diverse ipotesi di iter per la costruzione del nuovo ospedale “Stiamo lavorando - spiega Elide Azzan - per arrivare  a un unico grande ospedale che risolverà criticità di gestione e costi che comportano due sedi con servizi raddoppiati. Abbiamo fissato alcune priorità inderogabili: mantenere l’attività durante la demolizione e il rifacimento del Carle (213 posti letti in 8 reparti, ambulatori, radiologia, dialisi, oncologia, farmacia); realizzare adeguati spazi per l’area direzionale e tecnico amministrativa per riunire tutte le funzioni in unica sede lasciando gli uffici di via Monte Zovetto e quelli che costano 226 mila euro l’anno di affitto in corso Brunet; e definire la futura destinazione dell’attuale Santa Croce”. L’Advisor Paragon sta analizzando e comparando le varie proposte per arrivare a fine gennaio alla valutazione il cosiddetto PSC (Public Sector Comparator), che è il documento finale che indicherà quale sia il progetto più conveniente. Sul tavolo l’ipotesi fondi statali ex articolo 20 che non bastano per un nuovo ospedale (dunque esclusi in partenza), il progetto Inaul da 310 milioni più aumenti dovuti ai maggiori costi delle materie prime (si parla di almeno 100 milioni) e poi il Ppp che ha bisogno di una partecipazione pubblica, che sono i 140 milioni che il Piemonte ha già per Cuneo sull’ex articolo 20, più i terreni di Confreria dove sorgerà il nuovo ospedale. “A fine gennaio con il Psc - spiega la Zanaboni - il committente cioè Aso Santa Croce e Regione avranno in mano lo strumento per scegliere quale sarà l’iter da seguire in base a quale sarà il progetto più conveniente. Se sarà l’Inail si farà come per tutti gli appalti pubblici e a procedere sarà l’Inail che dovrà mettere in gara la progettazione, poi tutto l’iter dal preliminare al definitivo alla gara passando per l’acquisto dell’area e il rimborso alla Regione del progetto iniziale. Se sarà il privato si passerà alla valutazione della fattibilità del progetto e dichiarazione di pubblico interesse e poi da proponente si passerà al promotore e poi al concessionario che costruirà e gestirà manutenzioni e alcuni servizi, che potrebbero essere soggetti diversi, come prevede la legge”. “Serve nel periodo che va dal documento del Psc di fine gennaio al progetto preliminare un tempo di confronto e una vera e propria Conferenza dei Servizi per un’opera fondamentale per Cuneo e per la provincia”, chiede la sindaca di Cuneo Patrizia Manassero, e l’osservazione viene colta e approvata dallo stesso Icardi che fissa un nuovo appuntamento per metà febbraio. Il cronoprogramma forse ora è più chiaro: gennaio 2023 il Psc, altri sei mesi per l’analisi dei passaggi burocratici e se non sarà l’estate, come vorrebbe la Regione, per la prima gara, potrebbe essere la fine del 2023. Se, come ha lasciato intendere buona parte della presentazione cuneese, la scelta cadrà sul privato, se tutto proseguirà secondo l’iter previsto forse non si dovranno attendere neppure i nove anni da questo fine 2022 per vedere il nuovo ospedale, visto che il privato avrà tutto l’interesse ad accorciare tempi di costruzione, (si parla di circa sei anni) e di conseguenza l’inizio della gestione, che significa incassare i soldi della convenzione di gestione dell’immobile, rientrando dell’investimento fatto.  
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