paesi

Offrire servizi per permettere agli anziani di stare bene a casa loro

20 novembre 2022

Cuneo

Bernezzo - “Nel prossimo futuro sarà indispensabile dare sempre di più la possibilità agli anziani di rimanere a casa, i costi delle strutture sono sempre più alti e le pensioni sempre più basse. Il futuro non è più solo la casa di riposo, che deve esserci perché ci sono situazioni ingestibili in altro modo, ma è offrire servizi per permettere alle persone di stare bene a casa loro”. Patrizia Bernardi lavora come Oss alla casa di riposo Don Dalmazzo di Bernezzo da 24 anni, un vulcano di energia e di entusiasmo che ti trascina. E’ l’esempio concreto che quando si ama il proprio lavoro e lo si fa con il sorriso e con la voglia di mettersi in gioco, tutto diventa possibile. Nel 2008, grazie al sostegno della Fondazione Crc, la Don Dalmazzo ha avviato il progetto “Veniamo a trovarvi”, prima iniziativa di assistenza domiciliare agli anziani. Patrizia era l’operatore itinerante (così veniva chiamato) che si è occupato delle visite sul territorio. “Era una novità assoluta, nessuno aveva mai promosso questo tipo di intervento, me l’hanno proposto e ho subito accettato - racconta -. Sono partita con l’elenco degli ultrasettantenni fornito dal Comune e sono andata di casa in casa. Mi presentavo dicendo ‘Lavoro alla casa di riposo, ma non voglio portarvi lì, sono qui per cercare di darvi tutti i servizi per farvi stare bene a casa vostra’. Davo loro il mio numero e sapevano di potermi contattare se avessero avuto bisogno”. Un’iniziativa avviata in forma sperimentale che ha avuto un grande successo ed è continuata negli anni, sviluppandosi in altri progetti. “Cerchiamo di offrire tutti i servizi possibili a domicilio - spiega Patrizia -. C’è chi ha bisogno di un pasto caldo, chi di compagnia, chi di aiuto a fare il bagno, altri hanno bisogno di farmaci o di supporto nel compilare le pratiche burocratiche. Ci è successo di incontrare anziani che si avvicinavano alla casa di riposo senza averne in realtà bisogno, li abbiamo aiutati a continuare ad essere autonomi ma fornendogli nel contempo il supporto di cui avevano bisogno. Queste sono le cose che ti ripagano di tutto il lavoro fatto e che ci hanno fatto capire che questa è la strada giusta”. Il valore aggiunto è la rete capillare che si è creata intorno all’anziano, famigliari, vicini di casa, volontari, farmacisti e amministrazioni che hanno supportato e sostenuto l’iniziativa. “Dopo di noi sono partite diverse iniziative simili, poche però sono sopravvissute - continua -, è un lavoro impegnativo, serve flessibilità e disponibilità”. Purtroppo durante il Covid  il servizio è stato sospeso, ma i contatti sono continuati via telefono così come è continuata la consegna dei pasti a domicilio grazie ai volontari della Protezione Civile. A fianco dei progetti di assistenza domiciliare sono nati il servizio di assistenza diurna e uno sportello che offre assistenza e informazioni ai famigliari che hanno bisogno di aiuto per orientarsi nelle pratiche burocratiche, ad esempio per le richieste da avanzare all’Asl per avere pannoloni, letti, carrozzine. “La casa di riposo deve essere un centro di servizi - ribadisce -. E’ necessario credere fortemente nell’idea di aprire le case di riposo all’esterno, puntare sempre di più sulla domiciliarità. Allo stesso serve però anche semplificare e snellire un po’ le procedure, perchè senza una buona rete di volontari tante iniziative non sarebbe possibile farle”. Il mondo dell’assistenza agli anziani sta vivendo un momento di grande difficoltà, tra aumento delle rette, mancanza di personale e carenza di posti. Il futuro non sembra roseo. “E’ necessario fare dei ragionamenti seri, ci sono tanti bei sogni da realizzare, ci sarebbe da fare tanto - dice sorridendo -, ma bisogna avere alle spalle delle strutture aperte che si mettono in gioco. La cosa più bella è sentirsi dire ‘Mi avete proprio aiutato’, perchè la solitudine è la più brutta malattia e non c’è terapia. La generazione dell’anziano di adesso ha ancora tanto da dare e raccontare, dobbiamo saper dare loro di più. Bisogna lavorare bene oggi per il nostro futuro”.
Bernezzo Cura Anziani Assistenza Casa di Riposo Sociale Terza età Coro Milanollo patrizia Bernardi casa don Dalmazzo