Christian Victorien, classe 1976, nato in Francia e dal 2008 residente in Valle Varaita, l’uomo innamorato della Natura, è nato a Gouvieux, un paesino vicino a Chantilly in Francia il 15 ottobre 1976: “Ho studiato in Francia ed ho iniziato a lavorare là. Nel 2008 ho deciso di abbandonare la vita frenetica parigina. È stato un cambio di vita quasi a 360 gradi! Sono residente a Frassino da quel momento. Qui ci sono le mie radici, anche se ci sono sempre meno servizi... Ma non c’è paragone tra l’aprire la finestra e vedere il monte Birrone, o vedere asfalto ovunque!”.
I suoi genitori?
Mia madre è nata a Frassino a borgata Saretto. Mio padre è nato in Francia. ma è di origini frassinesi.
I suoi giochi da bambino?
Ho giocato come tutti i bambini dell’epoca a calcio, bici, nascondino, con le macchinine, giochi di costruzione o comunque giochi all’esterno poi un po’ più grande giocavo anche a carte, calcio balilla... Non c’erano né il cellulare né i videogiochi a casa!
Le scuole?
Ho fatto tutte le scuole in Francia e anche un po’ di università. Abitando nella periferia parigina, eravamo sempre abbastanza numerosi nelle classi, circa una trentina di alunni. Dire che mi piaceva studiare, è una parola grossa. Avevo un paio di commenti ricorrenti nelle mie pagelle: “L’ alunno studia il minimo indispensabile” .
Cosa sognava di fare da ragazzo?
Ero più incline verso tutto quello che riguardava la Natura in generale, ma niente di ben definito. I miei primi lavori sono stati quando avevo 16 anni, come occupazioni estive. Poi all’età di 19 anni quando andavo all’università lavoravo part-time in una grande catena francese di garden. Ci sono rimasto anche dopo non aver finito l’università a tempo pieno, in totale per 7 anni. Poi ho lavorato in una piccola catena parigina di alimentari biologici per 6 anni.
L’amore per le api come è nato?
Beh, è più amore per il regno animale in generale più che per un animale solo! Ho iniziato a tenerle per hobby... poi è diventato il mio lavoro. Con le api non c’è routine: ogni anno è diverso, ogni arnia è diversa. Sono affascinato a vederle sfrecciare in aria per andare raccogliere nettare e polline instancabilmente nonostante le avversità del clima. Sono affascinato di come possano segnare il tempo, e mi spiego: mi è capitato di essere nell’apiario a lavorare, bel sole, poi d’un colpo le api hanno rallentato ad uscire delle proprie arnie per smettere del tutto. 10 minuti dopo diluviava ed io sono tornato a casa fradicio. Ora le ‘ascolto’ senza farmi domande.
Che rapporto ha con questi animali?
In un’arnia c’è un piccolo mondo a sé, ed ogni arnia è diversa, si può quasi dire che hanno personalità diverse. È un microcosmo molto particolare e affascinante. Certo la mia attività ha uno scopo commerciale, ma non a tutti i costi. Io me ne devo prendere cura per ottenere dei buoni risultati, e lo faccio con passione e amore.
Quali mieli produce a Frassino?
La produzione di miele dipende molto dal clima, non solo dal tempo al momento delle fioriture, ma anche che tempo fa d’ inverno. Se va tutto bene, le api riescono a produrre cinque tipi di miele diversi. In ordine di fioritura troviamo il ciliegio, millefiori, tiglio, castagno e infine castagno e tiglio.
I cambiamenti del clima in atto in che modo incidono?
Il clima incide molto sulla vita e la produttività delle api. Non ci sono più stagioni marcate come una volta dove in inverno faceva freddo e nevicava, una primavera più o meno piovosa ma con temperature che andavano ad aumentare … Ad esempio quest’anno non ha fatto freddo d’inverno, o comunque poco. Le api escono con 10 o 12 gradi di temperatura per cercare le fioriture: ma a dicembre non c’è nulla! Così le api si logorano al lavoro per niente. La siccità ha fatto che anche se i fiori ci fossero, producevano poco nettare e dunque poco miele. Il clima incide direttamente sul ciclo di vita delle api.
La fatica più grande?
Il lavoro più pesante sicuramente è mettere e togliere i melari, la fatica più grande è farli riempire. Dipende dal mio operato e ancora di più dal tempo. Un vecchio apicoltore mi disse anni fa: “Per fare il miele, ci va l’afa’.
La soddisfazione più grande?
Sentirsi dire: ‘Il tuo miele mi ricorda il miele che faceva mio nonno’. Sentirsi dire che il prodotto è buono, ricorda sapori veri, certo magari non uguali da un anno all’altro appunto perché dipende dal territorio, dal clima e dalle fioriture stesse, e questo non ha un valore più grande.
C’è spazio per i giovani in Valle Varaita?
Lo spazio c’è, ma credo che servano servizi adeguati ad invogliare i giovani a venire in montagna: e non parlo di incentivi solamente economici diretti. Se uno viene a vivere in montagna, ci vuole sicuramente il lavoro in zona. La montagna è bella, ma anche non facile da vivere tutti i giorni. La si deve assecondare e non domare.
Una sua giornata tipo?
Non c’è una giornata uguale all’altra durante l’anno perché dipende dai fattori climatici. Posso passare giorni interi a controllare lo stato di salute delle arnie visitandole favo per favo: scorte, covata della regina, produzione in corso. Posso passare giorni e serate a smielare, oppure semplicemente osservare da fuori il volo delle api. Si impara molto a vivere con il ritmo delle api e della natura!
Il mondo di oggi?
Complicato! E sembra che lo sarà sempre di più.
Cosa è importante per lei?
Il tempo di vivere, approfittare e godersi le piccole cose della vita. Un’amica di università mi ha detto un giorno: ‘Quando guardi le cose, guardale con gli occhi di un bambino. Ti meraviglierai sempre!’. Spero di farlo ancora e per sempre.
Quando si sveglia di mattina, il primo suo pensiero?
Che tempo fa oggi?
paesi
Christian Victorien, classe 1976, nato in Francia e dal 2008 residente in Valle Varaita, l’uomo innamorato della Natura, è nato a Gouvieux, un paesino vicino a Chantilly in Francia il 15 ottobre 1976: “Ho studiato in Francia ed ho iniziato a lavorare là. Nel 2008 ho deciso di abbandonare la vita frenetica parigina. È stato un cambio di vita quasi a 360 gradi! Sono residente a Frassino da quel momento. Qui ci sono le mie radici, anche se ci sono sempre meno servizi... Ma non c’è paragone tra l’aprire la finestra e vedere il monte Birrone, o vedere asfalto ovunque!”.
I suoi genitori?
Mia madre è nata a Frassino a borgata Saretto. Mio padre è nato in Francia. ma è di origini frassinesi.
I suoi giochi da bambino?
Ho giocato come tutti i bambini dell’epoca a calcio, bici, nascondino, con le macchinine, giochi di costruzione o comunque giochi all’esterno poi un po’ più grande giocavo anche a carte, calcio balilla... Non c’erano né il cellulare né i videogiochi a casa!
Le scuole?
Ho fatto tutte le scuole in Francia e anche un po’ di università. Abitando nella periferia parigina, eravamo sempre abbastanza numerosi nelle classi, circa una trentina di alunni. Dire che mi piaceva studiare, è una parola grossa. Avevo un paio di commenti ricorrenti nelle mie pagelle: “L’ alunno studia il minimo indispensabile” .
Cosa sognava di fare da ragazzo?
Ero più incline verso tutto quello che riguardava la Natura in generale, ma niente di ben definito. I miei primi lavori sono stati quando avevo 16 anni, come occupazioni estive. Poi all’età di 19 anni quando andavo all’università lavoravo part-time in una grande catena francese di garden. Ci sono rimasto anche dopo non aver finito l’università a tempo pieno, in totale per 7 anni. Poi ho lavorato in una piccola catena parigina di alimentari biologici per 6 anni.
L’amore per le api come è nato?
Beh, è più amore per il regno animale in generale più che per un animale solo! Ho iniziato a tenerle per hobby... poi è diventato il mio lavoro. Con le api non c’è routine: ogni anno è diverso, ogni arnia è diversa. Sono affascinato a vederle sfrecciare in aria per andare raccogliere nettare e polline instancabilmente nonostante le avversità del clima. Sono affascinato di come possano segnare il tempo, e mi spiego: mi è capitato di essere nell’apiario a lavorare, bel sole, poi d’un colpo le api hanno rallentato ad uscire delle proprie arnie per smettere del tutto. 10 minuti dopo diluviava ed io sono tornato a casa fradicio. Ora le ‘ascolto’ senza farmi domande.
Che rapporto ha con questi animali?
In un’arnia c’è un piccolo mondo a sé, ed ogni arnia è diversa, si può quasi dire che hanno personalità diverse. È un microcosmo molto particolare e affascinante. Certo la mia attività ha uno scopo commerciale, ma non a tutti i costi. Io me ne devo prendere cura per ottenere dei buoni risultati, e lo faccio con passione e amore.
Quali mieli produce a Frassino?
La produzione di miele dipende molto dal clima, non solo dal tempo al momento delle fioriture, ma anche che tempo fa d’ inverno. Se va tutto bene, le api riescono a produrre cinque tipi di miele diversi. In ordine di fioritura troviamo il ciliegio, millefiori, tiglio, castagno e infine castagno e tiglio.
I cambiamenti del clima in atto in che modo incidono?
Il clima incide molto sulla vita e la produttività delle api. Non ci sono più stagioni marcate come una volta dove in inverno faceva freddo e nevicava, una primavera più o meno piovosa ma con temperature che andavano ad aumentare … Ad esempio quest’anno non ha fatto freddo d’inverno, o comunque poco. Le api escono con 10 o 12 gradi di temperatura per cercare le fioriture: ma a dicembre non c’è nulla! Così le api si logorano al lavoro per niente. La siccità ha fatto che anche se i fiori ci fossero, producevano poco nettare e dunque poco miele. Il clima incide direttamente sul ciclo di vita delle api.
La fatica più grande?
Il lavoro più pesante sicuramente è mettere e togliere i melari, la fatica più grande è farli riempire. Dipende dal mio operato e ancora di più dal tempo. Un vecchio apicoltore mi disse anni fa: “Per fare il miele, ci va l’afa’.
La soddisfazione più grande?
Sentirsi dire: ‘Il tuo miele mi ricorda il miele che faceva mio nonno’. Sentirsi dire che il prodotto è buono, ricorda sapori veri, certo magari non uguali da un anno all’altro appunto perché dipende dal territorio, dal clima e dalle fioriture stesse, e questo non ha un valore più grande.
C’è spazio per i giovani in Valle Varaita?
Lo spazio c’è, ma credo che servano servizi adeguati ad invogliare i giovani a venire in montagna: e non parlo di incentivi solamente economici diretti. Se uno viene a vivere in montagna, ci vuole sicuramente il lavoro in zona. La montagna è bella, ma anche non facile da vivere tutti i giorni. La si deve assecondare e non domare.
Una sua giornata tipo?
Non c’è una giornata uguale all’altra durante l’anno perché dipende dai fattori climatici. Posso passare giorni interi a controllare lo stato di salute delle arnie visitandole favo per favo: scorte, covata della regina, produzione in corso. Posso passare giorni e serate a smielare, oppure semplicemente osservare da fuori il volo delle api. Si impara molto a vivere con il ritmo delle api e della natura!
Il mondo di oggi?
Complicato! E sembra che lo sarà sempre di più.
Cosa è importante per lei?
Il tempo di vivere, approfittare e godersi le piccole cose della vita. Un’amica di università mi ha detto un giorno: ‘Quando guardi le cose, guardale con gli occhi di un bambino. Ti meraviglierai sempre!’. Spero di farlo ancora e per sempre.
Quando si sveglia di mattina, il primo suo pensiero?
Che tempo fa oggi?
Dalla vita frenetica parigina al magico mondo delle api
05 novembre 2022
Cuneo
Christian Victorien, classe 1976, nato in Francia e dal 2008 residente in Valle Varaita, l’uomo innamorato della Natura, è nato a Gouvieux, un paesino vicino a Chantilly in Francia il 15 ottobre 1976: “Ho studiato in Francia ed ho iniziato a lavorare là. Nel 2008 ho deciso di abbandonare la vita frenetica parigina. È stato un cambio di vita quasi a 360 gradi! Sono residente a Frassino da quel momento. Qui ci sono le mie radici, anche se ci sono sempre meno servizi... Ma non c’è paragone tra l’aprire la finestra e vedere il monte Birrone, o vedere asfalto ovunque!”.
I suoi genitori?
Mia madre è nata a Frassino a borgata Saretto. Mio padre è nato in Francia. ma è di origini frassinesi.
I suoi giochi da bambino?
Ho giocato come tutti i bambini dell’epoca a calcio, bici, nascondino, con le macchinine, giochi di costruzione o comunque giochi all’esterno poi un po’ più grande giocavo anche a carte, calcio balilla... Non c’erano né il cellulare né i videogiochi a casa!
Le scuole?
Ho fatto tutte le scuole in Francia e anche un po’ di università. Abitando nella periferia parigina, eravamo sempre abbastanza numerosi nelle classi, circa una trentina di alunni. Dire che mi piaceva studiare, è una parola grossa. Avevo un paio di commenti ricorrenti nelle mie pagelle: “L’ alunno studia il minimo indispensabile” .
Cosa sognava di fare da ragazzo?
Ero più incline verso tutto quello che riguardava la Natura in generale, ma niente di ben definito. I miei primi lavori sono stati quando avevo 16 anni, come occupazioni estive. Poi all’età di 19 anni quando andavo all’università lavoravo part-time in una grande catena francese di garden. Ci sono rimasto anche dopo non aver finito l’università a tempo pieno, in totale per 7 anni. Poi ho lavorato in una piccola catena parigina di alimentari biologici per 6 anni.
L’amore per le api come è nato?
Beh, è più amore per il regno animale in generale più che per un animale solo! Ho iniziato a tenerle per hobby... poi è diventato il mio lavoro. Con le api non c’è routine: ogni anno è diverso, ogni arnia è diversa. Sono affascinato a vederle sfrecciare in aria per andare raccogliere nettare e polline instancabilmente nonostante le avversità del clima. Sono affascinato di come possano segnare il tempo, e mi spiego: mi è capitato di essere nell’apiario a lavorare, bel sole, poi d’un colpo le api hanno rallentato ad uscire delle proprie arnie per smettere del tutto. 10 minuti dopo diluviava ed io sono tornato a casa fradicio. Ora le ‘ascolto’ senza farmi domande.
Che rapporto ha con questi animali?
In un’arnia c’è un piccolo mondo a sé, ed ogni arnia è diversa, si può quasi dire che hanno personalità diverse. È un microcosmo molto particolare e affascinante. Certo la mia attività ha uno scopo commerciale, ma non a tutti i costi. Io me ne devo prendere cura per ottenere dei buoni risultati, e lo faccio con passione e amore.
Quali mieli produce a Frassino?
La produzione di miele dipende molto dal clima, non solo dal tempo al momento delle fioriture, ma anche che tempo fa d’ inverno. Se va tutto bene, le api riescono a produrre cinque tipi di miele diversi. In ordine di fioritura troviamo il ciliegio, millefiori, tiglio, castagno e infine castagno e tiglio.
I cambiamenti del clima in atto in che modo incidono?
Il clima incide molto sulla vita e la produttività delle api. Non ci sono più stagioni marcate come una volta dove in inverno faceva freddo e nevicava, una primavera più o meno piovosa ma con temperature che andavano ad aumentare … Ad esempio quest’anno non ha fatto freddo d’inverno, o comunque poco. Le api escono con 10 o 12 gradi di temperatura per cercare le fioriture: ma a dicembre non c’è nulla! Così le api si logorano al lavoro per niente. La siccità ha fatto che anche se i fiori ci fossero, producevano poco nettare e dunque poco miele. Il clima incide direttamente sul ciclo di vita delle api.
La fatica più grande?
Il lavoro più pesante sicuramente è mettere e togliere i melari, la fatica più grande è farli riempire. Dipende dal mio operato e ancora di più dal tempo. Un vecchio apicoltore mi disse anni fa: “Per fare il miele, ci va l’afa’.
La soddisfazione più grande?
Sentirsi dire: ‘Il tuo miele mi ricorda il miele che faceva mio nonno’. Sentirsi dire che il prodotto è buono, ricorda sapori veri, certo magari non uguali da un anno all’altro appunto perché dipende dal territorio, dal clima e dalle fioriture stesse, e questo non ha un valore più grande.
C’è spazio per i giovani in Valle Varaita?
Lo spazio c’è, ma credo che servano servizi adeguati ad invogliare i giovani a venire in montagna: e non parlo di incentivi solamente economici diretti. Se uno viene a vivere in montagna, ci vuole sicuramente il lavoro in zona. La montagna è bella, ma anche non facile da vivere tutti i giorni. La si deve assecondare e non domare.
Una sua giornata tipo?
Non c’è una giornata uguale all’altra durante l’anno perché dipende dai fattori climatici. Posso passare giorni interi a controllare lo stato di salute delle arnie visitandole favo per favo: scorte, covata della regina, produzione in corso. Posso passare giorni e serate a smielare, oppure semplicemente osservare da fuori il volo delle api. Si impara molto a vivere con il ritmo delle api e della natura!
Il mondo di oggi?
Complicato! E sembra che lo sarà sempre di più.
Cosa è importante per lei?
Il tempo di vivere, approfittare e godersi le piccole cose della vita. Un’amica di università mi ha detto un giorno: ‘Quando guardi le cose, guardale con gli occhi di un bambino. Ti meraviglierai sempre!’. Spero di farlo ancora e per sempre.
Quando si sveglia di mattina, il primo suo pensiero?
Che tempo fa oggi?