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Asti-Cuneo, solo nella primavera 2023 il lotto per Verduno

01 novembre 2022

Cuneo

autostrada Asti-Cuneo Cuneo - La Regione aveva annunciato la fine del tratto Roddi-Verduno 2.6b entro la fine del 2022. Ma non sarà così, bisognerà aspettare almeno la primavera prossima per arrivare alla conclusione della prima parte dell’ultimo lotto dell’infinita costruzione della Asti-Cuneo. E non sarà ancora la conclusione dell’opera perché all’appello mancano ancora i 4 chilometri del 2.6a, quel lotto che finisce nel famoso viadotto sospeso tra i noccioleti di Cherasco, diventato ormai una delle icone dei lavori pubblici mai conclusi del Paese. E per quell’ultimo “pezzo” mancano ancora le autorizzazioni, ovvero la Via, la valutazione di impatto ambientale del ministero dell’Ambiente, che la società Autostrada Asti-Cuneo spera, per la continuità di cantiere, arrivi prima della conclusione del lotto in costruzione. E ora confida anche in uno sguardo di attenzione del Governo con l’arrivo al ministero del piemontese Pichetto Fratin. A causare il ritardo nella conclusione del primo lotto, i cui termini di consegna per la verità dal punto di vista del cronoprogramma erano previsti a fine 2023, è stata la guerra e la fornitura dell’acciaio per il viadotto conclusivo che doveva arrivare da Mariupol. “Volevamo anticipare di un anno il primo lotto - spiega il presidente della società Autostrada Asti-Cuneo, Giovanni Quaglia - la guerra si è messa di mezzo, ma lo finiremo comunque in tempo. L’importante è il secondo lotto: stiamo aspettando l’ok ministeriale dopo aver mandato integrazioni alle richieste fatte da Roma. Se c’è continuità di cantiere staremo nei tempi prefissati, nei 30 mesi di lavoro e la conclusione dell’autostrada sarà compatibile con il cronoprogramma, ovvero entro fine 2024”. Il lotto Roddi-Verduno potrebbe dunque essere concluso entro aprile-maggio e ora da qualche mese è in parte utilizzato come pista di cantiere, con i camion di ghiaia e terra che si muovono verso la cava alle porte di Cherasco, evitando di intasare ulteriormente la viabilità ordinaria che già è quasi impraticabile. Una volta concluso quel tratto, iniziato nell’estate del 2021, con un tracciato in parte autostradale e in parte con caratteristiche di strada a scorrimento veloce a due corsie per ogni senso di marcia e senza alcuna intersezione a raso, sarà fruibile perché porta finalmente allo svincolo e al casello per l’ospedale di Verduno. Entro le stesse date la società spera di avere l’ok dal ministero per il tratto Roddi-Verduno 2.6b anche se l’iter ha bisogno di tempi: ottenuta l’autorizzazione di impatto ambientale deve essere riconvocata la Conferenza dei servizi e iniziare poi il cantiere. Le richieste del ministero non sono più tanto sul tracciato, ormai assodato che sarà quello “esterno”, con viadotti e ponti in sostituzione del lungo tunnel del precedente progetto, che segue il fiume Tanaro, ma riguardano gli scavi e le ispezioni archeologiche lungo tutto il percorso. “Il dossier è stato rispedito al ministero - spiega l’amministratore delegato di Autostrada Asti-Cuneo Bernardo Magrì - non ci resta che aspettare. Sull’acciaio che manca nel primo lotto abbiamo cambiato fornitore, mentre confermiamo che rimangono dimezzati i tempi realizzativi del nuovo lotto 2.6a una volta ottenute le autorizzazioni previste”. Il nuovo progetto dell’ultimo lotto prevede il ponte su rio Deglia, un altro ponte, un viadotto sulla provinciale 7, il ponte su canale Enel, e tre scatolari su rio San Giacomo e su strade poderali. Il costo complessivo del lotto 2.6 è di 281 milioni di euro. A mettere i soldi è la società autostrada Torino-Milano con il sistema del cross financing che anticipa i soldi andando poi a rivalersi sulla gara di concessione autostradale per la ben più remunerativa autostrada che collega i capoluoghi di Piemonte e Lombardia, che scadrà nel 2026.  E per tutte le altre opere accessorie necessarie a rendere funzionale l’ultimo tratto di autostrada Asti- Cuneo, i soldi non ci sono ancora, non sono stati inseriti nel piano finanziario e sarà uno dei compiti della Conferenza dei servizi. Ci sono i necessari 32 milioni per rendere funzionante l’autostrada, ovvero interventi importanti per la tangenziale di Alba di ammodernamento e di adeguamento funzionale. Ma poi c’è il dossier consegnato dal territorio che dovrà essere discusso, ovvero le grandi opere complementari all’autostrada che, nella lungaggine di un’opera attesa da decenni sono cadute completamente dimenticate nei vari passaggi e nei vari finanziamenti, eppure il territorio le aspetta da 30 anni almeno quanto l’autostrada stessa. Una partita da oltre 250 milioni di euro che la Provincia ha tentato di giocare mettendo in ballo anche i fondi europei del Pnrr per lo sviluppo e la coesione, tra la tangenziale di Cuneo nella versione ridimensionata, la nuova direttrice Cuneo-Saluzzo-Pinerolo e il terzo ponte di Alba.
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