cuneo

Aumenta la diffusione di cocaina e di crack in Cuneo città

28 settembre 2022

Cuneo

crack-cocaina Cuneo - “Focalizzare l’attenzione soltanto sui problemi di ordine pubblico, senza peraltro nulla togliere alla loro gravità, senza intercettare il fenomeno nascosto che poi esploderà tra qualche tempo, cogliendoci impreparati, è molto pericoloso. Si rischia di perdere anni importanti in cui qualcosa si poteva fare”. L’invito ad una lettura più articolata ed approfondita delle criticità che attanagliano alcune aree cittadine, come il quadrilatero di Cuneo Centro, giunge dal dr. Maurizio Coppola, direttore del Dipartimento per le dipendenza patologiche (Ser.D) dell’Asl Cn1, interpellato per meglio comprendere il fenomeno dello spaccio e del consumo di sostanze stupefacenti in questi spazi, da tempo sotto gli occhi dei cittadini e che i controlli effettuati dalle Forze dell’Ordine in questi mesi, anche con l’ausilio dei cani molecolari, hanno suffragato, attestando in particolare la diffusione di cocaina e di crack. “La realtà sociale in cui viviamo - premette il dr. Coppola - è complessa e l’uso di stupefacenti è soltanto un pezzo di un fenomeno più articolato nel quale chi vive condizioni di marginalità diventa facile bersaglio per il reclutamento, da parte della criminalità organizzata, di manovalanza per i propri traffici illeciti. Cocaina e sostanze peggiori trovano, dunque, terreno fertile perché a monte c’è una fragilità strutturale del contesto sociale. Non bisogna, inoltre, giustificare la violenza con il consumo di droga, associando automaticamente le due cose. L’assunzione di cocaina amplifica nell’individuo un’aggressività che in realtà è già pregressa. Detto questo, occorre precisare - continua Coppola - che da almeno un quinquennio la cocaina circola sul mercato in quantità maggiori: ne sono aumentati i sequestri a livello internazionale ed è cresciuto il numero di persone prese in carico dai servizi per il suo impiego. Inoltre, la cocaina smerciata è sempre più pura: all’80% e oltre”. A Cuneo, però, adesso circola anche il crack... Sì, anche in città è aumentata la diffusione del crack, forma alcalina della cocaina facilmente producibile, che viene assorbita dal corpo molto velocemente e che dura poco in circolo, inducendo ad un uso più frequente. L’Italia rientra nel novero dei Paesi su cui grava un’allerta europea per l’incremento della dipendenza da questa sostanza. Che cosa comporta una maggiore disponibilità di cocaina sulla piazza? Comporta che i più giovani si avvicinino ad essa più facilmente: ad oggi per i ragazzi è più semplice trovare la coca che la cannabis. Questa è una percezione che abbiamo chiaramente, anche se non ci sono ancora numeri così significativi sulla presa in carico da parte dei servizi. Parliamo di ragazzi di quale fascia di età? Molto giovani: in genere l’avvicinamento al consumo occasionale di sostanze stupefacenti per sperimentazione avviene già alle scuole medie. E che cosa implica l’incontro con una sostanza come la cocaina a quell’età? La cocaina genera danni molto più rapidamente della cannabis. Assumerla così presto è molto più pericoloso, perché più si è in fase di neurosviluppo, più si è vulnerabili alle modifiche che la sostanza induce nel meccanismo del cervello. Rischiamo di avere, nei prossimi anni, una generazione di individui che svilupperanno problemi neuropsichiatrici, comportamentali e che saranno meno brillanti dal punto di vista cognitivo di quel che avrebbero potuto essere. Inoltre, a quell’età cresce il rischio di diventare tossicodipendenti, perché si perde più facilmente il controllo del consumo. Ci sono categorie sociali più esposte? Il fenomeno è trasversale: riguarda giovani di tutte le classi sociali, senza distinzione. Le differenze possono esserci nelle modalità di approccio e nel tempo del consumo, ma la coca resta la seconda sostanza più ritrovata nei casi di intossicazione acuta che accedono al Pronto soccorso, dopo l’eroina. Un tempo, invece, al primo posto trovavamo l’alcol. La maggior parte degli infarti del miocardio nelle persone giovani sono dovuti all’uso di coca o all’associazione tra coca e alcol. Quasi sempre, poi, la cocaina viene tagliata con un vermicida, il Levamisolo, che in corpo si trasforma in un’anfetamina, per cui con una minor quantità di droga si ha il medesimo effetto e più prolungato. L’assunzione di questi preparati può, però, avere esiti gravi, come episodi psicotici, vasculiti necrotizzanti e quant’altro. Immaginare che, da giovanissimi, ci si avvicini a queste sostanze, genera preoccupazione per il futuro delle giovani generazioni. Per questo dico che focalizzarsi solo sui problemi di ordine pubblico e non intercettare il fenomeno nascosto che esploderà tra qualche anno è molto pericoloso, perché rischiamo di essere impreparati ad affrontarlo. Già oggi abbiamo un aumento esponenziale delle problematiche neuropsichiatriche infantili - dai disturbi del comportamento alimentare all’autolesionismo, dalle tendenze suicidarie alle esplosioni di violenza - , problemi che hanno radici antiche e che la pandemia ha sdoganato, ma che adesso fatichiamo a gestire, perché abbiamo un numero di posti in Sanità non tarato per questa realtà. Abbiamo un ritardo evidente rispetto al fenomeno: occorre anticipare gli eventi, avere un’idea realistica di quel che accadrà nel prossimo decennio, così da poter fare una programmazione seria. Quanti utenti ha oggi in carico il Ser.D dell’Asl Cn1? Circa 2.500, di cui meno del 3% per dipendenza da coca e crack. La maggior parte delle dipendenze riguarda alcol e oppiacei; segue la ludopatia, che con la pandemia si è ridotta considerevolmente, non sappiamo ancora perché. Un’ipotesi, non così suffragata dalle indagini statistiche, è che il gioco si sia spostato sulle piattaforme online; un’altra è il viraggio verso l’abuso di altre sostanze, come alcol o benzodiazepine, che permettono di soddisfare il medesimo bisogno, ma con un minor dispendio di denaro.   Maurizio Coppola Maurizio Coppola
Cuneo Spaccio Droga Giovani Città Consumo Cocaina Sostanze stupefacenti Diffusione Volontari dell'annunziata Volontari in turchia Volontari ospoedalieri Volontari per l'arte diocesani