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Francesco, da meccanico a produttore di formaggi a Melle

09 settembre 2022

Cuneo

Francesco Roggero con la famiglia Francesco Roggero è nato il 18 ottobre 1991: “Dal 2016, dopo una breve parentesi di quattro anni in cui abbiamo vissuto a Verzuolo, ci siamo trasferiti a Melle, dopo aver ristrutturato la vecchia casa di ‘nonno Giannu’ a borgata Chiot”.  I giochi da bambino? Ho avuto la fortuna di nascere fuori dal paese e questo fin da piccolo mi ha fatto associare il lavoro in campagna con i nonni al gioco: per me la cosa più bella fin da piccolo era l’estate e aiutare i nonni a fare il fieno era il gioco più bello che c’era! Avevo la passione per le moto e i motori e a 4 anni mio padre mi comprò un minicross, dopo qualche giorno ero capace di pulirgli il carburatore, sono sempre stato uno che sperimentava!  Le scuole? Questa passione per i motori mi ha fatto frequentare la Scuola professionale di Verzuolo, per me era come andare in oratorio: non mi pesava andare a scuola, si studiava poco ma si facevano tante ore in officina! Quando ha iniziato a lavorare?  Nel 2010 ho iniziato da mio zio Pietro, meccanico a Melle, nell’officina con soccorso stradale: pensavo di crearmi un futuro in quel campo ma nel 2017 è scattato qualcosa in me, una sorta di richiamo a casa...  Cosa le è successo? Le vacche e i trattori mi hanno sempre appassionato: e allora ho mollato tutto per dedicarmi all’azienda di mio papà, perché il mungitore storico dell’azienda era andato in pensione ed allora ho preso il suo posto. Da subito ho pensato ai miglioramenti da fare, il primo passo è stato di garantire alle vacche un alimentazione completamente locale con foraggi della valle e quindi abbiamo iniziato ad utilizzare cereali non OGM. Intanto le strutture non bastavano perchè avevamo acquistato le prime 10 ‘brune alpine’ e cosi eravamo passati da mungere 16-17 vacche a 25 animali, per cui abbiamo allargato la stalla! Ho sempre pensato che la stalla non doveva essere un peso economico, ma una risorsa ed a oggi dopo cinque anni l’obiettivo è stato raggiunto: abbiamo un ottantina di vacche (delle quali 45 in mungitura), il letame prodotto è diventato fonte di reddito, ogni azienda agricola deve trovare il proprio equilibrio per sopravvivere perchè le spese sono tante.  E poi cosa è successo? Nel 2020 dopo aver rilevato l’azienda di mio padre insieme a mia moglie Cinzia, ho iniziato a dedicarmi al caseificio e alla trasformazione del latte: io non ho fatto scuole casearie, sono autodidatta, leggo però molto e questo mi aiuta ogni giorno nel lavoro. Il primo passo importante è stato quello di ritornare al latte crudo  per dare ‘carattere’ al formaggio ed è stata la chiave per fare conoscere i nostri sapori ai clienti, perchè è vero che il latte è bianco ma al suo interno in base alle razze ed all’alimentazione trasporta milioni di batteri che conferiscono al formaggio profumi e aromi che cambiano di stagione in stagione!  Le soddisfazioni? Ad oggi vedere tutto questo mi gratifica perchè sono stati anni dove abbiamo investito molto, sia fisicamente che in termini economici:  spero che i miei figli decidano di continuare un domani nell’azienda di famiglia, sarebbe la soddisfazione più grande.  Sua moglie Cinzia è in dolce attesa… A dicembre nascerà il quarto nostro figlio, ci piacciono le famiglie numerose: abbiamo sempre coinvolto i figli nella routine giornaliera ed è stato un bell’insegnamento perchè così loro capiscono che c’è bisogno dell’aiuto di tutti, sia fuori casa che in casa. Filippo (10 anni), Camilla (8 anni) e Giovanni (4 anni) sono contenti che arriverà un fratellino!  Cosa è cambiato con la guerra in Ucraina? Ci sono delle speculazioni importanti a livello economico nel nostro settore, sicuramente anche questo crea  insegnamenti: si devono limitare gli sprechi, ad esempio noi siamo ritornati ai canovacci in stagionatura al posto della carta; a chi ci restituisce la bottiglia di latte facciamo uno sconto su quella nuova ed il reso viene lavato accuratamente e sterilizzato mediante vapore. Credo che dovremo affrontare tanti periodi difficili durante la nostra vita, ma la cosa importante è non perdere mai la passione per quello che si fa.
Verzuolo Formaggi Azienda agricola Melle Via chiappero