sanità
L’ictus, meglio mai, ma a Cuneo non nei weekend
25 agosto 2022
Cuneo
Cuneo - In provincia di Cuneo non si può prendere un ictus la sera dopo le 20 e nei fine settimana. Perché oltre al rischio insito nella malattia (un’improvvisa interruzione del flusso del sangue con danno del tessuto cerebrale o la morte di una sua porzione) c’è anche il rischio che nessuno possa intervenire immediatamente. Almeno per ora. Perché per carenze di organico la neuroradiologia dell’Ospedale Santa Croce di Cuneo non è ancora in grado di fornire la copertura completa per tutti i giorni (e le notti) del mese come il suo status di Hub prevederebbe. Cioè una copertura 24 ore su 24 e 7 giorni su 7.
A segnalare in modo molto preoccupato il problema è la segreteria regionale Anaao Assomed che è sinteticamente chiara: “Ogni sera a Cuneo (e a Alba, Savigliano e Mondovì), come tramonta il sole, e ogni weekend, come sorge il sole, un cittadino si addormenta e sa che ha una possibilità su 3 di trovare chiusa la neuroradiologia interventistica dell’Hub di Cuneo per il trattamento endovascolare dell’ictus”.
La “Rete tempo dipendente regionale ictus” prevede su delibera della Giunta regionale del 20 novembre 2020, un’organizzazione degli ospedali della Regione in centri di primo livello Spoke (Verduno, Savigliano, Mondovì per la provincia) autorizzati alla somministrazione della sola terapia endovena per tentare di riaprire vasi cerebrali chiusi in caso di ictus, e centri di secondo livello Hub, il Santa Croce e Carle di Cuneo, abilitati anche alla terapia endovascolare, la cosiddetta trombectomia ovvero riapertura “meccanica” del vaso.
In Piemonte, in base alla delibera, esistono 5 Hub (a Torino la Città della Salute e il Giovanni Bosco, e poi Novara, Alessandria e Cuneo) che dovrebbero fornire copertura continua per il trattamento avanzato dell’ictus che, come si sa, non avverte prima e non aspetta la luce del sole o i giorni feriali per presentarsi.
“Tutto questo non succede - denuncia il sindacato -, per gravi carenze di organico. La neuroradiologia dell’Ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo non è ancora in grado di fornire la copertura completa per tutti i giorni (e le notti) del mese come il suo status di “Hub” prevederebbe”.
Ma a Cuneo si sta risolvendo il problema che c’è nonostante negli ultimi due anni sia aumentata la copertura. Ancota oggi la neuroradiologia non è attiva per ben 12 notti e 3 giorni festivi al mese, obbligando gli abitanti di Cuneo, Alba, Savigliano, Mondovì e paesi limitrofi ad essere trasferiti, in caso di ictus grave, presso ospedali più distanti, sempre a Torino.
“I medici sono tre - conferma Marco Capobianco direttore della struttura complessa di neurologia del Santa Croce - e naturalmente pur dando una grande disponibilità riescono a coprire solo il 70/80 per cento dei turni. C’è un accordo con le Molinette che ci permette di indirizzare i casi là. Ma sono stati pochi, anche perché Cuneo fa un lavoro grandissimo e il secondo ospedale piemontese per procedure effettuate”.
Per Anaao Assomed è “una situazione grave perché raggiungere un Hub molto più distante significa una maggiore perdita di tempo, e il fattore tempo in queste patologie è fondamentale. E inoltre ci sono costi di trasferimento, disagio per pazienti e famigliari. Vale infatti la pena ricordare che l’ictus è una patologia cosiddetta tempo-dipendente, ovvero ogni minuto è prezioso per salvare neuroni dal danno ischemico”.
La direzione dell’ospedale si è data da fare per cercare una soluzione al problema della carenza di organico e dal 1° settembre entrerà in funzione, grazie al Decreto Calabria, uno specializzando che andrà ad aggiungersi ai tre medici in servizio.
“Da settembre avremo un nuovo specializzando che termina il suo percorso formativo a novembre - continua Capobianco - e dunque sarà formato ed entro fine anno entrerà a pieno ritmo permettendo a Cuneo di coprire tutti i turni e risolvere il problema”.
“Speriamo davvero - conclude la segreteria regionale Anaao - perché in pratica, per ora, a Cuneo, per avere un ictus non importa che sia notte o weekend. L’importante è avere la fortuna che non sia quella notte o quel weekend che sono scoperti”.