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Con la riforma parlamentari cuneesi dimezzati

28 luglio 2022

Cuneo

Cuneo - L’unica certezza già in anticipo sull’esito elettorale del dopo Draghi per le elezioni del 25 settembre è che la provincia di Cuneo sarà ancora meno rappresentata di oggi. Se oggi i parlamentari cuneesi alla Camera e al Senato, sono dieci, di cui otto eletti in provincia, dal 25 settembre i posti si dimezzeranno, e si allargheranno i collegi con conseguente minori possibilità di elezione. Alla provincia spetteranno metà degli attuali rappresentanti, forse tre deputati e forse due senatori. La riforma   La riforma costituzionale confermata dal referendum sulla riduzione dei parlamentari, prevede il passaggio da 630 a 400 deputati, e da 315 a 200 senatori elettivi. Ciò ha portato anche al ridisegno della “mappa elettorale” di provincia e Regione e dell’Italia, per adeguare il numero dei collegi uninominali e delle circoscrizioni proporzionali al nuovo numero dei seggi in palio. Un ridisegno con il sistema elettorale che ancora una volta il Parlamento non è riuscito a cambiare: si vota con il “Rosatellum”, un sistema misto, tanto per la Camera, come per il Senato, che prevede una quota di parlamentari (37%) eletti con il sistema uninominale (vince chi prende più voti) cioè 146 deputati e di 74 senatori, e una quota (61%) attribuita in proporzione ai voti conseguiti dalle diverse liste o coalizioni, cioè 245 deputati e 122 senatori, mentre il 2% è riservato ai residenti all’estero.   I “posti” cuneesi Questo si traduce per il cuneese in una netta diminuzione di posti, di fatto un dimezzamento. Prima la provincia era divisa in due collegi elettorali ora alla Camera il collegio uninominale 5 è composto dalla provincia di Cuneo meno 78 comuni dell’albese e del braidese, in sostanza l’area dell’Asl Cn1. E il collegio elegge un deputato che verosimilmente sarà cuneese. Non così potrebbe avvenire nell’altro collegio uninominale 4 che comprende Alba e Bra e buona parte delle Langhe e Roero con i comuni più grandi come Cherasco, Sommariva Bosco e Canale, ma anche tutta la provincia di Asti. E che qui il candidato sia cuneese è tutto da vedere.  Il collegio plurinominale che elegge 5 deputati è ancora più ampio e comprende tutte le tre province del Sud Piemonte, Cuneo, Asti e Alessandria. Al Senato Cuneo eleggerà un solo senatore, che potrebbe anche non essere cuneese, nel collegio uninominale 5 che però non comprende solo tutta la Granda ma altri 51 Comuni della parte meridionale della provincia di Torino, tra cui Pinerolo, Carmagnola, Carignano e Cumiana (oltre 170 mila torinesi insieme ai 560 mila cuneesi)  Saranno cinque i senatori al collegio plurinominale 2 che però raggruppa tutte le province del Piemonte compresa la parte meridionale della provincia di Torino, ben 129 comuni torinesi. Oggi a Roma Sarà dunque impossibile per il cuneese avere la rappresentanza romana attuale, che conta dieci parlamentari. Oggi a Roma sono quattro i senatori cuneesi, tre dei quali eletti in provincia: il leghista di Cervere Giorgio Maria Bergesio, il senatore di Forza Italia, Marco Perosino, anche sindaco di Priocca e Mino Taricco di Manta per il Partito Democratico. La braidese Emma Bonino nel gruppo Misto con +Europa era stata eletta nel Lazio. Cinque sono i deputati cuneesi eletti in provincia: la parlamentare borgarina Chiara Gribaudo del Pd; Monica Ciaburro, anche sindaco di Argentera, per Fratelli d’Italia; il leghista, anche sindaco di Genola, Flavio Gastaldi; il monregalese Enrico Costa, ora in Azione; e l’altra monregalese la ministra pentastellata Fabiana Dadone. Un’altra cuneese, ma milanese da anni, Laura Ravetto, ex Forza Italia ora finita nella Lega, era stata eletta in Lombardia.
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