cultura

Ivan Lodini: “C’è un ritorno di giovani che stanno riscoprendo la vita in montagna”

09 luglio 2022

Cuneo

Ivan Lodini è nato a Milano nel 1972, dal 2001 vive in provincia di Cuneo. Oggi abita a Bernezzo. Si definisce “un milanese con radici agricole” e nel suo cuore ha ricordi incancellabili dei nonni, che vive-vano nel Peloponneso, in Grecia. I suoi genitori?  Mio papà è della campagna mantovana, mentre mia mamma è greca, immigrata in Italia nel 1965, viene da una famiglia di agricoltori originaria delle montagne del Peloponneso. Ricordo la casetta dei miei nonni, con il profumo intenso dell’origano appeso alle assi del soffitto per seccare.  Potevo vedere la stalla che era situata proprio sotto alle assi del pavimento della cucina: sotto il pavimento c’erano il mulo, l’asino, le capre e i conigli!  I giochi da bambino?  Sono cresciuto in un quartiere popolare di Milano, eravamo sempre in giro in bicicletta e poi mi piaceva arrampicarmi sugli alberi. In estate andavamo alla piscina comunale, per noi era un paradiso! Le scuole?  Sempre a Milano, dopo le scuole dell’obbligo ho frequentato una scuola professionale per l’utilizzo di macchine utensili. Le classi erano sempre troppo ‘vivaci’ e numerose. Non sono mai stato un bravo studente. Fortunatamente verso i 16 anni mi sono appassionato allo studio della musica e alla letteratura e sono tuttora musicista: e sono diventato un avido lettore. Amo leggere testi di antropologia, letteratura e narrativa moderna ma anche i classici. Cosa sognava di fare da bambino?  Da bambino volevo fare la guardia forestale, ho sempre sentito il richiamo della montagna, forse per i bellissimi momenti che passavo tra i monti della Grecia con i miei nonni materni! Ho iniziato a lavorare a 17 anni, facendo il fresatore, rettificatore, il musicista professionista, poi il tecnico informatico per molti anni.  Oggi che lavoro fa?  Dieci anni fa a Piasco io e i miei soci Luigi Cagioni e Diego Botta (entrambi piaschesi) abbiamo fondato il ‘Birrificio agricolo Kauss’ , siamo imprenditori agricoli. Coltiviamo orzo, segale, luppolo, grano che poi trasformiamo in birra, e coltiviamo anche ortaggi. Su cosa puntate? Cerchiamo di produrre le migliori birre possibili con le materie prime locali che coltiviamo a Piasco, nella provincia di Cuneo e di Torino. Cerchiamo di rispettare e valorizzare il nostro splendido territorio, optando per fonti energetiche pulite e con una agricoltura rispettosa dell’ambiente. Solo energia elettrica da fonti rinnovabili, con l’impianto di produzione della birra alimentato a legna. La fatica più grande?  I primi cinque anni di attività sono stati i più impegnativi, facevamo tutti un doppio lavoro, finivamo in ufficio alle 17 e continuavamo in birrificio fino a tarda notte, il sabato e domenica facevamo le fiere per farci conoscere. Siamo partiti da zero, alla vecchia maniera, facendo i debiti. Luigi ha lasciato il classico ‘posto sicuro’ in Provincia per questa grande avventura. La soddisfazione più grande? Quando un cliente apprezza le nostre birre. Il nostro lavoro è un rapporto di fiducia continuativo con i clienti. Alcuni sono con noi fin dai primi giorni. Ad ogni ordine la fiducia si rinnova e bisogna cercare di servire i clienti sempre al meglio. I cambiamenti climatici in corso? Fanno paura, fare qualcosa sarebbe possibile ma richiede cambi di mentalità e abitudini molto profondi, ai quali secondo me la maggior parte della società (politici in primis) non è ancora pronta. Il mondo di oggi?  La mia personale visione è quella di un mondo in cui la superficialità e l’apparenza contano più dei reali contenuti. Con basso livello culturale e scarsa educazione civica. Ma sono ottimista, vedo una speranza nelle nuove generazioni, credo che siano migliori. La guerra in Ucraina? Terribile! La situazione è molto complessa, epocale. La tendenza è quella di semplificare i ragionamenti, ma più si scava negli argomenti e nei problemi, più si capisce che le nostre opinioni dipendono dalla accuratezza delle informazioni che riusciamo a raccogliere. Cosa mette al primo posto nella sua vita? Sicuramente la mia famiglia. Per molti anni il lavoro mi ha portato a passare molto tempo fuori casa, quindi sto cercando di trascorrere più tempo con mia moglie e con mia figlia. Per fortuna condividiamo molti interessi ed è sempre bello stare insieme. Quando si sveglia di mattina, il primo suo pensiero? Penso agli impegni della giornata, e a quello che vorrei fare dopo il lavoro. Amo il tempo libero e ho molte passioni. È possibile vivere di agricoltura nelle valli occitane? Sicuramente richiede impegno e dedizione, è faticoso ma si può fare. Abbiamo molti esempi virtuosi da seguire e credo che ci sia anche un ritorno di interesse e di giovani che stanno riscoprendo la vita in valle e in montagna. Anche in questo caso sono ottimista e fiducioso nelle nuove generazioni.  
Piasco Patriziza manassero Suora Giuseppina Suora salesiana