cultura

Le donne nel cielo di maggio

29 maggio 2022

Cuneo

Costellazioni Per chi ama i fiori, maggio è decisamente il mese più colorato e profumato dell’anno. Viene spontaneo dedicarlo alla bellezza dello spirito femminile, a partire dalla Pleiade Maia che ne offre il nome, ritiratasi da qualche settimana nel cielo serale occidentale insieme alle sue sorelle. In questi giorni sono nascoste dietro al Sole insieme a Mercurio, il figlio di Maia. Riappariranno presto nel cielo dell’alba, dove continua la corsa della luminosa Venere fra le braccia del suo amato Adone, il Sole, come vuole la tradizione della bella stagione che celebra il matrimonio con ghirlande di fiori della bella e giovane coppia celeste. Con il 29 maggio giunge anche la congiunzione fra Giove e Marte nel segno dei Pesci, che cercheranno di trovare un accordo di pace in questa primavera travagliata. In realtà l’incontro è illusorio, trovandosi Marte a 220 milioni di Km e Giove a quasi 800 milioni di Km da noi; oltretutto il dio della guerra nei prossimi mesi diventerà sempre più rosso e luminoso, passando buona parte dell’anno in Ariete e soprattutto fra le corna del Toro dove si fermerà con l’arrivo dell’autunno. Come previsto, Saturno invece è rimasto indietro rispetto a tutta la compagnia dei pianeti: solo adesso ha superato la coda del Capricorno, ma appena affacciatosi di fronte alle stelle dell’Acquario si ferma improvvisamente, decidendo senza motivo apparente di tornare indietro. Lo ritroveremo nella stessa posizione di oggi soltanto il prossimo 22 gennaio 2023, quando una bella congiunzione con Venere lo convincerà a passare nel segno successivo e proseguire la sua lenta marcia nello zodiaco. Molto affascinanti questi moti retrogradi dei pianeti, gli stessi che fanno in modo che per quest’anno Giove rimarrà praticamente paralizzato all’interno dei Pesci, nei pressi della testa del pesce occidentale. La più veloce di tutti fra i corpi celesti rimane invece la Luna, che invecchiando nella fase calante assume le forme di Ecate, la dea della magia che in maggio concentra nei fiori le sue essenze chimiche prodigiose, utili nei prossimi mesi alla preparazione di pozioni mediche miracolose. La vecchia strega in queste notti sta correndo anche lei fra le stelle dai Pesci al Toro; ieri mattina formava un bel tripletto con Giove e Marte, mentre venerdì sorgerà vicinissima a Venere alle 4.20 di mattina. Lunedì 30 maggio brucerà nei raggi del Sole con la Luna nuova nella testa del Toro, in attesa del nuovo ciclo lunare che ci porterà a celebrare il matrimonio dei due grandi astri del cielo. Saremo tutti invitati ad uno degli appuntamenti più importanti dell’anno, quando fra un mese le forze della natura si incontreranno per festeggiare la potenza del solstizio d’estate. Fra le figure femminili presenti in cielo, domina in questi giorni la scena dopo il tramonto la grande costellazione della Vergine, ossia la dea della natura Demetra (o Cerere per i romani), che con la Luna piena di marzo ha accolto nella parte alta del cielo la figlia Persefone (o Proserpina). Godono oggi insieme, regina e principessa, l’esplosione della natura che le circonda, pronte a regalarci ogni quantità di messi da qui all’autunno. Spica e Vendemmiatrix sono i nomi delle stelle che la Vergine tiene in mano: il grano e l’uva, il pane e il vino, simboli di ricchezza e prosperità da festeggiare nel tempo della pace e della beatitudine. Un’altra regina ci osserva dal suo trono nella parte settentrionale del cielo. Sempre più bassa fin quasi a toccare il suolo, con le stelle della sedia disegna la lettera W in segno di vittoria, in contrapposizione alla grande M che le stesse disegnano alta in cielo nel periodo invernale. Si tratta di Giunone, la moglie di Giove che tutto osserva dall’alto e che soprintende alla rotazione delle stelle; per noi oggi la costellazione porta il nome di Cassiopea, la regina di Saba che celebra la ricchezza dei giacimenti di sale in Etiopia e gode della sua bellezza di cui si vanterà di fronte agli dei e per cui verrà punita al sopraggiungere dell’autunno. Ma oggi si celebra la primavera, e quei tempi futuri di difficoltà sembrano ancora lontani: non è un caso se in questo periodo dell’anno sua figlia Andromeda, che sarà causa di tanta sofferenza, si nasconde sottoterra. Anche noi abbiamo una principessa in cielo, che ci siamo abituati a seguire ogni giorno con la sua astronave (anche se questa sarà l’ultima settimana che la vediamo!) mentre sfreccia veloce fra le stelle a 27.600 Km/h. Impallidiscono di fronte a lei anche le frecce tricolore, che raggiungono a malapena i 740 Km/h. Dopo aver fotografato l’eclisse di Luna dallo spazio, questa settimana Samantha Cristoforetti ha annunciato gli studenti vincitori fra 638 scuole italiane che hanno proposto il nome di una prossima missione spaziale europea. Scelto insieme agli astronauti Luca Parmitano e Roberto Vittori nel concorso Spazio alle Idee, si tratta di un nome simbolico, ancora una volta di una donna. Iride, la dea messaggera di Giove, la quale scendeva sulla Terra dopo un temporale in cui si erano scatenati lampi e tuoni dell’ira di Zeus, assumendo la forma di un arcobaleno. Sorella buona delle terribili arpie, da sempre è stata considerata un simbolo di pace e scampato pericolo. La premiazione di Iride è associata all’acronimo International Report for Innovative Defense of Earth. La motivazione ben si adatta allo scopo della missione: una costellazione di satelliti operativa entro i prossimi 5 anni, osserverà l’Europa dallo spazio per monitorare incendi, frane, alluvioni, terremoti, erosione delle coste, fusione dei ghiacciai, qualità dell’aria. Una serie di dati rapidamente disponibili alla Protezione Civile e alla comunità scientifica per intervenire con celerità in situazioni di criticità ambientale e per analizzare gli effetti a breve durata del riscaldamento climatico. Un nome dunque che ben si associa alla messaggera del cielo Iride: le immagini dei satelliti, che verranno costruiti a Torino, ci permetteranno di osservare lo stato di salute del nostro pianeta, stimolandoci ad agire tempestivamente per ridurre l’impatto antropico e l’inevitabile punizione per i nostri comportamenti sconsiderati nei confronti della natura. Approfittando della Luna nuova e ricordando la straordinaria notizia della prima fotografia del buco nero al centro della nostra galassia, o meglio dell’orizzonte degli eventi in cui precipita la luce e la materia al suo interno confermandone la presenza fisica, non vi piacerebbe provare a scoprire dove si trova esattamente in cielo? Se conoscete i segni zodiacali è abbastanza semplice: basterà cercare l’inconfondibile forma dello Scorpione dopo il tramonto a sud-est; bisognerà poi attendere dopo la mezzanotte per vedere comparire alla sua sinistra il busto umano del Sagittario, col braccio arcuato nell’atto di scagliare una freccia verso lo Scorpione. Le stelle dell’arciere con il corpo di cavallo ricordano molto quelle di una teiera: ecco, proprio sopra il beccuccio da cui si versa il tè, leggermente spostato a destra, ci sarà il centro della nostra galassia. Dovete cercarlo proprio lì, anche solo con l’aiuto di un binocolo e molta fantasia, dove esce il fumo del tè bollente. Una visione forse meno romantica del latte spruzzato dal seno di Giunone per colpa del neonato Ercole, ma sicuramente più efficace per il nostro scopo. Il fumo sarà la Via Lattea, che in quella zona bassa del cielo risulta molto più luminosa proprio a causa del buco nero, che stringe in un abbraccio mortale una grande quantità di stelle. Un vortice energetico di luce e materia in grado di deformare le dimensioni spaziotemporali, dove un secondo si trasforma in una eternità, mentre la distanza fra i piedi e la testa (caso mai ci finissimo dentro) diventerebbe infinitamente curva, sbriciolando gli atomi del corpo prima di inghiottirli e digerirli. Sembrerebbe un’immagine da inferno dantesco, se non fosse una realtà fisica prevista dall’Universo.
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