cuneo
La classe 4ª B della scuola elementare “Paola Garelli” è volata su una nuvola, oltre le differenze tra popoli, religioni e valori, oltre la violenza della guerra e il dolore della morte, per immaginare un mondo diverso, un mondo con la pace. Ritornati, poi, con i piedi per terra, hanno condiviso le loro riflessioni.
Fino all’altro ieri, la guerra era una questione che, per un bambino come te, riguardava videogiochi, libri e film. Che effetto ti fa sapere che, adesso, ce n’è una reale in corso e non troppo lontano da noi?
David: Gioco a Fortnite e a Call of duty, mi diverto e rido ma, quando ammazzo qualcuno, sto zitto: devo concentrarmi. Pensando alla guerra vera, ho paura soprattutto delle armi enormi. Spero che il conflitto non arrivi qui. Ho anche qualche gioco del Wrestling, dove i lottatori sono molto muscolosi, ma non penso che i soldati abbiano quel fisico: li immagino come persone normali.
Emy: Mio padre è un militare. Da piccola, temevo tornasse dalle missioni con qualche ferita. Ora, non parliamo della guerra: gli dispiace sapere che c’è chi combatte, preferisce non parlarne; penso voglia proteggermi.
Gioel: Nel gioco, non sembra tutto reale e quindi sei tranquillo; nella realtà, invece, se vedi le bombe, hai paura: non sono dietro ad uno schermo, ma posso arrivarti addosso e ucciderti. Chi crea questi giochi, anche se si basano sulla guerra, sa che possono spopolare: ai bambini piacciono, sin da piccoli giocano a fare la lotta.
Nathaly: Sì, si vendono questi giochi per soldi, anche se non sono educativi. A me non piacciono, ma ho fratelli che ci giocano.
Antonella: Nei videogame, hai più vite, puoi rinascere, ma nella realtà no.
Leonardo: Ogni tanto, gioco agli spara tutto, come Fortnite, che però non è violento: se spari, non esce sangue. Quando giochi, sei felice: vinci e non devi preoccuparti di andare in galera, se ammazzi qualcuno, ma nella vita reale è tutt’altra cosa.
Nazar: La realtà è molto più aggressiva del videogioco: nel game, anche se esce sangue, non muori, ma nella realtà rischi di morire. Ai bambini diverte e dà soddisfazione uccidere qualcuno nei videogiochi.
Sara: È come se Fortnite fosse diventato vero: nel gioco, si uccide ma non si vede il sangue, mentre in guerra sì e accadono altre cose brutte. Spero che non arrivi mai la terza guerra mondiale: ho paura che combatteremo anche noi, che ci bombarderanno, ci perderemo di vista e moriremo.
“Ci sono cose da fare ogni giorno: lavarsi, studiare, giocare, preparare la tavola a mezzogiorno. Ci sono cose da fare di notte: chiudere gli occhi, dormire, avere sogni da sognare, orecchie per non sentire. Ci sono cose da non fare mai, né di giorno, né di notte, né per mare, né per terra: per esempio, la guerra” (G. Rodari). Che cosa ne pensi?
Antonella: Se rifletto sulla guerra, poi faccio brutti sogni. Se penso ai “Ci sono cose…” di giorno vorrei aiutare mamma e i più poveri e giocare con mio fratello.
Nathaly: Anch’io ho incubi: sogno che sparisce il letto e cado nel vuoto. Di notte, vorrei dormire, sognare cose belle e non cadere dal letto. Non bisogna mai dare confidenza agli sconosciuti, rubare e combattere.
Aurora: Esatto! Di notte, non bisogna cadere dal letto, io non ne posso più!
Nazar: Ho sognato che la guerra era arrivata a Cuneo ed eravamo tutti morti. Quando mi sono svegliato, ho pianto. Bisogna abbracciare la propria famiglia, mangiare e andare al parco. Di notte, guardare i film mangiando popcorn.
Sara: Ho avuto un incubo sulla guerra. Da sveglia, mi sono affacciata alla finestra per vedere se ci fossero gli aerei lancia bombe. Poi, mi sono ricoricata, ma ho sognato che una bomba era caduta su Cuneo.
David: Anch’io ho incubi ma, con i videogame che uso, è normale!
Mattia: Ho sognato di essere in guerra e sparavo alla gente. È stato brutto: erano degli innocenti. Però, ti giuro, che mia madre potrebbe uccidere tutti i soldati russi con una ciabattata: quando si arrabbia lei, altro che guerra!
Gioel: Quando è cominciata la guerra, non ho dormito per tutta la notte. Di notte, vorrei dormire, sognare e risvegliarmi il giorno dopo!
Emy: Al mattino, dare il buongiorno ai genitori, giocare con mia sorella e guardare un serie tv insieme. Non bisogna mai dire bugie, fare la guerra e scherzi esagerati.
Leonardo: Di giorno, bisogna mangiare bene, leggere, fare i compiti e ricordarsi di puntare la sveglia.
In una guerra, non è detto si abbiano buoni e cattivi ma, sempre, ci sono vincitori e vinti; entrambi, però, soffrono la fame, la sete, la povertà e la morte. Perché, allora, si combatte?
Gioel: Putin fa la guerra perché pensa di essere forte e di vincere.
Nazar: Sono d’accordo ma, caro Putin, non è che, se sei forte, devi vantarti e fare la guerra! C’è chi vuole solo litigare, ma oltre a fame, sete e povertà, si dà anche il cattivo esempio ai più piccoli.
Aurora: Putin è Hitler 2.0!
Maisha: La guerra non è mai tutti buoni o tutti cattivi, così come non lo sono né i Russi né gli Ucraini.
Israa: I Russi hanno attaccato per primi: pensano che combattere porti potere e ricchezza ma, anche se alla fine vinci, non tuteli la vita e la famiglia. Gli USA combattono sempre fuori casa: nel secondo conflitto mondiale, hanno combattuto contro i Tedeschi e, ora, appoggiando l’Ucraina, rischiano di fare scoppiare la terza guerra mondiale!
Mattia: La guerra è ingiusta: nessuno vince davvero, ma si perde la vita. Combattere significa non avere un cuore: se litighi con una persona e poi la minacci, il rapporto non si fortifica, ma peggiora e così non si farà mai la pace.
Leonardo: Putin è infantile e non sa perdere: è come un bambino, che cerca solo la vittoria.
Sara: Non c’è una parte da cui schierarsi: Russia e Ucraina si attaccano a vicenda. Va bene difendersi, ma bisognerebbe fare la pace. La cosa più brutta della guerra è che muoiono innocenti, come gli anziani nelle case bombardate.
Se fossi seduto su una nuvola, non vedresti confini tra una nazione e l’altra né persone con la pelle di diversi colori né ricchi e poveri o potenti e deboli. Saremmo tutti formichine e si annullerebbe ogni differenza. È possibile trovare una nuvola, in terra, o è pura fantasia?
Mattia: Per avere la pace, non dovremmo mai credere ai dittatori: siamo tutti uguali, non ci sono persone più potenti di altre. Dalla nuvola, vorrei vedere la gente abbracciarsi e non ammazzarsi. La nuvola è realizzabile, ma dipende da come si ragiona. Ogni individuo è libero di fare ciò che vuole, tranne uccidere: quello significherebbe privare qualcuno della libertà oltre che della vita.
Nazar: Stando sulla nuvola, vorrei vedere la pace, che per me significa un arcobaleno.
Israa: Saremo tutti formichine, quando ci sarà la pace. Ho capito che la guerra è ingiusta, che non si dovrebbe fare: siamo tutti uguali. Noi, in Italia, siamo fortunati: abbiamo una bella vita, una casa, la scuola e dobbiamo tenerci queste opportunità e non sprecale.
I ragazzi immaginano un mondo di pace
22 maggio 2022
Cuneo
La classe 4ª B della scuola elementare “Paola Garelli” è volata su una nuvola, oltre le differenze tra popoli, religioni e valori, oltre la violenza della guerra e il dolore della morte, per immaginare un mondo diverso, un mondo con la pace. Ritornati, poi, con i piedi per terra, hanno condiviso le loro riflessioni.
Fino all’altro ieri, la guerra era una questione che, per un bambino come te, riguardava videogiochi, libri e film. Che effetto ti fa sapere che, adesso, ce n’è una reale in corso e non troppo lontano da noi?
David: Gioco a Fortnite e a Call of duty, mi diverto e rido ma, quando ammazzo qualcuno, sto zitto: devo concentrarmi. Pensando alla guerra vera, ho paura soprattutto delle armi enormi. Spero che il conflitto non arrivi qui. Ho anche qualche gioco del Wrestling, dove i lottatori sono molto muscolosi, ma non penso che i soldati abbiano quel fisico: li immagino come persone normali.
Emy: Mio padre è un militare. Da piccola, temevo tornasse dalle missioni con qualche ferita. Ora, non parliamo della guerra: gli dispiace sapere che c’è chi combatte, preferisce non parlarne; penso voglia proteggermi.
Gioel: Nel gioco, non sembra tutto reale e quindi sei tranquillo; nella realtà, invece, se vedi le bombe, hai paura: non sono dietro ad uno schermo, ma posso arrivarti addosso e ucciderti. Chi crea questi giochi, anche se si basano sulla guerra, sa che possono spopolare: ai bambini piacciono, sin da piccoli giocano a fare la lotta.
Nathaly: Sì, si vendono questi giochi per soldi, anche se non sono educativi. A me non piacciono, ma ho fratelli che ci giocano.
Antonella: Nei videogame, hai più vite, puoi rinascere, ma nella realtà no.
Leonardo: Ogni tanto, gioco agli spara tutto, come Fortnite, che però non è violento: se spari, non esce sangue. Quando giochi, sei felice: vinci e non devi preoccuparti di andare in galera, se ammazzi qualcuno, ma nella vita reale è tutt’altra cosa.
Nazar: La realtà è molto più aggressiva del videogioco: nel game, anche se esce sangue, non muori, ma nella realtà rischi di morire. Ai bambini diverte e dà soddisfazione uccidere qualcuno nei videogiochi.
Sara: È come se Fortnite fosse diventato vero: nel gioco, si uccide ma non si vede il sangue, mentre in guerra sì e accadono altre cose brutte. Spero che non arrivi mai la terza guerra mondiale: ho paura che combatteremo anche noi, che ci bombarderanno, ci perderemo di vista e moriremo.
“Ci sono cose da fare ogni giorno: lavarsi, studiare, giocare, preparare la tavola a mezzogiorno. Ci sono cose da fare di notte: chiudere gli occhi, dormire, avere sogni da sognare, orecchie per non sentire. Ci sono cose da non fare mai, né di giorno, né di notte, né per mare, né per terra: per esempio, la guerra” (G. Rodari). Che cosa ne pensi?
Antonella: Se rifletto sulla guerra, poi faccio brutti sogni. Se penso ai “Ci sono cose…” di giorno vorrei aiutare mamma e i più poveri e giocare con mio fratello.
Nathaly: Anch’io ho incubi: sogno che sparisce il letto e cado nel vuoto. Di notte, vorrei dormire, sognare cose belle e non cadere dal letto. Non bisogna mai dare confidenza agli sconosciuti, rubare e combattere.
Aurora: Esatto! Di notte, non bisogna cadere dal letto, io non ne posso più!
Nazar: Ho sognato che la guerra era arrivata a Cuneo ed eravamo tutti morti. Quando mi sono svegliato, ho pianto. Bisogna abbracciare la propria famiglia, mangiare e andare al parco. Di notte, guardare i film mangiando popcorn.
Sara: Ho avuto un incubo sulla guerra. Da sveglia, mi sono affacciata alla finestra per vedere se ci fossero gli aerei lancia bombe. Poi, mi sono ricoricata, ma ho sognato che una bomba era caduta su Cuneo.
David: Anch’io ho incubi ma, con i videogame che uso, è normale!
Mattia: Ho sognato di essere in guerra e sparavo alla gente. È stato brutto: erano degli innocenti. Però, ti giuro, che mia madre potrebbe uccidere tutti i soldati russi con una ciabattata: quando si arrabbia lei, altro che guerra!
Gioel: Quando è cominciata la guerra, non ho dormito per tutta la notte. Di notte, vorrei dormire, sognare e risvegliarmi il giorno dopo!
Emy: Al mattino, dare il buongiorno ai genitori, giocare con mia sorella e guardare un serie tv insieme. Non bisogna mai dire bugie, fare la guerra e scherzi esagerati.
Leonardo: Di giorno, bisogna mangiare bene, leggere, fare i compiti e ricordarsi di puntare la sveglia.
In una guerra, non è detto si abbiano buoni e cattivi ma, sempre, ci sono vincitori e vinti; entrambi, però, soffrono la fame, la sete, la povertà e la morte. Perché, allora, si combatte?
Gioel: Putin fa la guerra perché pensa di essere forte e di vincere.
Nazar: Sono d’accordo ma, caro Putin, non è che, se sei forte, devi vantarti e fare la guerra! C’è chi vuole solo litigare, ma oltre a fame, sete e povertà, si dà anche il cattivo esempio ai più piccoli.
Aurora: Putin è Hitler 2.0!
Maisha: La guerra non è mai tutti buoni o tutti cattivi, così come non lo sono né i Russi né gli Ucraini.
Israa: I Russi hanno attaccato per primi: pensano che combattere porti potere e ricchezza ma, anche se alla fine vinci, non tuteli la vita e la famiglia. Gli USA combattono sempre fuori casa: nel secondo conflitto mondiale, hanno combattuto contro i Tedeschi e, ora, appoggiando l’Ucraina, rischiano di fare scoppiare la terza guerra mondiale!
Mattia: La guerra è ingiusta: nessuno vince davvero, ma si perde la vita. Combattere significa non avere un cuore: se litighi con una persona e poi la minacci, il rapporto non si fortifica, ma peggiora e così non si farà mai la pace.
Leonardo: Putin è infantile e non sa perdere: è come un bambino, che cerca solo la vittoria.
Sara: Non c’è una parte da cui schierarsi: Russia e Ucraina si attaccano a vicenda. Va bene difendersi, ma bisognerebbe fare la pace. La cosa più brutta della guerra è che muoiono innocenti, come gli anziani nelle case bombardate.
Se fossi seduto su una nuvola, non vedresti confini tra una nazione e l’altra né persone con la pelle di diversi colori né ricchi e poveri o potenti e deboli. Saremmo tutti formichine e si annullerebbe ogni differenza. È possibile trovare una nuvola, in terra, o è pura fantasia?
Mattia: Per avere la pace, non dovremmo mai credere ai dittatori: siamo tutti uguali, non ci sono persone più potenti di altre. Dalla nuvola, vorrei vedere la gente abbracciarsi e non ammazzarsi. La nuvola è realizzabile, ma dipende da come si ragiona. Ogni individuo è libero di fare ciò che vuole, tranne uccidere: quello significherebbe privare qualcuno della libertà oltre che della vita.
Nazar: Stando sulla nuvola, vorrei vedere la pace, che per me significa un arcobaleno.
Israa: Saremo tutti formichine, quando ci sarà la pace. Ho capito che la guerra è ingiusta, che non si dovrebbe fare: siamo tutti uguali. Noi, in Italia, siamo fortunati: abbiamo una bella vita, una casa, la scuola e dobbiamo tenerci queste opportunità e non sprecale.