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13 luglio 2026

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Vissuti ed emozioni del lockdown nei ricordi degli alunni dell’Andrea Fiore

02 aprile 2022

Cuneo

Classe 3ª A Andrea Fiore Cuneo Cuneo - Numerosi sono i bambini che non hanno conosciuto la scuola normale, in presenza e senza distanziamento, a causa dell’emergenza sanitaria. La classe 3ªA dell’Andrea Fiore ha bene in mente quel tipo di scuola, pur avendola vissuta per pochi mesi, e ne condivide i ricordi. In questo periodo così difficile, chi è stato il tuo eroe? Matteo A: Mia sorella: giocando insieme, è stato tutto meno noioso.  Haydee: Il mio fratellino che mi faceva divertire. Anna: I miei genitori e mia sorella, che mi hanno sempre tirato sù il morale. Davide: I nonni e gli zii: anche se li vedevo solo sullo schermo del telefono, mi facevano compagnia e mi consolavano. Celeste: I miei genitori, che mi dicevano sarebbe presto finito tutto, mia sorella con cui giocavo e i miei amici che, durante le videolezioni, mi facevano ridere.  Martina: I miei genitori e il bel tempo che rendeva più piacevole stare a casa, mentre col cielo grigio era tutto triste. Anche il sindaco è stato un eroe: ci ha fatti uscire di casa, salvandoci dalla tristezza. Giorgio: Anche i medici, che hanno provato a scoprire una cura e a guarire tante persone. Come tutti gli eroi, possono sbagliare: anche Superman ha una debolezza, la criptonite, che lo rende fragile e i medici possono sbagliare le medicine.  Gabriele: Gli scienziati, che stanno preparando una vera cura al Coronavirus, che non è il vaccino, perché quello non serve. Non tutti i ricordi sono uguali e non tutti sono una carezza sul cuore. Se avessi uno scrigno prezioso, quali momenti di questi anni conserveresti? Haydee: Mi è piaciuto giocare nei miei due giardini e sapere di avere due nuovi cuginetti, un po’ meno scoprire che tutta la mia famiglia era positiva. Inoltre, ricordo che mia nonna bis è caduta dalle scale e l’abbiamo portata in una casa di riposo e i miei zii, cinque mesi dopo che era nato mio cugino, si sono separati. Erika: Due belli: quando è nato il mio fratellino e quando sono andata con papà in montagna a vedere dove i soldati combattevano in guerra. Ma ricordo anche che i miei genitori litigavano molto durante il lockdown e che mio fratello è stato ricoverato per convulsioni.  Anna: Trascorrere due compleanni chiusi in casa è stato pessimo, ma ho potuto giocare con papà, mentre prima non lo facevamo, e fare le gare con mia sorella e chi rideva prima perdeva.  Davide: Nonostante il divieto, io e la mia famiglia siamo saliti in macchina per raggiungere la casa di nonna insieme ad alcuni zii e la Polizia non ci ha scoperti.  Nardos: Un ricordo brutto è stato quando mi è morto il cane. Ora ne ho uno nuovo, che è molto carino e giochiamo insieme, però morde sempre le gambe del tavolo. Martina: Mi è dispiaciuto non vedere amici, compagni di classe e maestre. Però, è stato bello festeggiare il compleanno a casa: anche se ero sola con mamma e papà, c’erano tanti palloncini nella mia stanza e mi sono divertita.  Anita: Quando, all’inizio, abbiamo scritto su un cartellone “Andrà tutto bene”.  Celeste: È stato brutto fare i preparativi per festeggiare il mio compleanno in classe, ma dovere rimanere a casa a causa del primo lockdown. Poi, mio padre è stato ricoverato per Covid ed ero preoccupata. Invece, è stato bello scoprire che mia zia aspettava un bambino.  Aurora: Mi è piaciuto potere giocare in cortile nonostante l’isolamento, ma se pioveva dovevo stare in casa e i miei genitori mi facevano studiare tantissimo: non c’era altro da fare, ma era meglio andare a scuola!  Matteo A: È stato brutto scoprire che una mia zia aveva avuto il Covid ma, siccome non va d’accordo con mamma, io l’ho saputo quand’era guarita.   Giorgio: I miei genitori sono divorziati: quando ero da papà, giocavo in cortile, ma mamma vive in condominio e sui balconi c’erano le piante. È stato brutto anche quando sono morti la bisnonna e il nonno e mi è saltata la festa di compleanno. Anita: Il fatto di non potere festeggiare il mio compleanno con gli amici.  Gabriele: Ricordo che nonno veniva a prendermi in macchina: dovevo collegarmi da casa sua per le lezioni; spesso, però, si dimenticava il computer e così ci mettevo secoli per collegarmi. Davide: A me sono morti i miei due bisnonni, ma sono anche stato fortunato: la scorsa estate, i miei genitori si sono sposati.  Piano piano, ci stiamo svegliando da questo brutto sogno: ci sono i vaccini, iniziamo a togliere le mascherine, i locali sono aperti… Ma la tua vita a scuola, che è stata per lo più in Dad, come ti aspetti che cambi? Haydee: Prima era così bello senza le mascherine! Potevamo sederci vicini anche a mensa, mentre ora ci sono banchi singoli o al massimo da due. Anna: Io con le mascherine proprio non ci respiro, quindi vorrei le togliessero. Spero che cambi tutto, che torniamo a com’eravamo in prima.   Erika: Anch’io non voglio più le mascherine: fatico a respirare, soprattutto quando sono nuove, e sono molto grandi, quindi devo fare un giro attorno all’orecchio e così mi fanno male.  Martina: Prima della pandemia era bellissimo! La maestra ci faceva scegliere il vicino di banco, eravamo senza mascherina, ci abbracciavamo e giocavamo.  Celeste: Ricordo che mettevamo i banchi a ferro di cavallo per guardarci in faccia, mentre ora no e mi piacerebbe rifarlo. Era bello anche quando, a mensa, c’era un solo grande tavolo e ognuno poteva sedersi dove voleva.  Immagina davanti a te un foglio bianco e tanti colori: come rappresenteresti questi ultimi anni? Anita: Rappresenterei i colori di un semaforo: rosso perchè ogni tanto ero arrabbiata; arancione per quando ero felice; verde per tutte le cose belle che ci sono.  Haydee: Il rosso per la mia rabbia, il blu per la tristezza e il giallo per quando sono potuta uscire.  Anna: L’azzurro perché ero triste e il nero per il periodo buio. Celeste: Il viola per paura, l’azzurro per la tristezza e il giallo perché sapevo che sarebbe tutto finito e ciò mi rendeva felice.  Matteo A: Giallo per i momenti allegri: come quando la signora delle pulizie mi faceva il letto e io ci saltavo subito sopra per disfarlo e lei mi rincorreva in casa. Matteo P: Rosso per il Covid, verde per i momenti felici e blu per la paura della guerra in Ucraina.  Erika: Nero, per le giornate tristi, e rosso visto che a volte ero arrabbiata. Vorrei mescolarli tra loro, perché spesso provavo più emozioni in una sola giornata, e aggiungerei al centro i colori dell’arcobaleno per la pace in Ucraina. 
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