Cuneo - La città ha smesso di crescere, il numero degli abitanti si sta riducendo dopo più di un secolo di continua espansione. Ma non tutti i quartieri e frazioni subiscono lo stesso percorso. Alcuni aumentano altri diminuiscono.

Anche una città ha una vita, analoga a quella di qualunque essere vivente: nasce, cresce e prima o poi muore.
Le città però possono «ripensarci»: magari crescono per anni o per secoli, poi decadono ma poi possono tornare a essere più grandi e più belle di prima.
Le città, come gli Stati, hanno una vita propria che è in un certo senso la somma di quella dei cittadini che le abitano, che ci nascono e ci muoiono, che entrano ed escono.
Vivendoci giorno dopo giorno è difficile rendersene conto. Lo si può fare se si riesce ad osservare come cambia nel tempo. I cambiamenti sono di almeno due tipi: quelli della struttura (le strade, gli edifici, i servizi…) e quelli dell’ «anima»: l’anima di una città sono i suoi cittadini.
C’è una città di mattoni e di cemento formata dalle sue case e dalle sue strade e ce n’è una di carne e di pensieri formata dai suoi cittadini. La prima cambia forma per ospitare la seconda, e questi cambiamenti li vediamo con i nostri occhi.
Più difficile capire come cambiano invece i cittadini. Impresa difficile se non impossibile quella di valutarne la «qualità»; più semplice invece cercare di vedere come cambiano in quantità.
È quello che ho cercato di fare approfittando della preziosa miniera di dati messa a disposizione dagli uffici demografici del Comune.
La popolazione in venti zone statistiche

Sono censiti i rilevamenti della popolazione comunale distinti in 20 «zone statistiche demografiche»: 14 frazioni al di là di Gesso e Stura e sei quartieri sull’altopiano. Quest’ultimo è stato diviso in Centro storico (da Piazza Torino a Piazza Galimberti), Cuneo Centro (da Galimberti a Giolitti); la parte «alta», quella verso Borgo San Dalmazzo, è tagliata in due da Corso Nizza - Francia: il lato Stura si chiama Cuneo Ovest, ma quella lato Gesso (la parte più figa della città, quella di viale Angeli) chissà perché si chiama Cuneo Sud anziché Est.
Abbiamo confrontato le rilevazioni in quattro anni diversi: 2009, 2012, 2017 e 2021.
Sono in tutto 13 annate: un’inezia nella vita di una città che ha compiuto da tempo l’ottavo centenario, ma è comunque un periodo interessante. Perché? Perché in questi anni c’è stata una svolta: la città ha smesso di crescere, il numero degli abitanti si sta riducendo dopo più di una secolo di continua espansione. Cuneo appare come un’immagine rimpicciolita dell’intera Italia: in effetti ne rappresenta la millesima parte…
Crescita continua fino agli anni Settanta
La crescita è stata continua fino alla fine degli anni Settanta quando Cuneo superò i 55 mila abitanti con una crescita spinta dalla vigorosa natalità. All’inizio degli anni Ottanta è iniziata una fase di stagnazione con piccole oscillazioni al di sopra dei 55 mila abitanti. Anno dopo anno la natalità è diminuita ma il crollo è stato evitato grazie all’immigrazione.
Più uomini, meno donne
Negli ultimi 13 anni la popolazione è diminuita di poco, 330 unità, appena lo 0,6%. Questo dato neutro nasconde però un cambiamento bel più marcato: gli uomini sono cresciuti di 488 unità ma le donne sono 158 in meno! Come lo possiamo spiegare? Non certo con la diversa natalità, anche se alla nascita c’è una piccola prevalenza di maschi. E neppure con la mortalità: le donne continuano a vivere più a lungo degli uomini. Una spiegazione potrebbe essere che l’immigrazione sia un fenomeno prevalentemente maschile, ma una verifica ci dice che non è affatto così. Il motivo di questa differenza resta quindi un mistero...
Forte calo sull’altipiano
Il calo demografico si manifesta in modo diverso nei diversi quartieri: sull’altopiano ha colpito pesantemente Cuneo Sud (-553), tra le frazioni Ronchi che ha perso 133 abitanti.
Cuneo Centro è incredibilmente stabile nel totale (13.421 abitanti nel 2009 e altrettanti nel 2021) ma anche qui con una crescita dei maschi che compensa la diminuzione delle femmine. Fenomeno analogo nel centro storico che però aumenta complessivamente di 128 unità confermando la sensazione che sia quello il quartiere preferito dagli immigrati, probabilmente per la disponibilità di alloggi a prezzi contenuti.
Tetti Pesio a - 15,3% Madonna dell’Olmo a + 5,5%
La frazione che ha perso la percentuale maggiore di abitanti è la già piccola Tetti Pesio (-15,3%) seguita da Ronchi (-12%); quella che ne ha guadagnati di più è San Rocco (+13,2%).
Sull’altopiano si è manifestato un fenomeno che è evidentemente legato alle scelte urbanistiche: uno spostamento di abitanti dal lato orientale a quello occidentale della città, con Cuneo Sud che perde 553 abitanti mentre Cuneo Ovest ne acquista 427. Possiamo notare che per questi quartieri non si registrano differenze significative per i due sessi.
Madonna dell’Olmo si segnala con un aumento significativo: + 213 (pari al 5,5%) equamente distribuito tra i due sessi.
Meno popolazione molti alloggi nuovi in costruzione
Di fronte a questi dati viene spontanea una domanda: come si conta di riempire i nuovi alloggi che sono in costruzione nella città, soprattutto sul lato Stura? Presto saranno completati decine e decine di nuovi appartamenti di fianco al Liceo Scientifico, è alle viste un nuovo grande palazzo al posto del Policlinico in corso Dante. Ci sono palazzi costruiti già da anni in gran parte inabitati nella zona del Puf e davanti all’Itis e alle Poste; ce ne sono in centro in via Coppino, altri sul viale degli Angeli.
Sarebbe il caso di immaginare una strategia per evitare che la città si riempia di vuoti, senza limitarsi a contare sulla «mano invisibile» del libero mercato…