economia
Stagione estiva a rischio, manca il personale
01 aprile 2022
Cuneo
Cuneo - Con la bella stagione alle porte e tanta voglia di tornare alla normalità dopo due anni di difficoltà e restrizioni a causa del Covid, le strutture ricettive del Cuneese sono pronte a ripartire, ma con quale personale lo faranno resta ancora un mistero.
I social e internet pullulano di annunci di lavoro: si cercano cuochi, aiuto cuochi, camerieri, baristi, lavapiatti, personale di sala, receptionist e addetti alle pulizie, ma nessuno si fa avanti. Le richieste sono tante e diverse: c’è chi cerca per l’estate, chi offre vitto e alloggio e chi un contratto ad ore. Le candidature invece, nonostante il periodo di crisi e un alto tasso di disoccupazione, sono pochissime.
“Sulla questione dei dipendenti ci si trova in grave difficoltà - spiega Giorgio Chiesa, presidente dell’Associazione albergatori ed esercenti turistici di Cuneo e provincia -. La domanda è alta, non così la risposta. Ciò stupisce e preoccupa. Stupisce poiché in un momento di crisi che impatta il mondo del lavoro, non si comprende la difficoltà di reperire personale. Preoccupa poiché tante aziende stanno lavorando obbligatoriamente a basso regime, con ristoranti che limitano l’esercizio a pochi turni settimanali. La ristorazione ormai lavora prevalentemente il sabato sera e la domenica. Negli anni è venuta meno la propensione a lavorare in ambito turistico: i giovani sono forse spaventati dagli obblighi lavorativi durante weekend e festività e da un lavoro che viene quindi considerato troppo impegnativo. La nostra associazione si sta impegnando in ambito scolastico programmando sessioni di “story telling” presso gli istituti scolastici così da cercare di risvegliare quella passione per questo nostro mestiere tanto determinante”.
“Non è facile trovare personale al giorno d’oggi, riceviamo meno curriculum di un tempo e spesso dobbiamo accontentarci - spiega Maurizio Rosano, gestore del rifugio Campo Base di Chiappera -. Ormai non stiamo più a guardare l’età e le competenze dei candidati, cerchiamo persone con buona volontà e le formiamo direttamente noi. Più complesso è il discorso cucina: siamo alla ricerca di un cuoco e di un aiuto cuoco e stiamo faticando a trovare gente preparata e con esperienza nel settore. Gestire una cucina è difficile e non possiamo dare questa responsabilità a chi non lo ha mai fatto prima. La stagione turistica qui va da giugno a settembre, ma è davvero impegnativa. Abbiamo anche una stanza a disposizione dei giovani che vengono su a lavorare per l’estate ma, a diversità di ciò che può sembrare, facendo questo lavoro il tempo per godersi la montagna è davvero poco e nel giorno libero quasi tutti preferiamo riposare”.
“La situazione sembra peggiorare di anno in anno, ad oggi siamo davvero preoccupati perché per noi la stagione inizia a Pasqua e, nonostante i tanti annunci messi sul web e sui social, non abbiamo ancora trovato il personale che ci serve per aprire - spiegano i titolari della locanda Lou Pitavin di Marmora -. Partiremo con alcuni ragazzi fidati che, seppure abbiano già un altro lavoro, verranno a darci una mano ma non possiamo pensare di andare avanti così fino ad ottobre: nessuno chiama per proporsi e i curriculum non arrivano, sembra che non ci sia più nessuno disposto a fare questo tipo di esperienza lavorativa. Noi offriamo vitto alloggio e due giorni di riposo a settimana, ovviamente non durante il weekend, ma forse è proprio la mentalità ad essere cambiata. Su questo in parte potrebbe aver influito anche la pandemia: in molti hanno preso strade lavorative più sicure e che lasciano maggiore tempo libero. Ci sono poi alcune eccezioni che fanno ben sperare come la telefonata di una ragazza di Macerata che si è data disponibile a venire su per una prova con l’obiettivo di fare una stagione sulle nostre montagne. E ancora alcuni studenti dell’alberghiero che accogliamo sempre volentieri, ma che inevitabilmente si fermano troppo poco e spesso hanno difficoltà a raggiungere la nostra locanda, poco servita dai mezzi pubblici. Quello del personale è un problema che non riguarda solo noi: in valle Maira mancano, tra le sole attività ricettive aderenti al consorzio turistico, circa 60 persone per la stagione estiva.”.
“La difficoltà maggiore è reperire personale per la cucina - spiega il gestore del rifugio Fauniera di Castelmagno, Marco Vittori -: abbiamo messo tramite i social degli annunci per trovare un cuoco e un aiuto cuoco, per il primo nessun candidato, per il secondo è arrivato un solo curriculum. Tre anni fa, quindi prima della pandemia, per lo stesso lavoro avevo ricevuto oltre 100 candidature. E sempre usando i medesimi canali, i social, dove i giovani non mancano. Per quanto riguarda le altre posizioni, dal servizio in sala alle pulizie, la situazione è meno critica: ci hanno contattato alcuni studenti, nessuno dei quali però disponibile per l’intera stagione, e alcune persone con qualche anno in più bisognose di lavorare. In ogni caso apriremo a Pasqua e per il 25 aprile e cucinerò io, ma sono preoccupato: un rifugista non può stare in cucina perchè altrimenti finisce per trascurare tutto il resto. Con queste premesse la situazione per l’estate si fa davvero critica, non vorrei ritrovarmi a dover ridurre il servizio per la mancanza di personale”.
Difficile dire se sia colpa del Covid o se oggi tra le nuove generazioni ci sia meno spirito di sacrificio, ma la problematica è reale. “Come Conitours - afferma il direttore, Armando Erbì - sul nostro sito (www.cuneoalps.it) abbiamo dedicato uno spazio-vetrina agli annunci di lavoro del settore, le candidature vengono poi gestite da Granda Lavoro di Confcommercio oppure è possibile contattare direttamente le strutture ”.