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Ecco chi se ne va dal Santa Croce di Cuneo
20 marzo 2022
Cuneo
Cuneo - Botta e risposta tra le accuse del convalidato sindaco Giancarlo Boselli verso il Santa Croce e Carle e la direzione del Santa Croce e Carle che replica con una risposta ufficiale.
Ma sono ancora i numeri e gli atti ufficiali a parlare. Scorrendo le determine dell’albo pretorio sul sito dell’Aso Santa Croce e Carle sul fronte personale solo in questi primi giorni di marzo il quadro non è proprio roseo: dimissioni di due primari, tre anestesisti, due oncologi, un chirurgo, un fisico, due infermieri, due amministrativi, mentre un medico ha allungato l’ aspettativa.
“La strategia di gestione del personale, attuata anche nel contesto delle relazioni sindacali, prevede la garanzia costante del turn-over nei limiti del rapido espletamento dei concorsi e della disponibilità di graduatorie anche esterne. Da inizio 2021 ad oggi, a fronte di 209 cessazioni complessive, le assunzioni sono state in totale 212. In particolare, sono cessati 56 medici e ne sono stati assunti 58 ed attualmente sono ancora aperti 10 bandi per le varie specialità nonché le selezioni per i direttori di struttura complessa. Sono stati assunti 60 infermieri a fronte di 68 cessazioni ed altre assunzioni sono in corso al fine di garantire la reintegrazione dell’organico previsto e la definitiva copertura a tempo indeterminato delle risorse acquisite in relazione all’emergenza Covid-19”.
È la direzione del Santa Croce e Carle a rispondere a una lettera aperta inviata dal candidato sindaco Giancarlo Boselli al sindaco, al Santa Croce, all’assessore Icardi e alla presidente della Fondazione Ospedale Silvia Merlo.
L’accusa di Boselli è pesante: “Disorganizzazione, turni pesanti, mancanza di sostituzioni, imposizione di budget assurdi... I medici più giovani e qualificati dicono apertamente di volersene andare perché qui non ci sono prospettive”. A questo Boselli ha poi aggiunto un elenco di nomi di medici che se ne sono andati da Cuneo: Borghi e Maramo dalla chirurgia, l’oncologa Garrone, l’anestesista Cifariello e l’otorino Barbero.
“L’Azienda - continua la risposta - è un’organizzazione dinamica e su più di 2.300 dipendenti un certo numero di cessazioni è fisiologico perché dovuto a pensionamenti, trasferimenti per ragioni personali (esempio avvicinamento familiare), ma anche a progressione di carriera non realizzabile in sede, come il superamento di selezioni per il ruolo di primario” .
Ma sono ancora i numeri e gli atti ufficiali a parlare. Scorrendo le determine dell’albo pretorio sul sito dell’Aso Santa Croce e Carle sul fronte personale solo in questi primi giorni di marzo il quadro non è proprio roseo: dimissioni di due primari, tre anestesisti, due oncologi, un chirurgo, un fisico, due infermieri, due amministrativi, mentre un medico ha allungato l’ aspettativa.
Nello specifico: 2 marzo recesso volontario medico oncologico; 3 marzo pensione anticipata coadiutore amministrativo; proroga di orario ridotto a medico; proroga aspettativa di medico; 10 marzo pensione anticipata del primario di dermatologia Michele Bertero; pensione anticipata infermiere senior; pensione anticipata assistente amministrativo; trasferimento alla Città della Salute di Torino di un fisico; due recessi volontari di anestesisti; un recesso volontatrio di infermiere; aspettativa per trasferimento del primario di anestesia e terapia intensiva cardiovascolare Alessandro Locatelli che va a Pavia; il 14 marzo recesso volontario di anestesista; recesso volontario di un medico oncologo; trasferimento alla Città della Salute di Torino di un chirurgo.
“Stiamo grantendo il turn over - ribadisce il direttore generale Elide Azzan - alcuni se ne vanno ma sono stati appena nominati i direttori delle strutture di Radiologia e di Cardiochirurgia e, a breve, si svolgerà la selezione per la nomina del nuovo direttore di Neurologia. Sono risorse in più oltre al fatto che sono capitani e dunque organizzatori del lavoro sanitario di intere strutture. Senza dimenticare che alcuni dei nostri recessi sono medici che vanno a fare i primari in altre strutture e questo è un elemento qualificante dell’Azienda stessa che prepara in esperienza e competenza”.
Sul fronte nuovo ospedale nulla di nuovo: tutto è fermo alla presentazione fatta a Cuneo dalla Regione ma nessun atto formale è avvenuto successivamente.