Fiabe di oggi per ritrovare i valori della semplicità, della disponibilità e dell’amicizia
27 febbraio 2022
Cuneo
Un principe chiamato per scherno Mammola, animali che parlano la lingua degli umani, il “conte della miseria”, due re che litigano per la quercia più imponente, poi donzelle e popolane, rane che si trasformano in principesse: in questo libro di fiabe ci sono tutti i personaggi, piccoli e grandi, semplici e prepotenti, umili e ingordi, che da sempre popolano il mondo del fantastico e si mettono al servizio di insegnamenti da trasmettere col linguaggio dell’immaginazione e la semplicità delle illustrazioni. La prima delle fiabe riassume quello che nelle successive troverà ripetute conferme. I valori positivi si affermano con chiarezza e immediatezza, mentre si condanna l’egoismo e l’avidità che si incarna nella persona dei potenti. Bor è il grande orso temuto da tutti. Eppure è profondamente buono al punto di umiliarsi davanti al prepotente di turno per salvare la sua foresta e gli altri animali. Al suo confronto l’alterigia del re, che ritiene di sua proprietà le vite di tutti, animali compresi, appare meschina e inutile. Pareggerà i conti il figlio, non a caso pure lui vittima di pregiudizi, quando salirà al trono assumendo consapevolmente e provocatoriamente il nome di re Mammola. La bontà sconfigge dunque il male e riequilibra i rapporti su nuovi canoni di rapporti. Sono racconti che parlano di modi diversi di guardare il mondo. Quello del possesso e quello dell’accoglienza, quello dell’egoismo e quello della disponibilità: ogni racconto invita ad aguzzare gli occhi, a trovare la morale che raramente viene suggerita, ma si intravede facilmente tra le righe perché “a tutti piace sentirsi utile per qualcuno” e se si fa violenza a questa innata propensione prendendo un’altra strada “la bontà, la meraviglia, la gioia, quando lasciano una persona, vanno semplicemente a risplendere altrove. Il ballo dell'orso e altre storie di Fiorenza Adriano Baima & Ronchetti 12 euro