editoriale

Nei miei panni

24 febbraio 2022

Cuneo

Nei miei panni Il video, accessibile su YouTube, vede dietro i banchi 10 docenti universitari sottoposti a una serie di prove per sperimentare le difficoltà di lettura, scrittura, calcolo, velocità e memoria di lavoro degli studenti con Disturbo Specifico dell’Apprendimento, “una neurodiversità che non è risultato di una lesione, di una patologia, ma è una condizione costituzionale - di solito determinata geneticamente - che introduce una piccola anomalia nell’organizzazione del sistema nervoso centrale e produce un’inefficienza nel modo di processare le informazioni”. Sono parole di Giacomo Stella, presidente AID (Associazione Italiana Dislessia), e conduttore dell’esperienza documentata dal video. La differenza neurologica, minima al punto che la risonanza magnetica non la identifica, purtroppo provoca problemi di lentezza di processamento in varie attività. Queste persone hanno un problema invisibile. Nella scuola primaria si può rilevare, e anche sottovalutare, una certa fatica da parte dei bambini con DSA nell’imparare a leggere, scrivere e contare; una fatica che cercano di compensare, imparando lo stesso, ma con sforzo, stress, sovraccarico mentale. Quando arrivano all’università, sono dentro questa pressione da almeno 13 anni. Aprono il video un libero professionista Giulio, dislessico e discalculico, e Camilla, studentessa di filologia, dislessica, discalculica, disgrafica e disortografica. Testimoniano la fatica del percorso scolastico e gli obiettivi raggiunti, la tentazione di mollare, il non sentirsi compresi. Non puoi immedesimarti in un dislessico, ma puoi provare a immedesimarti nelle difficoltà di un dislessico: essere costretto a “correre”, quando invece hai bisogno di tempo e tranquillità. Ecco dunque i docenti universitari alle prese con la prova d’ingresso: una prova di comprensione in velocità, con richieste da soddisfare in tempi accelerati. Seguono test di lettura per sperimentare la difficoltà di accesso lessicale, vale a dire di riconoscimento delle parole: si saltano parole o si legge una parola come se fosse un’altra e si cerca di comprendere il testo ugualmente, nonostante le lacune. Si deve leggere più volte una pagina per capirla. Occorre molto tempo ed è scoraggiante. Il video arriva al cuore della questione: quando come docenti ci si trova a valutare una persona con DSA si ha la responsabilità di tenere conto di tutto questo.
Studenti Video Dsa Quando le stelle vengono meno Quando morire Quando Rosa … ritorna al villaggio