cuneo

Bollette di gas e luce quasi triplicate per le Rsa

13 febbraio 2022

Cuneo

residenza per anziani Casa Famiglia di Cuneo Cuneo - Importo della bolletta del gas. A gennaio 2021: 14.500 euro. A gennaio 2022: 36.000 euro. Importo della bolletta dell’energia elettrica. A dicembre 2020: 4.800 euro. A dicembre 2021: 11.800 euro. Consumi identici - anzi, per quanto riguarda il gas, anche leggermente inferiori quest’anno, grazie alla mitezza dell’inverno che stiamo vivendo -, ma costi quasi triplicati. “Con un crescendo esponenziale di questo tipo, di quale entità saranno le bollette di febbraio? E quelle dei mesi a venire? Come potranno le strutture sostenere un simile incremento dei costi di gestione?”. A porsi questi interrogativi è Luca Belvolto, direttore della residenza per anziani “Casa Famiglia” di corso Dante 58, a Cuneo. Autorizzata alla gestione di 142 posti letto, la struttura di proprietà della Fondazione Opere Diocesane Cuneesi eroga servizi assistenziali in regime di residenza sia alberghiera (Raa) per ospiti autosufficienti, sia sanitaria (Rsa) per anziani non autosufficienti, arrivando ad accogliere un massimo di 130 persone. “Attualmente - spiega il direttore - i posti letto occupati sono 120. Dopo il calo di inserimenti registratosi durante la prima fase della pandemia, con le riaperture avutesi nel secondo semestre del 2021, dal maggio scorso, gli ingressi erano aumentati e si era tornati ad avere un buon livello di occupazione. In questi mesi, con la quarta ondata pandemica, si è verificato un nuovo stallo e proprio adesso che, con la discesa della curva dei contagi, si pensava di poter ripartire, è arrivata la mazzata dei rincari energetici che rischia di dare il colpo finale ad una situazione già critica. I bilanci delle case di riposo, infatti, erano già in rosso anche senza questi aumenti, dopo due anni di pandemia e gli incrementi di spesa sostenuti per l’acquisto dei dpi (dispositivi di protezione individuale), il potenziamento del personale, la riorganizzazione degli spazi e del servizio conseguenti l’emergenza sanitaria, a fronte di una diminuzione delle entrate per i mancati ingressi. Ci domandiamo, quindi, - conclude Belvolto - come faremo ora a reggere quest’altra batosta. Alle istituzioni chiediamo qual è la previsione di spesa per i prossimi mesi e di mettere in campo anche per le Rsa e le case di riposo, come per famiglie e imprese, dei sostegni adeguati”. Del resto, poche sono le armi a disposizione per fronteggiare i rincari energetici. “È questo un fronte - precisa Belvolto - sul quale non abbiamo grandi margini di intervento: le bollette di luce e gas vanno comunque pagate, i consumi in strutture come le nostre sono costanti e non sarà possibile mettere in campo economie nel breve termine, perché gli interventi di efficientamento energetico richiedono valutazioni strutturali, pianificazione e ulteriori investimenti. E certo non si potrà ribaltare sulle famiglie l’aggravio dei costi di luce e gas, visto che la retta mensile di una Rsa rappresenta già una spesa importante per l’utenza. Se nel biennio 2020/2021 le rette della nostra residenza non erano state ritoccate, da marzo 2022 saranno applicati dei rincari, diferenziati in base alla tipologia di assistenza erogata: in media si tratterà di un aumento di 30 euro mensili, 1 euro il giorno. Tali maggiorazioni erano state decise in un’ottica di miglioramento della qualità del servizio, ma a questo punto andranno a coprire, in minima parte, il buco di bilancio che dopo due anni di pandemia ci portiamo dietro e che i ristori previsti dalla Regione ed erogati nel 2020/2021 hanno solo parzialmente coperto”. Anche l’Associazione provinciale case di riposo (della quale Luca Belvolto è consigliere) si sta occupando del problema, promuovendo una ricognizione sulle strutture per comprendere l’entità dei rincari energetici e le difficoltà conseguenti.
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