Cuneo - Bollette alle stelle, prezzi dell’energia elettrica fuori controllo.
L’aumento esponenziale del costo dell’energia ha messo in crisi non solo molte famiglie, ma anche diverse grandi aziende “energivore”. Le imprese denunciano rincari che si attestano anche oltre il 100% e a questo si somma l’aumento del costo delle materie prime che in alcuni casi sono più che raddoppiati.
Le aziende sono corse ai ripari mettendo in campo misure straordinarie: c’è chi ha deciso di spegnere le macchine e limitare la produzione per alcune ore alla settimana per abbassare i consumi e chi ha riorganizzato il lavoro interno e spalmato gli orari di produzione di notte e nel fine settimana, momenti in cui l’energia elettrica costa meno.
È il caso ad esempio della Borgna Vetri Srl di San Defendente di Cervasca, azienda che si occupa di realizzare e trasformare vetri che, dal 1° febbraio, ha rivisto i turni dei 220 dipendenti per sfruttare le ore meno “costose”.
“L’energia elettrica è in percentuale uno dei tre costi che più incide sul nostro fatturato, oggi la spesa è cresciuta a dismisura, rispetto al 2021 paghiamo il doppio, se non di più - commenta l’amministratore delegato Enzo Borgna -. Il nostro caso è penalizzato due volte: prima per il costo di fruizione dell’energia, secondo per il fatto che le materie prime che noi compriamo, vedi il vetro ad esempio, sono realizzate proprio grazie all’utilizzo dell’energia elettrica e del gas. Quindi siamo soggetti agli aumenti e li subiamo sia in modo diretto che indiretto”.
Le aziende più esposte ai rincari sono infatti proprio quelle che hanno gas ed energia elettrica al centro della produzione, come quelle che operano nel campo del vetro, ma anche della metallurgia, del legno e della carta. Secondo i dati raccolti dal Servizio Ambiente ed Energia di Confindustria Cuneo, il prezzo dell’energia elettrica continua a registrare valori record, nel mese di dicembre ha raggiunto la media mensile più elevata da quando la Borsa italiana è stata costituita superando 280 euro/MWh con un +450% rispetto al valore di gennaio 2021. Per quanto riguarda il gas, il prezzo è passato dai circa 0,20 centesimi di euro/Smc di gennaio 2021 a 1,20 euro di dicembre (con picchi record di 1,80).
Dal 1° gennaio e fino al 31 marzo 2022, come previsto dall’Arera - l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente - le imprese non pagheranno in bolletta i cosiddetti oneri generali di sistema, un beneficio che però rischia di coprire solo in minima parte rincari che rischiano di bloccare molte aziende. In attesa di interventi diretti da parte del Governo, provvedimenti per il momento solo annunciati e di cui si sta ancora discutendo, le industrie si sono mosse in diversi modi per cercare di limitare i danni.
Fino a gennaio la Borgna Vetri operava su tre turni per cinque giorni, dal lunedì dalle 6 del mattino fino al sabato alle 6, da questa settimana e fino al 31 marzo, l’inizio dei turni avviene alle 22 del lunedì ma finisce il sabato sera alle 22, si recuperano così 16 ore di lavoro “fuori picco”, cioè nel periodo in cui il costo dell’energia elettrica è più basso (dal lunedì al venerdì dalle 20 alle 8 del mattino e il sabato e la domenica ndr).
“Noi come azienda non possiamo fare molto - continua Borgna -, i valori sono alti e i margini per recuperare sono pochi se non con un intervento esterno perché per noi aziende è un aumento che subiamo e non è negoziabile. Quello che abbiamo deciso di fare è una protesta attiva, spostando i turni per cercare di sfruttare le ore in cui l’energia costa un po’ meno. E’ un sacrificio che facciano noi, ma soprattutto i nostri dipendenti che hanno accettato questi cambi, facciamo di tutto per contenere i costi, è una batosta che ci ha lasciato un po’ disarmati e che ci penalizza perché è arrivata in un momento in cui stavamo vivendo una crescita di fatturato importante. Abbiamo dovuto rinunciare ad alcune commesse perché rientrare delle spese raddoppiando i prezzi ai clienti significa dover rinunciare al prodotto. In più, lavorando noi soprattutto con l’estero ci troviamo a dover fare i conti anche con i competitor stranieri, perché non dimentichiamo che in Germania e in Francia il costo dell’energia è molto inferiore. Insomma, la situazione è veramente difficile”.
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Cuneo - Bollette alle stelle, prezzi dell’energia elettrica fuori controllo.
L’aumento esponenziale del costo dell’energia ha messo in crisi non solo molte famiglie, ma anche diverse grandi aziende “energivore”. Le imprese denunciano rincari che si attestano anche oltre il 100% e a questo si somma l’aumento del costo delle materie prime che in alcuni casi sono più che raddoppiati.
Le aziende sono corse ai ripari mettendo in campo misure straordinarie: c’è chi ha deciso di spegnere le macchine e limitare la produzione per alcune ore alla settimana per abbassare i consumi e chi ha riorganizzato il lavoro interno e spalmato gli orari di produzione di notte e nel fine settimana, momenti in cui l’energia elettrica costa meno.
È il caso ad esempio della Borgna Vetri Srl di San Defendente di Cervasca, azienda che si occupa di realizzare e trasformare vetri che, dal 1° febbraio, ha rivisto i turni dei 220 dipendenti per sfruttare le ore meno “costose”.
“L’energia elettrica è in percentuale uno dei tre costi che più incide sul nostro fatturato, oggi la spesa è cresciuta a dismisura, rispetto al 2021 paghiamo il doppio, se non di più - commenta l’amministratore delegato Enzo Borgna -. Il nostro caso è penalizzato due volte: prima per il costo di fruizione dell’energia, secondo per il fatto che le materie prime che noi compriamo, vedi il vetro ad esempio, sono realizzate proprio grazie all’utilizzo dell’energia elettrica e del gas. Quindi siamo soggetti agli aumenti e li subiamo sia in modo diretto che indiretto”.
Le aziende più esposte ai rincari sono infatti proprio quelle che hanno gas ed energia elettrica al centro della produzione, come quelle che operano nel campo del vetro, ma anche della metallurgia, del legno e della carta. Secondo i dati raccolti dal Servizio Ambiente ed Energia di Confindustria Cuneo, il prezzo dell’energia elettrica continua a registrare valori record, nel mese di dicembre ha raggiunto la media mensile più elevata da quando la Borsa italiana è stata costituita superando 280 euro/MWh con un +450% rispetto al valore di gennaio 2021. Per quanto riguarda il gas, il prezzo è passato dai circa 0,20 centesimi di euro/Smc di gennaio 2021 a 1,20 euro di dicembre (con picchi record di 1,80).
Dal 1° gennaio e fino al 31 marzo 2022, come previsto dall’Arera - l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente - le imprese non pagheranno in bolletta i cosiddetti oneri generali di sistema, un beneficio che però rischia di coprire solo in minima parte rincari che rischiano di bloccare molte aziende. In attesa di interventi diretti da parte del Governo, provvedimenti per il momento solo annunciati e di cui si sta ancora discutendo, le industrie si sono mosse in diversi modi per cercare di limitare i danni.
Fino a gennaio la Borgna Vetri operava su tre turni per cinque giorni, dal lunedì dalle 6 del mattino fino al sabato alle 6, da questa settimana e fino al 31 marzo, l’inizio dei turni avviene alle 22 del lunedì ma finisce il sabato sera alle 22, si recuperano così 16 ore di lavoro “fuori picco”, cioè nel periodo in cui il costo dell’energia elettrica è più basso (dal lunedì al venerdì dalle 20 alle 8 del mattino e il sabato e la domenica ndr).
“Noi come azienda non possiamo fare molto - continua Borgna -, i valori sono alti e i margini per recuperare sono pochi se non con un intervento esterno perché per noi aziende è un aumento che subiamo e non è negoziabile. Quello che abbiamo deciso di fare è una protesta attiva, spostando i turni per cercare di sfruttare le ore in cui l’energia costa un po’ meno. E’ un sacrificio che facciano noi, ma soprattutto i nostri dipendenti che hanno accettato questi cambi, facciamo di tutto per contenere i costi, è una batosta che ci ha lasciato un po’ disarmati e che ci penalizza perché è arrivata in un momento in cui stavamo vivendo una crescita di fatturato importante. Abbiamo dovuto rinunciare ad alcune commesse perché rientrare delle spese raddoppiando i prezzi ai clienti significa dover rinunciare al prodotto. In più, lavorando noi soprattutto con l’estero ci troviamo a dover fare i conti anche con i competitor stranieri, perché non dimentichiamo che in Germania e in Francia il costo dell’energia è molto inferiore. Insomma, la situazione è veramente difficile”.
Un 2022 “salato” per le imprese
11 febbraio 2022
Cuneo
Cuneo - Bollette alle stelle, prezzi dell’energia elettrica fuori controllo.
L’aumento esponenziale del costo dell’energia ha messo in crisi non solo molte famiglie, ma anche diverse grandi aziende “energivore”. Le imprese denunciano rincari che si attestano anche oltre il 100% e a questo si somma l’aumento del costo delle materie prime che in alcuni casi sono più che raddoppiati.
Le aziende sono corse ai ripari mettendo in campo misure straordinarie: c’è chi ha deciso di spegnere le macchine e limitare la produzione per alcune ore alla settimana per abbassare i consumi e chi ha riorganizzato il lavoro interno e spalmato gli orari di produzione di notte e nel fine settimana, momenti in cui l’energia elettrica costa meno.
È il caso ad esempio della Borgna Vetri Srl di San Defendente di Cervasca, azienda che si occupa di realizzare e trasformare vetri che, dal 1° febbraio, ha rivisto i turni dei 220 dipendenti per sfruttare le ore meno “costose”.
“L’energia elettrica è in percentuale uno dei tre costi che più incide sul nostro fatturato, oggi la spesa è cresciuta a dismisura, rispetto al 2021 paghiamo il doppio, se non di più - commenta l’amministratore delegato Enzo Borgna -. Il nostro caso è penalizzato due volte: prima per il costo di fruizione dell’energia, secondo per il fatto che le materie prime che noi compriamo, vedi il vetro ad esempio, sono realizzate proprio grazie all’utilizzo dell’energia elettrica e del gas. Quindi siamo soggetti agli aumenti e li subiamo sia in modo diretto che indiretto”.
Le aziende più esposte ai rincari sono infatti proprio quelle che hanno gas ed energia elettrica al centro della produzione, come quelle che operano nel campo del vetro, ma anche della metallurgia, del legno e della carta. Secondo i dati raccolti dal Servizio Ambiente ed Energia di Confindustria Cuneo, il prezzo dell’energia elettrica continua a registrare valori record, nel mese di dicembre ha raggiunto la media mensile più elevata da quando la Borsa italiana è stata costituita superando 280 euro/MWh con un +450% rispetto al valore di gennaio 2021. Per quanto riguarda il gas, il prezzo è passato dai circa 0,20 centesimi di euro/Smc di gennaio 2021 a 1,20 euro di dicembre (con picchi record di 1,80).
Dal 1° gennaio e fino al 31 marzo 2022, come previsto dall’Arera - l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente - le imprese non pagheranno in bolletta i cosiddetti oneri generali di sistema, un beneficio che però rischia di coprire solo in minima parte rincari che rischiano di bloccare molte aziende. In attesa di interventi diretti da parte del Governo, provvedimenti per il momento solo annunciati e di cui si sta ancora discutendo, le industrie si sono mosse in diversi modi per cercare di limitare i danni.
Fino a gennaio la Borgna Vetri operava su tre turni per cinque giorni, dal lunedì dalle 6 del mattino fino al sabato alle 6, da questa settimana e fino al 31 marzo, l’inizio dei turni avviene alle 22 del lunedì ma finisce il sabato sera alle 22, si recuperano così 16 ore di lavoro “fuori picco”, cioè nel periodo in cui il costo dell’energia elettrica è più basso (dal lunedì al venerdì dalle 20 alle 8 del mattino e il sabato e la domenica ndr).
“Noi come azienda non possiamo fare molto - continua Borgna -, i valori sono alti e i margini per recuperare sono pochi se non con un intervento esterno perché per noi aziende è un aumento che subiamo e non è negoziabile. Quello che abbiamo deciso di fare è una protesta attiva, spostando i turni per cercare di sfruttare le ore in cui l’energia costa un po’ meno. E’ un sacrificio che facciano noi, ma soprattutto i nostri dipendenti che hanno accettato questi cambi, facciamo di tutto per contenere i costi, è una batosta che ci ha lasciato un po’ disarmati e che ci penalizza perché è arrivata in un momento in cui stavamo vivendo una crescita di fatturato importante. Abbiamo dovuto rinunciare ad alcune commesse perché rientrare delle spese raddoppiando i prezzi ai clienti significa dover rinunciare al prodotto. In più, lavorando noi soprattutto con l’estero ci troviamo a dover fare i conti anche con i competitor stranieri, perché non dimentichiamo che in Germania e in Francia il costo dell’energia è molto inferiore. Insomma, la situazione è veramente difficile”.