cuneo

Un polo culturale in Santa Chiara da ristrutturare

22 gennaio 2022

Cuneo

Cuneo - La chiesa di Santa chiara sarà restaurata e destinata ao ospitare teatro, incontri e più in generale attività culturali nell'ambito del primo progetto di partenariato speciale pubblico-privato in ambito culturale a Cuneo. Il progetto, presentato alla commissione Cultura, coinvolge il Comune, che recupererà la struttura, e il Melarancio, a cui saranno affidate le attività nell’ex chiesa una volta conclusi i lavori di recupero. Il restauro Il progetto di restauro e manutenzione edilizia dell’ex chiesa, da tempo chiusa al pubblico, nel cuore del centro storico (tra via Savigliano e via Cacciatori delle Alpi) è uno dei 15 interventi sul territorio nazionale finanziato con il bando relativo al Fondo statale per la cultura. Il costo complessivo è di 570.000 euro, di cui 455.000 dal Fondo per la Cultura e 114.000 dal Comune. La gara d’appalto dovrebbe essere pubblicata entro marzo e salvo intoppi i lavori dovrebbero iniziare entro l’inverno del 2022 ed essere realizzati in circa 14 mesi. “Santa Chiara è un gioiello della nostra città - ha detto l’assessora alla Cultura, Cristina Clerico, nel corso della Commissione - È già stata utilizzata come sede di attività culturali fino a pochi anni fa, quando una serie di fenomeni correlati al distacco di alcune porzioni marginali degli elementi pittorici ne hanno consigliato la chiusura per ragioni di conservazione e motivi di sicurezza”. La chiesa annessa all’ex convento delle Clarisse è tra i monumenti barocchi più significativi della città ed era stata oggetto di un intervento di restauro tra il 1998 e il 2000, ma successive infiltrazioni hanno reso necessario un nuovo intervento. In particolare, il progetto è relativo al restauro delle superfici murarie dipinte, affrescate e in stucco della volta, della cupola e delle pareti della chiesa, oltre alla manutenzione edilizia della struttura con la sostituzione degli infissi e delle gronde, su indicazione anche della Sovrintendenza per evitare le infiltrazioni.
“Per noi recuperare Santa Chiara significa tutelare e valorizzare un elemento fondamentale del nostro patrimonio culturale - ha sottolineato Cristina Clerico - È un intervento che abbiamo seguito e inseguito tenendolo pronto in attesa del bando giusto. Adesso si tratta di realizzarlo nel migliore dei modi”. La chiesa è oggi di proprietà del Comune ed è chiusa al culto. All’interno sono presenti decorazioni e dipinti con affreschi risalenti alla prima metà del ‘700 raffiguranti santi, putti, angeli e, nella cupola, i Santi Chiara e Francesco. La decorazione risale al 1719. Santa Chiara e il Melarancio
Nelle intenzioni del Comune, la chiesta di Santa Chiara è destinata a diventare un polo culturale del territorio a partire dalle attività teatrali, nell’ambito di un partenariato speciale pubblico privato che coinvolge Comune e Melarancio e che inizialmente riguardava il solo palazzo Soverini (la “casetta Toselli”), già oggi sede del Melarancio, ed è poi stato esteso a Santa Chiara. L’accordo dovrà essere approvato dal consiglio comunale nei prossimi mesi. In questa direzione il Melarancio si è aggiudicato nel corso del 2021 il bando nazionale “Viviamo la cultura”, promosso da Alleanza delle Cooperative italiane, Anci e Fondazione Fitzcarraldo per sostenere queste nuove modalità di partenariato per le attività culturali. “Per noi - ha spiegato Cristina Clerico - è stata importante la solidità dei proponenti che si sono aggiudicati il bando di sostegno al partenariato e la destinazione di questi beni di “hub culturale e territoriale” rivolta al teatro e a tutto quello che il teatro rappresenta, con una vocazione prioritaria alle famiglie e ai bambini. Sarà un progetto in continuo divenire: l‘obiettivo è avere un luogo di produzione di cultura. Portare avanti in questo momento un progetto così nuovo, così fresco, penso sia un motivo di vanto”.
Gimmi Basilotta, direttore artistico del Melarancio, ha spiegato: “Dobbiamo trovare strade e strategie nuove di progettazione e proposta dell’azione culturale, sempre più connesso con la dimensione del sociale, dell’ambiente e della vita dei cittadini. L’idea è quella di un hub culturale, con il Melarancio e le a tre realtà sia del sociale che culturali del territorio, per immaginare un luogo in cui la comunità possa fruire di cultura, ma anche possa pro-gettare e realizzare cultura”. Tra gli obiettivi: teatro per le nuove generazioni, sia per le scuole che per le famiglie, laboratori, formazione e didattica, teatro sociale e di comunità. “Immaginiamo Santa Chiara - ha sottolineato Basilotta - come un luogo aperto alla cultura, dove ci possano essere momenti di spettacolo e di incontro. Immaginiamo possa avere uno spazio food e possa diventare un luogo per riunioni e incontri di associazioni. Uno spazio che avrà una sua anima e progettualità e possa essere vivo e aperto quotidianamente alla fruizione dei cittadini”.
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