cuneo

Il Santa Croce riapre 22 posti no Covid

22 gennaio 2022

Cuneo

Cuneo - Sono ancora 115 i pazienti ricoverati per Covid al Santa Croce di Cuneo e al Carle di Confreria, ma la notizia che fa sperare in un allentamento della pressione sugli ospedali è la riapertura di uno spazio di 22 letti di area medica, esclusivamente riservato ai ricoveri “bianchi”, cioè non da Covid. Sono sempre tutti occupati i letti Covid negli ospedali della provincia, nonostante il continuo aumento dei posti a disposizione nelle ultime settimane. Secondo gli esperti si dovrebbe raggiungere, proprio entro nel fine settimana, il cosiddetto “plateau” di contagi, ovvero il periodo in cui le infezioni diventano stabili e dunque in possibile discesa futura. “È un segno di speranza e di ritorno alla normalità – sottolinea il direttore generale del Santa Croce e Carle, Elide Azzan, che conferma l’apertura dei posti letto “bianchi” – perché riaprire uno spazio di area medica dedicato ai pazienti no Covid significa riportare l’ospedale verso il suo normale funzionamento, e dunque a riequilibrare i servizi. Gli epidemiologi dicono che siamo vicini al raggiungimento del plateau anche in Piemonte, ma non possiamo allentare l’attenzione all’emergenza, mantenendo l’elasticità che caratterizza questi momenti. Speriamo di non aumentare più i posti Covid ma di diminuirli da ora in poi, ma stiamo comunque allerti. I posti di area medica bianchi del Santa Croce servono anche per l’area chirurgica all’occorrenza. Il pronto soccorso continua a registrare sempre accessi molto alti”. I letti bianchi di area medica servono dunque per riportare l’ospedale ad accogliere pazienti no Covid, dagli oncologici alla geriatria, dalla pneumologia alla medicina generale. Sono al secondo piano del Santa Croce. Rimane sempre il problema del personale che manca perché quello attivo deve occuparsi dei reparti Covid e delle terapie intensive che necessitano di molto più adetti del normale funzionamento ospedaliero. Però stanno rientrando, anche se ancora lentamente, i numeri del personale contagiato che nelle ultime due settimane aveva fatto registrare numeri record. Non si tratta di un ritorno alla normalità ovviamente, perché l’area chirurgica rimane sempre chiusa e solo a disposizione di urgenze e oncologici gravi, ma è un bel segnale che gli ospedali possono ritornare accessibili anche per i malati che si sono visti rimandare per l’ennesima volta le operazioni, gli esami e i controlli. Siamo è in attesa del report settimanale che decreterà se il Piemonte riuscirà a rimanere  ancora in zona gialla o se scatterà l’arancione, e i dati ufficiale dell’incidenza nella settimana dal 10 al 16 gennaio sono ancora in salita. L’incidenza regionale (ovvero l’incremento settimanale di nuovi casi di Covid per 100.000 abitanti) è di 2215,6, in lieve aumento (+ 2,1%) rispetto a 217,1 della settimana prima, anche se, per la prima volta dopo settimane, l’aumento è più contenuto. I posti letto in provincia sono tutti occupati o quasi. A mercoledì 19 gennaio, il Santa Croce e Carle, che ha a disposizione oltre cento posti attivati per il Covid, ha tutti i letti pieni: i 6 posti di terapia intensiva attivi, così come gli otto di semintensiva, così come occupati ben 92 posti di degenza ordinaria su 93 attivi. Così anche negli altri ospedali della provincia. A Saluzzo e Mondovì  nell’ultima settimana sono ancora aumentati i letti a disposizione dei pazienti Covid. A Saluzzo cinque dei sei letti della terapia intensiva sono occupati mentre i letti di media intensità, saliti a 69, e ora sono 66 quelli occupati. A Mondovì delle quattro terapie intensive sono tre quelle per ora occupate, e 36 su 40 le degenze ordinarie. L’Asl Cn1 ha 110 posti letto occupati Covid e dieci terapie intensive che ha voluto concentrare, avendo più ospedali a disposizione, nei due nosocomi di Saluzzo e Mondovì. Saluzzo è ritornato ad essere un Covid Hospital vero e proprio e Mondovì, a differenze di Savigliano, permette di separare facilmente i percorsi “rossi” Covid da quelli “bianchi”. A Savigliano, se si registrano casi Covid, sono pazienti asintomatici, ricoverati per altri motivi perché hanno subito un intervento urgente e al tampone risultano positivi al Covid, e pertanto vengono isolati dagli altri pazienti in stanze riservate. A Verduno sono saliti a 56 i ricoveri da Covid di cui 5 posti, su 5 a disposizione, di terapia intensiva.
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