politica

Verduno si “allarga” con il sì della Regione

18 dicembre 2021

Cuneo

Cuneo - Le preoccupazioni e le richieste di allerta dei mesi scorsi sulla “predilezione” regionale per l’ospedale di Verduno rispetto agli altri ospedali della provincia, ora sono state messe anche nero su bianco. La Regione Piemonte infatti nella giunta del 26 novembre (verbale n. 244) ha ufficializzato che l’ospedale di Verduno può “allargarsi” anche su specialità e reparti che non sono propri degli ospedali spoke, cioè degli ospedali di territorio come è quello albese, che invece spettano per norma agli hub come il Santa Croce di Cuneo.La giunta ha infatti, su relazione dell’assessore alla sanità Luigi Genesio Icardi, approvato l’atto aziendale dell’Asl Cn2 Alba e Bra, che prevedeva “modifiche organizzative dell’Asl Cn2 a livello amministrativo ed ospedaliero”, andando a rettificare l’atto aziendale di due anni fa, del novembre del 2019. Una modifica sostanziale dello strumento che disegna l’organizzazione e le articolazioni di governo dell’azienda sanitaria e i suoi rapporti con gli enti locali, la Regione, i cittadini. Dunque ne disegna e stabilisce il numero di strutture complesse dell’area professionale, tecnica e amministrativa da cui ne consegue numero di primariati, numero di personale e fondi a disposizione. I cambiamenti in espansione del nuovo atto aziendale, si legge, sarebbero giustificati “in quanto il trasferimento delle attività ospedaliere, dagli ex presidi ospedalieri San Lazzaro di Alba e Santo Spirito di Bra al presidio ospedaliero unico Michele e Pietro Ferrero a Verduno, ha determinato nuove esigenze, in termini di aggiornamento strutturale, tecnologico e organizzativo, in relazione ai maggiori volumi di attività attesi, alla necessità di assicurare il governo degli eventi collegati alla pandemia da Covid 19, nonché al nuovo utilizzo degli stabili del San Lazzaro e del Santo Spirito, fulcro degli investimenti, per l’Asl Cn2, garantiti nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, misura 6”. Il riferimento sono gli ospedali di comunità: Alba e Bra che dovevano essere venduti per pagare il salasso della costruzione dell’ospedale sulla collina di Verduno, sono stati tolti dall’alienazione e rimessi in gioco per essere trasformati in nuovi ospedali di comunità. Per tutto questo l’Asl Cn ritiene giustificata, con l’avvallo forte della Regione, rispetto dei parametri standard per l’individuazione di strutture semplici e complesse, di ascrivere a Verduno nuove strutture e nuovi primari in deroga alla legge che regola le strutture ospedaliere.  A Verduno arrivano dunque la struttura complessa di malattie dell’apparato respiratorio, nonché la struttura complessa di chirurgia generale ad indirizzo oncologico, in sostituzione di quella di ginecologia oncologica; e “si ritiene giustificata la previsione del Dipartimento Funzionale di Ricerca e Clinica della Nutrizione”, ma non solo anche le strutture semplici proposte che, seppur in esubero rispetto allo standard assegnato all’azienda, rientrano nello standard di strutture semplici calcolato complessivamente a livello regionale. Si toglie a qualcun altro per metter a Verduno. Nell’atto aziendale si specificano anche le strutture e le attività interaziendali che sono un passo in avanti di collaborazione tra il territorio,  ma che in ogni caso sono sempre a beneficio dell’albese ma con il lavoro che pesa su Cuneo. Il servizio legale interaziendale è per tutte e tre le strutture cuneesi (Aso Santa Croce, Asl Cn1 e Asl Cn2) incardinato nell’Asl Cn1. Le strutture operanti in collegamento tra Asl Cn2 e Aso Santa Croce e Carle riguardano la fisica sanitaria, la radioterapia, al chirurgia plastica e la chirurgia vascolare con i direttori delle strutture complesse di Cuneo che devono coordinare l’organizzazione e i percorsi assistenziali delle omologhe strutture semplici a Verduno, mentre il materno infantile è diventato un dipartimento interaziendale ma dove le strutture complesse di moltiplicano: Cuneo ha la pediatria, la ginecologia ostetricia, la terapia intensiva neonatale e la neuropsichiatria infantile; l’Asl Cn1 le due pediatrie e le due ginecologie di Savigliano e Mondovì,  e la neuropsichiatria infantile con i consultori familiari; l’Asl Cn2 la pediatria, la ostetricia e ginecologia e ginecologia oncologia più una struttura semplice di neuropsichiatria infantile. 
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