Un anno di Codice Rosso, bilancio dei reati di violenza di genere
25 novembre 2020
Cuneo
In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre la direzione centrale della polizia criminale ha raccolto in una dossier i dati relativi a un primo bilancio delle legge n. 69 del 19 luglio 2019, il cosiddetto Codice Rosso che ha introdotto nuovi reati e ha perfezionato i meccanismi di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere.
I reati di nuova introduzione e il revenge porn
Tra i quattro delitti di nuova introduzione, quello che ha fatto registrare più trasgressioni (1.741 nel periodo dal 9 agosto 2019 all’8 agosto 2020), spesso sfociate in condotte violente nei confronti delle vittime, è la violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare o del divieto di avvicinamento alla vittima. Le regioni dove si sono registrate più violazioni sono la Sicilia, il Lazio ed il Piemonte. Sono stati 11 i reati relativi al delitto di costrizione o induzione al matrimonio, 4 le vittime minorenni. Il reato di lesioni che provochino sfregi permanenti al viso (56 casi denunciati, 76% con vittime di sesso maschile e autori al 92% uomini) è di difficile interpretazione, perché riguardante quelle che in precedenza si chiamavano lesioni gravissime, ovvero una serie di episodi non riconducibili a violenze di genere. Sono stati quasi due al giorno (718) i casi di diffusione illecita di immagini o video “sessualmente espliciti”, il cosiddetto revenge porn, con l’81% per cento di vittime di sesso femminile (83% maggiorenni e 89% italiane), il maggior numero di casi è stato registrato in Lombardia, seguita da Sicilia e Campania.
I reati spia
I reati spia sono quei delitti indicatori di violenza di genere (stalking, maltrattamenti in famiglia e violenze sessuali). Nel periodo gennaio-settembre 2020, confrontato con lo stesso periodo del 2019, si sono registrati numeri inferiori, anche a causa delle difficoltà di denunciare nel periodo del lockdown. La fascia d’età più colpita è quella che va da 31 a 44 anni, le vittime sono italiane nell’80% dei casi (81% nel 2019), mentre tra le vittime straniere predominano quelle di nazionalità romena, anche in relazione alla maggior presenza sul territorio nazionale. Gli autori di tali reati hanno un’età compresa tra 31 e 44 anni (39%), in prevalenza sono italiani (74%) e solo il 2% sono minorenni (1% nel 2019). Quanto ai provvedimenti amministrativi in materia di violenza di genere, nel periodo 1° gennaio-19 novembre 2020, i Questori hanno emanato 1.055 ammonimenti per stalking, 956 per violenza domestica e 352 provvedimenti di allontanamento d’urgenza dalla casa familiare. Se il trend è in diminuzione per gli omicidi di donne nel 2019 (111) rispetto al 2018 (141), in linea con la diminuzione generale degli omicidi, una controtendenza si registra nei primi nove mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso con un aumento del 7,3% (88 donne uccise nel 2020 a fronte di 82 del 2019). Stesso trend in aumento se analizziamo le vittime in ambito familiare/affettivo che passano dal 68 a 77 (con un aumento del 13,2%), uccise in prevalenza da partner o ex partner (e solo per il 28% nel 2020 per mano di genitori o figli). La fascia di età 31-44 anni è quella più colpita nei primi nove mesi del 2019 per gli omicidi volontari di donne, ma anche quella più frequente per quanto riguarda gli autori dei reati, mentre nei primi nove mesi del 2020 la fascia più colpita è stata quella delle donne over 65, pari al 30% del totale delle vittime.