Bagnasco – Una lapide nel silenzio di un bosco, un monito per tutti quelli che ora passeranno attraverso la regione Strette, posta a circa mille metri sul livello del mare. Un luogo in cui 75 anni fa è avvenuta una strage che ha distrutto un’intera comunità familiare. Il 22 agosto 1944, durante una caccia ai partigiani, i nazisti trucidarono tutta una famiglia, insieme a un uomo che era andato in montagna a cercare il figlio unitosi alla Resistenza. I tedeschi li presero, li chiusero in cucina e li arsero vivi nella loro stessa casa di borgata.
L’8 settembre si è tenuta la cerimonia di posa che ha visto la presenza della testimone storica dell’evento, la signora Maria, insieme ad un folto numero di cittadini provenienti dai paesi circostanti. Sulla lapide, voluta fortemente dall’Anpi e dal Comune di Bagnasco, sono riportati i seguenti nomi con l’età al momento del decesso. Adelaide Canavese (9 anni), Clotilde Cananvese (23 anni), Giovanni Canavese (56 anni), Marco Canavese (2 anni), Marisa Canavese (3 mesi), Michele Corte (49 anni).