Il Calso invita gli utenti a limitare il consumo dell’acqua
12 luglio 2017
Cuneo
Dogliani - “Limitate il consumo di acqua agli usi igienici e alimentari” questa la raccomandazione giunta dal Calso ai suoi 10.000 utenti. I temporali di questi giorni non hanno migliorato la situazione seriamente compromessa da ondate di calore fin dalla primavera, e tutto ciò ha contribuito in modo sensibile a ridurre le riserve e le portate idriche. Per ora, nessuna ordinanza è stata emessa dai 23 sindaci che fanno parte del Calso che vieti l’uso dell’acqua potabile se non per usi strettamente necessari ma potrebbe solo essere questione di settimane se non di giorni. “L’arrivo di molti turisti soprattutto nel mese di agosto - dice il presidente del Calso Marco Botto - fa prevedere un’impennata nei consumo d’acqua per questo si invitano tutti a moderare l’uso dei rubinetti”. Il Calso ha comunque un piano B per fronteggiare l’eventuale persistere della siccità. Oltre alla rete di 700 km di tubature che garantiscono ogni anno una fornitura di un milione e quattrocentomila metri cubi di acqua nei 23 paesi, l’azienda può contare su una serie di pozzi che possiede in alcuni comuni da attivare per fronteggiare i picchi stagionali di consumo. A questi si aggiungono le vasche di raccolta che possono immagazzinare fino a 12.000 metri cubi d’acqua. “Contiamo nel senso civico dei cittadini - conclude Botto - per fronteggiare al meglio un’estate che si preannuncia nel segno della siccità” Emergenza idrica anche negli alpeggi dove sono a rischio le produzioni di eccellenza dal Castelmagno al Raschera. Le alte temperature registrate nelle ultime settimane e la mancanza di piogge hanno peggiorato una situazione che già da giugno si presentava preoccupante. Negli alpeggi i foraggi sono letteralmente bruciati dal caldo. Le imprese agricole portano le mandrie a monticare per tre, quattro mesi: circa 50.000 capi si trovano negli alpeggi che si concentrano nelle aree del cuneese, saluzzese e del monregalese e proprio queste condizioni mettono a rischio le produzioni lattiero casearie tipiche delle vallate cuneesi tra cui alcune Dop come il Murazzano, il Bra, il Castelmagno e il Raschera. Se la situazione persiste occorrerà pensare ad un’assegnazione aggiuntiva di carburante per gli elevati consumi di gasolio durante l’irrigazione per questo si chiede alla Regione fin da ora di tenersi pronta, in caso di seria necessità, ad intervenire con formule idonee al sostegno delle imprese agricole.