Sulle strade della Granda quella scia (troppo lunga) di sangue
08 luglio 2017
Cuneo
Cuneo - Ci sono notizie di fronte alle quali troppo spesso ci si rassegna o, peggio, ci si abitua. Questo però non può essere accettato, perché comunque dietro le notizie ci sono le persone e le loro vite. In questo caso, spezzate. E allora in queste settimane ci si può fermare un attimo davanti a una triste contabilità che richiama valori come rispetto e compassione, ma anche prudenza e attenzione per l'incolumità, della vita propria e altrui, sulle strade. In Granda, secondo i dati rilevati dalla Provincia, nel mese di giugno per incidenti stradali (nella foto, un’immagine di repertorio) sono morte 12 persone, tante quante nei primi cinque mesi dell’anno. In tutto il 2016 i decessi erano stati 33, mentre ora sono già stati abbondantemente superati i due terzi; basta ricordare che nel pomeriggio di giovedì due persone hanno perso la vita, un motociclista a San Bernardo di Cervasca e un ciclista nel saviglianese, mentre domenica scorsa due persone anziane sono decedute in una jeep finita in un burrone a Briga Alta. In questo tragico conto, poi, non rientrano le persone ferite, in alcuni casi molto gravemente. Numeri in risalita, dopo anni di continua diminuzione di incidenti stradali gravi: il 2016 si era confermato il migliore degli ultimi vent’anni, mentre nel 2015 erano stati registrati 55 morti, 42 nel 2014, 48 nel 2013, 51 nel 2012, 51 nel 2011 e 68 nel 2010. Risalendo ancora negli anni, 57 nel 2009, 72 nel 2008, 78 nel 2007, 71 nel 2006 e 83 nel 2005; fino all’anno precedente si era invece sopra le cento unità, con 105 morti per incidenti stradali nel 2004, 116 nel 2003 e nel 2002, 115 nel 2001, 122 nel 2000, 125 nel 1999 e, ancora, il triste record di 138 decessi sulle strade nel 1998. Negli ultimi due decenni, quindi, sono morti sulle strade cuneesi più di 1.500 persone, senza contare feriti e invalidi permanenti.Tra i fattori positivi che hanno favorito la diminuzione, si possono considerare l’incremento di controlli e strumenti di rilevazione della velocità, auto più sicure e comportamenti più prudenti, le leggi più stringenti sull’omicidio stradale; dall’altra, la circolazione su un territorio provinciale esteso come il nostro continua a fare i conti con l’esigenza di spostarsi ma anche con una rete infrastrutturale carente e “vecchia”, oltre alla scarsità di manutenzione e di interventi per la messa in sicurezza. L’invito, anche in vista dell’estate, non può che essere quello alla massima prudenza quando ci si mette in strada. Affinché la speranza di strade più sicure con si spenga nel triste bollettino più o meno quotidiano degli incidenti.